Luna e sole si rincorrono senza toccarsi.

Majkol

Giunto ai titoli di coda di Toren in meno di due ore di gioco mi è parso di sentire in lontananza le critiche feroci di quella parte dell’industria ormai votata alla ricerca della perfezione tecnica e del colpo d’occhio; insomma, di quel nutrito gruppetto di persone sempre alla ricerca della linea narrativa filo-hollywoodiana e dei valori di produzione a sei zeri. Eppure, malgrado i palesi problemi sotto il profilo formalmente tecnologico, l’opera prima dello studio indipendente brasiliano Swordtales vanta un animo fortemente tribale e una storia raccontata in modo squisitamente non convenzionale, dove il tema del viaggio, inteso come percorso di formazione, viene accostato alla crescita di una bambina che da infante si fa eroina.

Una Yorda combattente?

toren artAl centro delle vicende vi è un’enorme torre che unisce la terra al cielo, il “Toren” che dà il nome al prodotto. Qui uno stregone è caduto in miseria dopo aver desiderato un potere evidentemente non destinato agli uomini, e il compito di ristabilire l’ordine e fermare un eterno telomerase è lasciato in eredità a una giovane, quanto coraggiosa, protagonista, che viene chiamata semplicemente figlia della luna.

Se dovessi attenermi al dato e parlarvi di Toren come di un prodotto qualsiasi, ora sarebbe nostro mio compito avvertirvi che il videogioco sbarcato su PC e PlayStation 4 soffre di lacune tecniche davvero terribili, tanto da riuscire, talvolta, a compromettere un gameplay tanto basilare sulla carta quanto semplice da seguire pad alla mano. Pur restando nell’ambito dell’insufficienza quando si parla di shader, polycount e comparto animazioni, è anche vero che la brevissima avventura tridimensionale, che fa di folklore brasiliano e influenze  Ico-esche il proprio cavallo di battaglia, si comporta non molto diversamente da tanti altri titoli indipendenti in cui l’abilità del giocatore è tutto sommato ininfluente. L’unica competenza richiesta per riuscire a godere appieno dell’opera è una mente pronta ad accogliere il messaggio insito nell’enigmatica sceneggiatura, nonché un uso praticamente basilare del joypad per potersi muovere senza precipitare durante le sporadiche sessioni platform. Proseguire per una via, così come compiere le brevi azioni suggerite – ma mai esplicitate da testi o linee di dialogo – porta in brevissimo tempo ad incappare in porzioni opzionali dell’avventura; queste sono tuttavia pochissime e nel caso si puntasse alla collezione di tutti gli achievement/trofei si potrebbe compiere l’impresa tranquillamente in una sola run. I meno attenti possono comunque tirare un sospiro di sollievo, poiché il viaggio della giovane Moonchild dura poco meno di due ore.

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E vissero tutti felici e contenti

Nonostante questo si può comunque parlare di un breve full immersino in un immaginario poetico, sorretto da una direzione artistica fresca e, forse, dalla natura fin troppo ermetica rispetto a tanti altri titoli sulla falsariga – uno fra tutti, Journey di thatgamecompany –, ma comunque ben lontano dall’incomprensibile. Quando ci si sofferma ad analizzare gli elementi cosmetici e ambientali che accompagnano la durata del titolo, come se ci si stesse calando in un improvviso ed enigmatico sogno da decifrare, la sensazione che viene subito alla mente è quella che nelle mani di un team di sviluppo più competente e, forse, di un budget più alto, Toren sarebbe potuto effettivamente diventare qualcosa di “formalmente” consigliabile, specie considerando anche il prezzo ridotto a cui viene venduto, circa 9€. Ma così come ci viene presentato oggi, il debutto di Swordtales nell’ambito delle “esperienze videoludiche” è poco più di un dimenticabile esperimento in cui concept art e narrativa non riescono a incontrare una realizzazione degna dell’ambizione di chi, evidentemente, ha creato l’immaginario che tira le file della storia di Moonchild e dell’ombra proiettata dalla gargantuesca torre che fa da sfondo alla sua crescita. Che poi, spoiler alert, è anche la nostra.

toren coverToren

Sviluppatore: Swordtales
Publisher: Versus Evil
Genere: Platform/Avventura
Disponibile: Digital
PEGI: 16+
Lingua: Inglese
Sito Ufficiale

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Toren è un esperimento narrativo che non riesce davvero a convincere fino in fondo. Non c’è nulla di interessante e di memorabile nella sua claudicante ossatura ludica, eppure il fascino dei cromatismi accesi e della piccola Moonchild potrebbero stuzzicare l’interesse di chi ama masticare arte a colazione, pranzo e cena.

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Good

  • Ambientazione e direzione artistica
  • Costa poco

Bad

  • Tecnicamente insufficiente
  • Ludicamente poco stimolante
  • Comparto narrativo non per tutti
5

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.