Made in Italy

Zheros – The Forgotten Land

Sviluppatore: Rimlight Studios
Publisher: Rimlight Studios
Genere: Picchiaduro a scorrimento 3D
Disponibile: Digital
PEGI: 7+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PS4
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Zheros è stato una sorpresa nel 2016, uno dei titoli tutti italiani che più si sono avvicinati alla tipologia dei grandi esponenti del genere picchiaduro a scorrimento. Come non ricordare fin dagli albori dei cabinati arcade e delle prime consoles casalinghe, grandi perle come Splatterhouse o Tekken Force, che hanno tenuti incollati allo schermo migliaia di giocatori in tutto il mondo? Ebbene, Zheros tenta di ripercorrere i fasti di quegli anni, proponendo al contempo dei miglioramenti sostanziali per dare una ventata di modernità al genere a cui appartiene. Oggi, a distanza di un anno dalla sua originaria pubblicazione, giunge su PlayStation 4 con in aggiunta il DLC The Forgotten Land. Cosa avrà in serbo per noi questa volta il dott. Vendetta?

La trama di Zheros non brillava particolarmente per originalità o potenza narrativa, ma rappresentava di fatto un mero pretesto per giustificare l’azione alla Bud Spencer e Terence Hill, con botte da orbi e ceffoni che volano a destra e a manca. Il perfido dottor Vendetta, come ogni classico villain che si rispetti, sente l’irrefrenabile desiderio di conquistare l’universo, e invia il suo esercito di scagnozzi robot per soggiogare chiunque gli si opponga. A mettergli i bastoni fra le ruote arriva però la squadra Zheros, che occhio nero dopo occhio nero, tenta di fermare il diabolico piano dello scienziato pazzo. Come avrete già intuito, il team siculo dei Rimlight Studios ha puntato più sul divertimento scanzonato degli stereotipi di genere piuttosto che su una sceneggiatura pungente.

BOTTE DA ORBI

Anche in The Forgotten Land la solfa non cambia, sebbene ci sia un parziale cambiamento di ambientazione, che ora ha delle influenze marcatamente orientali. Se nel gioco principale ci trovavamo in stazione spaziali e scenari alla Blade Runner, ora ci troviamo in una terra asiatica dai richiami tecnologici e cino-giapponesi allo stesso tempo, come visto ad esempio in Cloud Atlas. La grafica del gioco è discreta, molto cartoonesca e colorata a partire dai personaggi stessi, sebbene gli ambienti pecchino di superficialità, con pochi dettagli e zone spoglie.

Per quanto riguarda la giocabilità, il contenuto aggiuntivo non differisce molto dalla campagna principale, ed è accessibile a parte dopo averne completato almeno il primo livello. Il gameplay consiste in una serie di combattimenti e scontri corpo a corpo procedendo in modo lineare verso una determinata area da una parte all’altra dello schermo, come nella migliore tradizione dei videogiochi a scorrimento orizzontale. I giocatori possono scegliere inizialmente fra tre personaggi: i primi due, il megafusto tutto mento e ciuffo biondo Mike e l’eroina dai capelli cremisi Dorian, sono mutuati dalla campagna principale, mentre Thione, una donna dai lineamenti orientali dotata di poteri magici, costituisce una delle novità di questo DLC.

Tutti e tre i personaggi dispongono di un attacco veloce, un attacco pesante, il classico salto, un’arma a distanza e uno scudo deflettore per difendersi e rispedire i colpi laser al mittente. Questo parco mosse può essere sfruttato in diversi modi, combinando i diversi attacchi per creare delle combo devastanti, che possono concatenarsi fino a superare i cento colpi consecutivi. Peccato per i comandi leggermente legnosi e non troppo reattivi. Sconfiggendo i nemici lungo il cammino e distruggendo gli oggetti sparsi negli scenari di gioco, si possono raccogliere punti salute, munizioni per le armi e punti esperienza, i quali possono essere spesi tra un livello e l’altro per migliorare le abilità di combattimento tramite un semplice skill tree. Per quanto il sistema di combattimento sia di buona qualità e diventi sempre più profondo e articolato man mano che si acquistano abilità, dobbiamo dire che la gestione dei potenziamenti è forse un po’ troppo semplificata: non avrebbe guastato la possibilità di scegliere più liberamente quali mosse aggiungere al nostro eroe, anziché acquistarle in semplice sequenza uno dietro l’altro.

L’esperienza generale di gioco risulta gradevole e divertente soprattutto se giocata in co-op (locale, no multiplayer online) mentre può risultare a tratti noiosa per via del livello di sfida abbastanza impegnativo, specialmente a “Difficile”, costringendovi a ripetere più e più volte lo stesso tratto di livello magari dopo aver sconfitto con molta fatica dei nemici piuttosto forti.  Buono anche il comparto sonoro, con musiche adatte al tipo di scenario in cui ci si trova e la rumoristica dei pugni e dei colpi perfetta. La longevità del DLC è discreta, con due ore piene necessarie a completare gli otto livelli che compongono The Forgotten Land, contro le circa sette ore della campagna principale e i suoi diciotto livelli.

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

PS Store

XBOX MARKETPLACE

Alla sua pubblicazione nel 2016, Zheros è stato un titolo ben accolto qui in patria ma bistrattato all’estero. Il titolo è di buona qualità e come una delle prime esperienze per i Rimlight Studios è sicuramente un ottimo risultato. Tuttavia una trama davvero poco incisiva, per non dire inutile, unita a una certa ripetitività di fondo del gameplay a lungo andare, non hanno permesso al gioco di andare oltre le vette più alte del picchiaduro a scorrimento orizzontale, raggiungendo comunque la piena sufficienza. Il DLC The Forgotten Land non fa differenza. Pur apprezzando l’introduzione di nuove presenze nel cast principale e le ambientazioni più variegate rispetto alla campagna principale, questo contenuto aggiuntivo non riesce a lasciare il segno e più che un’avventura alternativa o un mini-sequel, sembra più una dilatazione e un allungamento di quanto era Zheros.

giallo

Good

  • Co-op azzeccata e divertente.
  • Buon sistema di combattimento.
  • Qualche piccola aggiunta e variazione sul tema.
  • Livello di sfida impegnativo.

Bad

  • SkiIl tree davvero troppo semplice.
  • Qualche incertezza sulla reattività dei comandi.
  • Trama molto debole.
  • Nessuna vera novità rispetto alla campagna principale.
6

Con il joypad in mano fin da quando aveva 5 anni, ai tempi della PlayStation One, è laureato in Scienze della Comunicazione con specialistica in Editoria. Grande appassionato di cinema, doppiaggio, letteratura e videogiochi, lo chiamano internauta videoludico, o giocatore incallito.