Ritorno alle origini

Majkol

Valkyria Chronicles 4

Sviluppatore: SEGA/Media.Vision
Publisher: SEGA
Genere: JRPG Tattico
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 16+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PS4 Pro
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Nata nel 2008, la serie di Valkyria Chronicles portò su PlayStation 3 un affascinante universo basato sugli scontri bellici che imperversarono in Europa durante la seconda guerra mondiale. La trama dai toni drammatici (ma enormemente influenzata da tropi tipici degli anime) si univa a un’indovinata estetica cel-shading offerta dal Canvas Engine, motore grafico in grado di dare vita a scenari dai toni pastello che sembravano tratteggiati su pergamena.

Se non fosse che questo ulteriore capitolo della saga Valkyria Chronicles è seguito dal numero “4”, verrebbe quasi da pensare che il nuovo videogioco SEGA arrivato su PS4, PC, Xbox One e Nintendo Switch raccolga direttamente l’eredità del capitolo PS3, del quale riprende in toto l’estetica e gran parte delle dinamiche ludiche. La storia di questa saga JRPG è del resto molto tormentata: ben due tra i capitoli numerati furono destinati all’ormai defunta PSP, in cerca di un’utenza che ne potesse apprezzare maggiormente le caratteristiche e che potesse giustificare un investimento da parte della compagnia nipponica. Se il secondo capitolo fu un vero e proprio disastro (specie dal punto di visto narrativo, ma anche e soprattutto di vendite), la terza iterazione rimase addirittura confinata unicamente al mercato del Sol Levante (qui una patch traduttiva realizzata dai fan). In molti dubitarono che la serie potesse avere un futuro.

In seguito a diverse petizioni e alla presenza di forti pressioni da parte della fanbase, SEGA decise di rilanciare il capostipite della saga su Steam, raccogliendo un successo senza precedenti; forte di questo riscatto, il primo capitolo tornò a far parlare di sé anche su PlayStation 4 grazie a una remaster (qui la nostra recensione). Dopo Valkyria Revolution, uno spin-off action del tutto dimenticabile, la compagnia di Yakuza e Sonic sembra finalmente aver trovato la più congeniale direzione per questo brand. Non a caso, Valkyria Chronicles 4 risulta a tratti indistinguibile dal primo episodio, tanto da far pensare che ne rappresenti il vero e unico sequel

“SQUADRA E, IN AZIONE!”

Catapultato nel medesimo universo del Valkyria Chronicles per PS3, il giocatore è chiamato a guidare la squadra E capitaneggiata da Claude Wallace, un generale dall’animo pacifista affiancato da un manipolo di eroi dall’aspetto singolare. Pur tentando un approccio corale, la storia si concentra soprattutto su Claude e il suo gruppo di amici d’infanzia, che per uno scherzo del destino si ritrovano ad affrontare insieme un conflitto sanguinoso su scala mondiale, dovendo fare i conti allo stesso tempo con i propri conflitti personali e con svariati dilemmi etici. Il gruppetto di eroi viene ostacolato da un nutrito cast di nemici, i quali, nonostante una caratterizzazione “da villain” decisamente rudimentale e riconoscibile a vista, riescono a sostenere l’intera durata dell’impianto narrativo senza (troppo) sfigurare. Il titolo scandaglia a fondo le motivazioni di personaggi innegabilmente stereotipati e cerca in qualche modo di giustificarne i tropi rivelando per ciascuno vari trascorsi, più o meno sereni. SEGA e Media Vision (o Media.Vision, già sviluppatori del secondo e terzo capitolo) non nascondo la loro fascinazione per un contesto narrativo solenne, tale da giustificare la tragedia e il conflitto, sicché sono frequenti parallelismi e riferimenti a realtà storiche ben note a noi Europei; purtroppo la sceneggiatura fatica a creare momenti davvero indimenticabili nonostante gli elementi ci siano proprio tutti, forse a causa di una mancanza di coraggio in sede di scrittura, o forse poiché l’epicità del tutto è spesso offuscata da un uso praticamente sfacciato di cliché e situazioni talmente assurde che potrebbero far vacillare il senso di sospensione dell’incredulità di chiunque. Detto questo, la trama è sicuramente una componente importante del prodotto in questione, ma non ne rappresenta di certo l’elemento principale: il JRPG SEGA rimane soprattutto un ottimo mix di azione in tempo reale e strategia a turni e chi ebbe il piacere di apprezzare il primo capitolo si ritroverà praticamente subito a casa.

Nel corso dei suoi 18 capitoli (senza contare il buon numero di contenuti postgame e DLC opzionali) Valkyria Chronicles 4 permette di affrontare campagne militari che mettono a dura prova le abilità strategiche del giocatore proprio grazie alla loro estrema varietà; mettendo da parte le inedite classi di fanteria viste nei capitoli portatili, questo episodio fa tabula rasa del suo complicato passato per riproporre le cinque classi di soldato viste nel capostipite della saga. Ad esse viene affiancato il granatiere, una sesta variante di fanteria che non solo può lanciare temibili granate a lunga distanza, ma può anche intercettare i nemici durante i loro movimenti. Ogni componente del ricco cast di personaggi vanta un background, una serie di malus e abilità uniche che possono variare a seconda dell’affiatamento con i compagni di squadra e degli eventi occorsi durante la battaglia. Proprio questo elemento estremamente caratterizzante porta subito a preferire specifici personaggi non solo in base al loro aspetto e allora loro personalità (che può essere anche approfondita in scenari opzionali), ma anche e soprattutto alle loro doti innate, in grado di donare un ulteriore livello di profondità ad un gameplay già di per sé particolarmente interessante e sufficientemente vario. Non è raro affezionarsi a compagni di squadra dall’aspetto caratteristico o dalle abilità particolarmente utili, e considerando i toni drammatici della linea narrativa e la tensione bellica che aleggia tra i menù di gioco prima della battaglia, non bisogna stupirsi se il titolo ricorre al “permadeath”, ovvero la meccanica che vuole come definitivamente deceduti i caduti in battaglia. Per evitare che i propri alleati preferiti scompaiano bisogna quindi armarsi di ingegno ed evitare che la tragedia si consumi, per quanto nel post-game tutte le unità cadute in guerra possono essere riabilitate spendendo un cospicuo ammontare di valuta in-game.

Avevamo bisogno dell’ennesima coppietta?

Esattamente come in passato ci si può dedicare alla personalizzazione del proprio esercito, fra uno scontro e l’altro, nella caserma, dove attraverso una serie di menù si possono investire i punti esperienza e la valuta in-game in nuovi armamenti e nell’addestramento delle classi soldato; di ritorno dai capitoli portatili, invece, troviamo i mezzi corrazzati che permettono di spostarsi a gran velocità sul campo di battaglia, portando al proprio interno fino ad un massimo di tre soldati e permettendo così di velocizzare i movimenti delle classi più lente. A differenza del primo capitolo, l’uso dei veicoli in Valkyria Chronicles 4 è consigliato e necessario, tanto che il costo di risorse richiesto per attivarli è stato dimezzato. Il mezzo corazzato è sicuramente il miglior alleato per ottenere un buon risultato nelle schermaglie, livelli bonus sbloccabili fra un capitolo del gioco e l’altro per poter accumulare risorse come valuta e punti esperienza.

Esattamente come in passato anche in questo capitolo si è ricompensati a fine battaglia con una quantità di risorse investibili nella crescita del proprio esercito. Tali ricompense variano in base al numero di turni utilizzati per giungere all’agognata vittoria, premiando così ancora una volta l’iniziativa degli speedrunner piuttosto che l’abilità degli strateghi più accorti. Questa scelta di design, già aspramente criticata al primo capitolo, finisce per rendere alcuni scontri delle semplici corse contro il tempo, inducendo i giocatori a comportarsi come novelli Rambo nella speranza di raccogliere il risultato migliore a fine battaglia, specie nelle missioni in cui è richiesto di occupare una base nemica; se non altro il migliore posizionamento dei nemici riesce ad arginare la rilevanza di questo fenomeno (comunque presente), sfavorendo l’avanzamento alla cieca delle unità ad ampia mobilità. Nelle fasi avanzate di gioco e nel post game rimane comunque praticamente impossibile correre verso l’obiettivo senza rimanere vittime del fuoco nemico, a meno che non si abusi del campo di addestramento portando tutte le proprie classi di soldato al livello massimo. Bisogna quindi tornare a studiare il territorio, verificare la presenza di percorsi alternativi e pianificare una strategia che possa essere coadiuvata da un team dotato dei migliori armamenti e delle abilità più utili in specifiche campagne militari.

Come avrete capito il titolo in questione non è esente da difetti più o meno gravi, come la presenza di alcuni scontri a tratti sfiancanti e che costringono il giocatore a seguire piani d’azione che mettono completamente da parte la sperimentazione e la fantasia strategica. Se è vero che questi ostacoli possono essere superati dedicandosi a ore e ore di sparatorie (o alla ricerca di tutorial su youtube), è anche altrettanto vero che spesso ci si ritrova a confrontarsi con una intelligenza artificiale che più che reagire dinamicamente alle proprie azioni sembra quasi eseguire dei comportamenti scriptati che ne decretano la sconfitta. Inoltre, Valkyria Chronicles 4 rimane un prodotto che seppur piacevole dal punto di vista visivo rimane azzoppato da valori produttivi praticamente indistinguibili da quelli del primo capitolo, pubblicato ormai dieci anni fa su una console di scorsa generazione. Gran parte della storia è raccontata mediante box testuali e doppiaggio, ricalcando una messinscena che non si discosta poi tanto dall’immobilismo di prodotti low-budget appartenenti al genere visual novel. Le scene cinematiche sono ridotte all’osso e dedicate solamente agli eventi più rilevanti, tanto da rendere ancora più dimenticabile una trama che già di per sé non brilla certo per qualità, probabilmente anche a causa di una traduzione inglese (e italiana) che si prende diverse libertà in sede di adattamento dal giapponese. E se proprio volessi essere del tutto onesto, ritornare a giocare a 30fps è un po’ strano.

 

 

 

 

Dove posso acquistarlo?

PS Store

XBOX MARKETPLACE

Se con Valkyria Chronicles SEGA stupì il pubblico amante del genere JRPG, questo Valkyria Chronicles 4 rappresenta un ritorno alle origini dopo un passato tormentato fra spin-off poco riusciti e oscuri capitoli low budget per console portatili. Il nuovo videogioco co-sviluppato con Media Vision rappresenta senza ombra di dubbio un gradito omaggio allo sfortunato capostipite della saga e quel che si può sperare per il futuro della serie è che la compagnia continui a seguire e perfezionare questa formula, senza più fare marcia indietro.

verde

Good

  • Affascinante mix di azione in tempo reale, combattimento a turni e pianificazione strategica.
  • Tanta profondità e ricco piatto di contenuti per oltre 50 ore di gioco.
  • Artisticamente lodevole, anche e soprattutto per l’impegno di Hitoshi Sakimoto profuso nella colonna sonora…

Bad

  • …ma i valori produttivi sono fermi a dieci anni fa.
  • Storia e cast non particolarmente memorabili.
  • IA non sempre brillante.
  • Alcune missioni, specie nelle fasi avanzate, sono letteralmente sfiancanti.
7.8

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.