Michonnator

Luca 'LkMsWb' Balducci

Fornire una opinione di The Walking Dead: Michonne è per me difficilissimo, perché è difficile categorizzarlo. Che i giochi Telltale siano progressivamente divenuti delle Visual Novel occidentali è ormai evidente per chiunque, ma Michonne in certe sue componenti risulta ancora meno interattivo dei precedenti. Certo, ci sono le scelte, ci sono i QTE, ma quando la sezione esplorativa è a ridosso del finale, e si completa in 5 minuti – e sarebbero 2 togliendo due discorsi – è davvero arduo non sentirsi un po’ presi in giro. Certo, perlomeno questo titolo conferma la maggiore differenza ancora esistente fra le VN orientali e quelle occidentali: se le prime tendono ad essere come delta di un fiume, ovvero a ramificarsi mano a mano che si procede con le scelte, nelle produzioni americane ed europee sembra prevalere lo stile, per così dire, a “stazione ferroviaria”. In altre parole, da un punto di partenza iniziale si dipartono vari binari molto simili fra loro: superata una certa fermata, essi si riuniscono in uno o due destinazioni finali al massimo.

The Walking Dead Michonne - IMG002

Gli sviluppatori stessi ce lo dicono: siamo fin troppo legati (alla storia ufficiale)


Chiudete gli occhi e risolvete i QTE

Chiudete gli occhi e risolvete i QTE!

Michonne da questo punto di vista non fa eccezione: anzi, forte del fatto di essere considerato canone ufficiale del fumetto, il videogioco segue la protagonista durante il suo hiatus dalla serie cartacea, cosicché il giocatore conosce già cosa accadrà dopo il finale dei tre BREVISSIMI episodi di cui si compone la serie. TWD:M tenta insomma di concentrarsi molto sui dubbi e sui rimorsi vissuti dalla protagonista riguardo a quanto accaduto alla sua famiglia nei primi giorni dell’epidemia: ma se la cosa funziona da un punto di vista narrativo, lo fa molto meno sul piano ludico, dato che i comportamenti assunti dalla protagonista in base alle decisioni dell’utente modificano poco o nulla sulla lunga distanza, e gli unici effetti visibili si verificano praticamente solo nell’immediato.

Intendiamoci, TWD:M è piuttosto divertente da giocare, anche grazie alla sua rapidità: Michonne sa come combattere, e i numerosi QTE riescono a veicolare la sensazione di un’acquisita padronanza delle arti belliche. I colpi sono mediamente più efficaci (e coreografici) rispetto a quanto visto nei due episodi della serie principale, e ispirano più “adrenalina” che non “paura” – per quanto possano ispirare adrenalina le sequenze di pulsanti da premere.

Nuova grafica per i QTE!

Non solo! I QTE hanno una nuova grafica, d’altra parte è giusto abbellire chi è protagonista del gioco

La storia fa da sfondo alle già citate crisi introspettive della protagonista, e lo stesso si può dire di tutti gli altri personaggi presenti: si può anzi comodamente affermare che in questo gioco la trama non serva quasi a nulla. Addirittura, durante uno dei dialoghi finali, sarà possibile esprimere due concetti opposti a distanza di tre battute senza che ci sia alcuna reazione da parte degli interlocutori. Va da sé che ogni possibile coerenza nella costruzione caratteriale della protagonista ne risulta quantomeno compromessa, problema ancor più grave se si pensa che per tale costruzione  si avranno a disposizione quattro ore totali di gioco effettivo.

Si è accennato sopra alla componente esplorativa, che rispetto a quanto visto nei precedenti titoli Telltale risulta persino meno importante.  In gran parte dei casi, anzi, essa risulta del tutto superflua, a meno che non si desideri proprio ascoltare i commenti di Michonne su cosa sta osservando. Ma poi, si può considerare “esplorazione” il semplice atto di muovere il personaggio cliccando sulla destinazione allo scopo di far partire l’evento successivo, sia esso un colloquio o un QTE? A mio parere, no.

A proposito di ricorrenze, non poteva mancare la scena "forte".

A proposito di ricorrenze, non poteva mancare la scena “forte”.

La realizzazione tecnica è fedele alla tradizione Telltale: lo stile grafico si adatta molto bene al comic di TWD – il quale, d’altra parte, è nato proprio in vista del primo episodio della serie. Il doppiaggio è molto buono, ma i movimenti restano legnosi e artificiali, compromettendo non di rado la sospensione dell’incredulità. I QTE sono impostati bene, e risultano molto facili da eseguire, tanto che non è mai capitato di dover ricaricare per aver fallito un evento. Michonne non è attualmente disponibile in italiano, e quindi una buona conoscenza della lingua inglese risulta necessaria per chi volesse giocarlo.

The Walking Dead: Michonne

Sviluppatore: Telltale Games
Publisher: Telltale Games
Genere: Avventura
Disponibile: Digital
PEGI: 18+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Dove posso acquistarlo?

PS Store

Steam

XBOX MARKETPLACE

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Galleria

Cosa dire quindi di The Walking Dead: Michonne? Occasione persa? In parte. Non è un titolo che consiglierei ai videogiocatori puri, ma a tutti gli appassionati della serie di fumetti, telefilm e giochi ispirati al mondo dei non morti descritto da Robert Kirkman. Dal punto di vista strettamente ludico, infatti, questo spin-off presenta più difetti che pregi. Di certo intrattiene nell’accezione più generale del termine, e questo dovrebbe bastare a un pubblico più ampio e trasversale.

giallo

Good

  • Buona atmosfera.
  • Il gioco è inserito nella continuità ufficiale della serie…

Bad

  • … quindi si sa come andrà a finire.
  • Brevissimo.
  • Ancora meno "gioco" rispetto ai predecessori.
6

Luca 'LkMsWb' Balducci
Dai videogiochi al PC, dal PC ai videogiochi: il cerchio è terminato. Convinto PCistamassterrace, cede puntualmente al lato oscuro delle console ad ogni esclusiva degna di nota.