Ritorno al passato

Simone

World of Warcraft Classic

Sviluppatore: Blizzard Entertainment
Publisher: Activision Blizzard
Genere: MMO
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 12+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Era il 23 Novembre 2004. Ancora non lo sapevamo, ma di lì a poco saremmo stati testimoni della nascita di qualcosa che avrebbe per sempre cambiato il mondo videoludico come lo conoscevamo. Nato dalla “lore” più precisa e definita di Warcraft III: Reign of Chaos, World of Warcraft si gettava a capofitto nella mischia dei MMORPG (all’epoca ancora abbastanza ristretta) e si preparava a sconquassare tutto con la sua potenza. Grafica di altissimo livello, direzione artistica stellare e meccaniche che rivoluzionavano il genere mescolando un’inedita facilità di comprensione con la necessità di maturare abilità ludiche specifiche per poter superare le sfide più ardue. Nel corso degli ultimi 15 anni WoW ha visto la sua community crescere costantemente fino all’apice raggiunto durante l’era dell’espansione Wrath of the Lich King (da molti considerata “l’epoca d’oro” del gioco) per poi cambiare passo da Cataclysm in poi. Il gioco divenne più inclusivo, più semplice da comprendere, alla portata di un’utenza sempre più ampia. È proprio questo il motivo che ha spinto tantissimi giocatori della prima ora ad abbandonare le terre di Azeroth: il gioco pareva essere stato “snaturato” in favore di semplicità di utilizzo, accessibilità e microtransazioni.

Ma Blizzard riserva come sempre un asso nella manica, e lo dimostra tirando fuori dal cilindro la soluzione ideale per riagguantare i giocatori delusi: World of Warcraft Classic, un server che riporta indietro le lancette ai primissimi tempi di WoW, quando tutto era ancora meravigliosamente grezzo e privo di supporto per i giocatori.

LE COSE BUONE E LE COSE CATTIVE

Nel caso abbiate vissuto relegati in qualche landa desolata nell’ultimo quindicennio, è d’uopo una breve spiegazione della cornice narrativa e delle meccaniche base di World of Warcraft. Il mondo di Azeroth è squassato dalla rivalità bruciante tra Alleanza ed Orda, due fazioni che si combattono da anni per dominare i due soli continenti emersi. Si inizia nei panni di una recluta (un giovane guerriero/mago/ladro/prete etc.) che muove i primi passi nel mondo di gioco con lo scopo di diventare, un giorno, un potente membro della propria fazione. Vi sono otto razze in totale, quattro per l’Orda e quattro per l’Alleanza, ciascuna con specifici tratti che vanno a sommarsi alle abilità della classe scelta. In WoW tutto è naturalmente schematizzato, ma tale schema risulta talmente enorme, ampio e ben concepito che si ha l’illusione di vagare davvero in un mondo sconfinato ricco di avventure e sfide. Il leveling è una parte importantissima (soprattutto qui, in Classic o “Vanilla” per usare il termine più riconoscibile in-game) e il giocatore deve affrontare una lunga scalata per raggiungere il level cap sufficiente per cimentarsi in complessi e sfiancanti raid con squadre di altri giocatori. Come sempre accade in ogni MMORPG che si rispetti, le sfide più succulente sono da affrontare necessariamente in gruppo. Parlando specificamente di World of Warcraft Classic, va detto che l’operazione nostalgia è perfettamente riuscita: tutto sembra esattamente come allora, o comunque quasi tutto. I server attuali sono infinitamente più performanti rispetto a quelli esistenti al tempo, lo stile grafico del gioco è impreziosito con varianti introdotte in espansioni successive (acqua, erba che ondeggia e si sposta al passaggio del giocatore) e ci sono piccole accortezze apprezzabili. Il problema è la mancanza di altre cose assai più importanti, che sarebbe stato meglio includere anche a costo di “snaturare” un poco l’esperienza old-school.

Di cosa si parla nello specifico? Certamente non si vuol vedere in WoW Vanilla il Dungeon Finder (introdotto nell’espansione Wrath of the Lich King) per mettere insieme gruppi di giocatori con matchmaking automatico, e nemmeno tutto quell’apparato di facilitazioni introdotte successivamente. Tuttavia sarebbe stato saggio da parte degli sviluppatori inserire almeno le feature ed i bilanciamenti arrivati “dopo” ma che sono serviti a rendere il gioco più godibile. È intollerabile vedere alcuni talent-trees praticamente inutilizzati perché non sfruttabili in raid, oppure classi penalizzate da errata collocazione/errato bilanciamento di alcune skills. Tutto è proprio com’era all’inizio dell’avventura di World of Warcraft, ma non è detto che questa sia necessariamente la miglior soluzione. Un altro problema è rappresentato dai server: Blizzard probabilmente non si aspettava il successo roboante che World of Warcraft Classic ha avuto. Alcuni server richiedono 4 ore di attesa per poter loggare con successo: una follia oltre ogni limite, considerato che per giocare è richiesto un abbonamento mensile.

A parte questi intoppi, si ha a che fare con un’operazione rispolvero in piena regola e molto ben concepita. Il gioco funziona a meraviglia e l’ormai celebre supporto tecnico Blizzard risponde ad ogni quesito dei giocatori quasi in tempo reale. Cosa si può fare in WoW Classic? Tutto ciò che un giocatore appassionato potrebbe sognare: viaggiare in terre lontane, perdersi in una giungla fitta, scalare montagne innevate, costruirsi da soli il proprio equipaggiamento, sfidare insidiosi dungeon in compagnia ed altro ancora. World of Warcraft Classic segue il sentiero tracciato da molte community (tutt’ora attive) che hanno tenuto vivo il ricordo delle passate espansioni con server non-ufficiali. Moltissime persone vogliono rivivere quelle avventure. E, secondo me, è solo questione di tempo prima che Blizzard annunci nuovi server dedicati alle espansioni immediatamente successive a quella proposta in Classic. Si vedrà.

 

 

 

 

Dove posso acquistarlo?

Blizzard Store

World of Warcraft rappresenta più di un gioco: è una vera e propria pietra miliare del nostro settore che continua a stupire, a coinvolgere, ad appassionare una larga fetta di giocatori. L’operazione “Classic” riesce ampiamente nell’intento di riacchiappare i vecchi appassionati, delusi dalla progressiva semplificazione delle meccaniche di gioco apportate da Cataclysm in poi, ma ad un prezzo specifico. Il “vecchio WoW” funziona ancora alla grande, ma mostra i segni di errori nel bilanciamento di molte classi nella versione iniziale più alcune magagne qui e là. È il primo, l’originale con tutti i suoi (molti) pregi ed alcuni (pochi) difetti che comunque fanno sentire il loro peso. Il resto lo fa la nostalgia e, come sempre, fa il suo lavoro alla grande.

verde

Good

  • World of Warcraft, il mitico ed inimitabile capolavoro del genere MMORPG.
  • Graficamente migliorato ed adattato ai tempi, anche in termini di ottimizzazione.
  • Server popolatissimi di giocatori molto esperti e disponibili all'interazione.
  • Gratuito per chi sottoscrive già un abbonamento alla versione"moderna".

Bad

  • Problemi di bilanciamento classi/skills/talenti identici a quelli presenti nella versione tradizionale del gioco.
  • Server strapieni, alcuni con oltre 4 ore di attesa.
8.5

Simone
Entrato nel castello di Dracula negli anni '80, non ne è più uscito e vaga per i saloni in 8-bit chiedendosi che fine abbiano fatto i bei videogiochi di una volta