Il Rosso in salsa roguelite

Simone
SUPERHOT: MIND, CONTROL, DELETE

SUPERHOT: MIND CONTROL DELETE

Sviluppatore: SUPERHOT Team
Distributore: SUPERHOT Team
Formato: Digital+retail
Localizzazione: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

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Humble Bundle

Molto spesso si sente parlare di “indie di successo”: se c’è un gioco che può rappresentare al meglio questa categoria, ancor più efficacemente di titoli ben più blasonati, questo è certamente SUPERHOT (la nostra recensione qui). Supportato da una campagna Kickstarter di gran successo e nato casualmente in occasione della Game Jam “7 Day FPS Challenge” 2013, SUPERHOT si è rivelato subito innovativo e divertente. La successiva versione in VR (recensita qui) ha reso il gioco ancor più popolare, tanto da farlo identificare come una delle migliori ragioni per possedere una periferica per la realtà virtuale. Questo SUPERHOT: MIND, CONTROL, DELETE promette un approccio più avventuroso, più variegato e più incentrato sulla narrazione rispetto al titolo originale. Riuscirà l’ultima creazione del game designer Piotr Iwanicki a mantenere attiva la calda, caldissima atmosfera che permea questa mini-serie?

RED PASSION

Nonostante il giocatore si ritrovi immediatamente immerso nel mondo quasi interamente monocromatico di SUPERHOT, poco è noto della storia che si nasconde dietro le quinte. Apparentemente può sembrare di aver a che fare con un titolo prettamente arcade che punta tutto sul gameplay e sugli scontri al cardiopalma contro nemici poligonali “di rosso vestiti”. In realtà il mondo virtuale nel quale ci si ritrova immersi nasconde alcuni segreti, che vengono parzialmente rivelati tramite criptici messaggi cifrati. Per poter parlare di SUPERHOT: MIND, CONTROL, DELETE è necessaria una doverosa premessa. Il gioco nasceva originariamente come DLC del titolo base, ufficialmente in fase di sviluppo (e in early access, la bestia nera di molti prodotti indipendenti) sin dal 2017. Gli sviluppatori hanno successivamente deciso di imboccare la strada del gioco stand-alone offrendolo in omaggio a chiunque avesse già acquistato il titolo base.SUPERHOT: MIND, CONTROL, DELETE

La scelta di mettere in commercio un prodotto autonomo giustifica anche l’approccio diversificato, che solletica i giocatori desiderosi di spendere numerose ore immersi in scontri a “fuoco lento”. La meccanica alla base è in apparenza la stessa di sempre: il tempo si ferma quasi del tutto se il giocatore non si muove, mentre accelera ad ogni azione compiuta. Si tratta di un’idea di per sé originale e che premia non tanto la rapidità quanto piuttosto la capacità di calcolare con attenzione le proprie mosse. SUPERHOT: MIND, CONTROL, DELETE mescola questo principio con alcune meccaniche del genere roguelite, in voga ormai da anni soprattutto grazie al “replay value” che offre. Nei panni di un misterioso personaggio senza nome, il giocatore deve affrontare numerosi livelli rappresentati a schermo da una semplice mappa composta da simboli in codice ASCII. Inizialmente provvisto solo di riflessi e pugni, l’avatar riceve ben presto un arsenale molto più sofisticato, composto principalmente dagli “hack”.

HACKERINO

Come in ogni roguelike (o roguelite) che si rispetti, anche in SUPERHOT: MIND, CONTROL, DELETE il giocatore ha a disposizione alcune armi. Si tratta in questo caso di poteri speciali che possono essere sbloccati durante le varie run una volta scoperti determinati livelli. All’interno di ogni livello il giocatore può recuperare un dischetto che sblocca un’abilità, da aggiungere al pool di skill già acquisite. I poteri spaziano da accelerazione di movimento alla possibilità di iniziare ogni stage con un’arma già equipaggiata. Di altro genere (e decisamente più potenti) sono i Core Hacks: si tratta di poteri di livello avanzato che il giocatore può equipaggiare all’inizio di una determinata sezione. Tale modifica resta attiva per tutta la durata del livello, permettendo un approccio sempre creativo e variegato.

SUPERHOT: MIND, CONTROL, DELETEDi certo uno dei principali punti di forza del gioco sta nel fatto di poter “pescare” abilità sbloccate in modo casuale in specifici punti. Questa trovata dona ad ogni partita un gusto unico e costringe il giocatore a utilizzare al meglio ciò che gli è capitato. Va detto che SUPERHOT: MIND, CONTROL, DELETE attinge a piene mani dal titolo originale, fino a risultare persino troppo derivativo. Se si eccettua la novità dell’impalcatura roguelite, le meccaniche, il comparto sonoro e quello grafico sono praticamente identici all’originale SUPERHOT. Eppure questa nuova incarnazione del gioco si rivela comunque molto divertente, appagante e ben concepita. Purtroppo, manca del tutto la possibilità di giocare utilizzando un supporto VR: se il gioco avesse offerto questa opzione, ci si troverebbe davanti a un titolo ancor più valido.

In definitiva SUPERHOT: MIND, CONTROL, DELETE prende ciò che di buono c’era nel gioco base e lo porta a nuovi livelli di varietà e complessità: si tratta di un must have per chiunque apprezzi questa serie e sicuramente una buona aggiunta alla libreria di qualunque appassionato di sparatutto/action degni di questo nome.

verde

SUPERHOT: MIND, CONTROL, DELETE recupera di peso il concept alla base del titolo originale e ne espande le potenzialità mettendo in campo meccaniche roguelite decisamente ben pensate. Grazie all’aggiunta di poteri mirabolanti che attendono solo di essere scoperti e utilizzati, il giocatore percepisce il proprio avatar come incredibilmente forte e veloce anche se non invincibile. Il livello di difficoltà è ben dosato e un permadeath “edulcorato” previene la frustrazione. Niente di nuovo sotto il sole, questo va detto, e niente VR purtroppo. Ma SUPERHOT resta sempre bellissimo da giocare, e questa nuova incarnazione non fa eccezione alla regola.

Good

  • Prende lo schema iniziale dell'originale SUPERHOT e ne espande il concept
  • Divertente, variegato, ottimo anche per brevi partite
  • Trama più profonda offerta in modo piacevolmente inusuale

Bad

  • Fin troppo derivativo
  • Niente VR purtroppo: sarebbe stata la ciliegina finale
8.5

Simone
Entrato nel castello di Dracula negli anni '80, non ne è più uscito e vaga per i saloni in 8-bit chiedendosi che fine abbiano fatto i bei videogiochi di una volta