Il ritorno dell'ospedale di pongo

Ilya Muromets
Two Point Hospital - Jumbo Edition

Two Point Hospital: Jumbo Edition

Sviluppatore: Two Point Studios
Distributore: Sega
Formato: Digital+retail
Localizzazione: Italiano
Versione Testata: PS4
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

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Mentre fuori di casa la pandemia continua a mietere vittime e i social traboccano di benpensanti con la laurea in matrimoni falliti che discutono dei terrificanti rischi collaterali di AstraZeneca, l’ultima cosa che si desidererebbe fare è mettersi a cincischiare con dottori, infermieri, ospedali, terapie intensive e defunti nei corridoi. Non fosse che questa Jumbo Edition di Two Point Hospital, edizione per console (PS4, Xbox One e Nintendo Switch) del sim-game a sfondo medico già ottimamente accolto da pubblico e critica poco più di 3 anni fa, è davvero troppo succosa per lasciarsela scappare.

E comunque, sin dai tempi della pubblicazione del titolo base Two Point Hospital non ha mai dato mostra di volersi prendere minimamente sul serio. L’edificio che il giocatore è chiamato a creare e a dirigere si avvicina molto più a una cartoonesca casa di bambolotti che a un vero e proprio nosocomio: pazienti e membri del personale assomigliano ai pupazzi gommosi e caricaturali di un Wallace and Gromit, le malattie da curare sono completamente inventate – e caratterizzate da un humor nero molto britannico – e le missioni proposte dal sistema di gioco sembrano allinearsi a un certo gusto per il nonsense parodistico che ricorda certe cose viste in The Movies. La stessa morte, quando occorre, si colora di tinte comiche, come del resto già accadeva nell’immortale Theme Hospital del 1997, di cui il prodotto di Two Point Studios rappresenta chiaramente l’erede morale.

Two Point HospitalLa Jumbo Edition raccoglie in forma enciclopedica il gioco base del 2018 e tutti i contenuti aggiuntivi pubblicati dal momento del lancio in avanti, vale a dire i DLC e i pacchetti-espansione Off the Grid e Close Encounters – restano fuori solo i recentissimi Culture Shock e A Stitch in Time. In altre parole, a meno di non aver acquistato tutto separatamente per PC, la Jumbo costituisce la versione più completa del titolo in circolazione. Se i DLC si limitano per lo più a introdurre gadget e accessori simpatici, i pacchetti-espansione offrono qualcosa in più: Off the Grid strizza evidentemente l’occhio (non senza bonarie prese in giro) ai movimenti ecologisti e invita il giocatore a progettare un ospedale quanto più possibile “zero waste”, limitando al minimo l’impatto ambientale e provvedendo a preservare l’armonia generale degli ospiti; Close Encounters introduce per la prima volta una razza di alieni (che si presentano mascherati da pazienti, e occorre saperli riconoscere…) e, soprattutto, intende rimediare ai rischi di ripetitività che una parte della critica ha voluto individuare nel titolo base. Il gameplay resta sostanzialmente identico, ma vengono introdotti requisiti alternativi al denaro per procedere con l’aggiunta delle varie strutture nell’ospedale.

Two Point Hospital

Sul piano dell’esperienza complessiva, Two Point Hospital resta una creazione di impeccabile leggibilità: interfaccia e istruzioni sono sempre limpidissime, a ogni azione corrisponde subito una reazione, e l’immediatezza dell’approccio non viene mai ostacolata da urticanti sovrastrutture numeriche – un pregio, questo, non certo scontato per il genere di riferimento. Per gli utenti più esperti questa enorme fluidità potrà apparire persino eccessiva, tanto il gioco sembra accompagnarti per mano alla scoperta di tutti i suoi segreti: la curva d’apprendimento è dolce come una romantica passeggiata in collina e ciò, per i veterani del settore, potrebbe non risultare abbastanza soddisfacente – complice anche l’assenza di una modalità sandbox vera e propria. Anche senza considerare le migliorie e le varianti apportate dalle espansioni, bisogna comunque riconoscere agli sviluppatori di Two Point Studios un’ottima abilità tecnica e una non comune chiarezza di idee in merito agli obiettivi da raggiungere: Two Point Hospital è stato concepito, programmato e venduto come una simulazione leggera, confortevole e divertente e tutti i mezzi a disposizione sono stati sapientemente sfruttati per questo scopo.

Qualche dubbio – più che legittimo – potrebbe casomai sollevarsi a proposito dei controlli, visto che stiamo parlando pur sempre di un’edizione console di un sim-game. Ebbene, anche su questo fronte c’è poco di cui lamentarsi: la mappatura dei comandi su joypad è ben studiata e, in generale, agevolata dall’impalcatura semplice e lineare del gioco.

Poco da dire in conclusione. Se possedete una console, il genere vi alletta e non avete ancora nulla di Two Point Hospital, procedete pure con l’acquisto di questa Jumbo Edition: non c’è davvero rischio di fregatura in questo caso.

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8

Ilya Muromets
Storico dell'arte, musicista e sarto dilettante, giocatore compulsivo da ormai svariati decenni. Specialista in cRPG, fantasy europeo e Magic the Gathering. Quando non è alle prese con un videogioco di ruolo occidentale indie (più sono marroni e tristi, più ci si diverte), si nasconde nelle steppe siberiane in attesa di rientrare trionfalmente recando con sé qualche testa di idra come trofeo.