La parabola dell'idraulico prodigo

Alessandro Bucca
Super Mario 3D All Stars

Super Mario 3D All-Stars

Sviluppatore: Nintendo
Distributore: Nintendo
Formato: Digital+retail (fino a marzo 2020)
Localizzazione: Italiano
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Ceci n’est pas une critique

Non c’è niente di più difficile che confrontarsi con la riedizione di giochi ai quali si è legati per ragioni sentimentali e di memoria. Difatti, prima del parere – che sarà come mai soggettivo – vi potete gustare una storiella. Vi garantisco che il concetto di fondo è importante, ma ve lo svelo alla fine. Se preferite, invece, potete saltare al paragrafo successivo per la stringata (non può che essere tale) valutazione del prodotto in esame. Insomma, story time.

Era il 2002, sicuramente ottobre: ricordo bene la pioggia, le decorazioni di Halloween e gli accesi dibattiti sull’immoralità e i rischi sociali di zucche intagliate e scheletri danzanti che tanto infiammavano l’opinione pubblica. Mi trovavo al primo piano di un centro commerciale – oggi non più esistente – situato nella ridente periferia della mia città. Solo un ragazzino di provincia poteva trovare ridente un luogo del genere, merito soprattutto del reparto giocattoli (e quindi videogiochi). Di fronte a me si stagliava un rifulgente cabinato di plexiglass, incastonato in un titanico cartonato promozionale; al suo interno uno scrigno nello scrigno: un GameCube viola. Fuori pioveva, dentro c’era Mario in spiaggia con l’acqua cristallina. Spesi probabilmente una mezzora di fronte a quel tabernacolo mariano (cioè di Mario, s’intende, ma assicuro che la mia devozione era religiosa). Stava per giungere al termine quell’era di transizione nella quale si scoprivano i videogiochi direttamente in negozio o tramite le amabili e spesso imprecise riviste specializzate. Questa mistica illuminazione di Sunshine era sicuramente dovuta anche all’indeterminatezza mediatica che tanti come me ancora sperimentavano all’inizio del millennio.

Nintendo era arrivata fin da me, un passo oltre la provincia, in un reparto deserto di un centro commerciale. In effetti, due anni di risparmi dopo, appena arrivato in prima media, comprai un GameCube. Neanche sapevo cosa fosse la console war o come si combattesse (saperlo, a posteriori, mi avrebbe solo scoraggiato nell’acquisto). Un totale trionfo di marketing ad personam, laddove già si constatava il tonfo di quello globale. Ma il mio cubo era fighissimo, ed era la mia prima console 3D di proprietà. Oggi Nintendo ci offre un nuovo tabernacolo a cui volgere la nostra rinnovata devozione, ma la fede vacilla. E quindi: Super Mario 3D-All Stars.Super Mario 3D All Stars

Innanzitutto si pone una questione deontologica: come si recensiscono remaster e/o porting? Insomma, non devo di certo svelarvi o ricordarvi che Super Mario 64, Super Mario Sunshine e Super Mario Galaxy sono, con le dovute preferenze e le rispettive sbavature, tre ottimi, ottimi giochi. Innegabilmente i capitoli per Nintendo 64 e Wii sono entrati di diritto nella storia Nintendo e del platforming. Anche Sunshine, il capitolo più divisivo e peculiare tra i tre, non è privo di un gran fascino – e credetemi, non lo dico solo per via della personalissima folgorazione sulla via del discount. Fermo restando che i giochi sono belli, visto che di remaster si tratta, posso proporre un elenco delle aggiunte offerte dalla riedizione, siano esse modalità o contenuti aggiuntivi, miglioramenti quality of life, correzioni di bug o errori di altro tipo, localizzazione, etc.

Da questo punto di vista Super Mario 3D All-Stars non offre aggiunte o variazioni contenutistiche di nota rispetto ai tre giochi originali, se non la disponibilità di accedere al player delle colonne sonore sin dalla schermata di selezione dei titoli. Oltre alle risoluzioni migliorate (con buona pace dell’aspect ratio, però – Mario 64 è rimasto in 4:3), le texture risultano più nitide grazie al livello di definizione globale, ma mancano opzioni che avrebbero potuto migliorarne sensibilmente il frame-rate. Mario Galaxy è di gran lunga il capitolo che più gode della trasposizione: già era bello, oggi come mai sembra esprimere il suo pieno potenziale. Anzi, pare addirittura produzione recente: lo confermano gli stilemi, la direzione grafica generale e la cura dei materiali e dell’illuminazione che già contraddistinguevano il titolo per Wii. Sunshine e 64, invece, mettono più a nudo l’identità dell’operazione, vale a dire un remaster ai limiti del porting o dell’emulazione, a quanto pare ormai confermato.

La questione tecnica è effettivamente complessa e anche interessante, specialmente per le soluzioni adottate da Galaxy, ma per una disamina più approfondita e meno “a colpo d’occhio” preferisco rimandarvi all’ottimo video di Digital Foundry.

Per quanto riguarda i comandi, il nuovo mapping (non personalizzabile, va detto) è comunque funzionale e non stravolge l’esperienza dei giocatori storici. Tant’è che l’ormai antica memoria muscolare ha comunque permesso di riprendere agilmente Sunshine e 64 – i più ostici – in poche ore, con buona pace degli arcinoti scivoli di Mario 64 e i deliri lisergici di Sunshine quali l’Uccello di Sabbia e la Tempesta di Mante. I nuovi giocatori dovranno sicuramente prendere familiarità coi controlli – o per meglio dire con la mobilità di questi titoli: il sistema inerziale non scherza e nemmeno la percezione della profondità. A tal proposito si sarebbe potuto intervenire su certe ostiche e attempate meccaniche nella rotazione o nel blocco automatico della telecamera, specialmente di Sunshine, ma d’altronde l’operazione 3D All-Stars è davvero volta al più filologico ossequio.

Super Mario 3D All Stars

Un’esclusiva esclusivista?

Super Mario 3D All StarsInsomma, cosa rimane da dire su questa nuova antologia Nintendo? Che, tutto sommato, c’è qualcosa che non torna. Certo, i social e le voci personali e professionali si sono sprecate sia in un estremo e nell’altro – come ormai di rito per qualsiasi prodotto della grande N, figuriamoci i tre titoli storici della saga ammiraglia più nota dell’intera scuderia. Ceci n’est pas une critique per il semplice motivo che non posso criticare il materiale giocabile, ma mi devo limitare a criticare l’operazione commerciale che offre tale materia. In primo luogo in quanto remaster piuttosto crudo; secondo, per una serie di fattori anche più problematici legati all’offerta e alle modalità d’acquisizione.

Potrei muovere dei dubbi sull’assenza di Super Mario Galaxy 2, a quanto pare giustificabile nell’ottica di un’antologia che presenti, per ontologica corrispondenza, i tre “araldi” delle tre rispettive console. Il sequel di Galaxy, quindi, sarebbe da considerarsi solo una (splendida) appendice. Personalmente non mi sento di licenziare di buon grado né l’assenza, né la giustificazione. Per quanto assolutamente disgiunti a livello di trama e livelli, Mario Galaxy e Mario Galaxy 2 formano un unicum di design, se non un percorso comune di sviluppo e di idee; il secondo capitolo inoltre non è affatto un riciclo inerte, ma propone l’arricchimento dell’universo e delle modalità del primo, quindi non vedo proprio perché escludere da un’antologia come questa un pezzo sostanziale dell’universo. Si spera che non appaia come una vendita separata, onde non turbare maggiormente la già fragile corrispondenza di cui sopra.

Invece devo discutere l’idea di una limited le per la digital release. Se la limited retail (pure intesa come tiratura limitata di copie, non come confezione premium con gadget e paraciufoli) è qualcosa che ci si può anche aspettare per le edizioni antologiche (Super Mario All-Stars per Wii), mi chiedo cosa comporti estendere tale limite anche alla vendita digitale. Beninteso, non che Nintendo sia nuova a ciò – vedasi The Legend of Zelda: Four Swords Anniversary Edition, che era sempre un’edizione “anniversario”, ma al tempo gratuita per i possessori di 3DS. Soprattutto cerco di capire l’ideologia ispiratrice e il progetto commerciale che si celano dietro ad una scelta così limitante per il giocatore in un mondo che si apre sempre più al game pass e alle librerie on-demand. Il senso di smarrimento non può che aumentare considerando l’ampia esperienza e disponibilità delle piattaforme digital (Steam, GOG, Epic Games). Anzi, Nintendo stessa ha offerto e offre librerie per il retrogaming: Wii proponeva moltissimi giochi NES, SNES e N64; WiiU addirittura ha messo a disposizione i giochi per Gameboy Advance e Nintendo DS, mentre il pass online per Nintendo Switch prevede un ampio catalogo NES e SNES.

All’esaurimento scorte di Mario 3D All-Stars e alla chiusura della vendita digitale, previste per Marzo, Mario Sunshine tornerà un gioco limitato al Gamecube e all’antologia All-Stars, mentre si arriverà al paradosso per il quale Mario64 risulterà più irreperibile che mai, vista la chiusura degli eShop passati. Nessuno può escludere una futura vendita al dettaglio dei tre titoli, o la comparsa di una libreria o offerta in abbonamento che li includa, ma al giorno corrente l’unica prospettiva certa è la progressiva difficoltà d’accesso, complice anche l’insostenibile mercato del collezionismo che tanto flagella la cultura dell’intrattenimento. D’altra parte, già hanno provato a rivendere i  preordini di 3D All-Stars, per fortuna pare che le scorte Nintendo fossero più ampie del previsto, ma il dubbio era lecito visti i precedenti.

Super Mario 3D All Stars

Possiamo anche parlare del costo, di fatto quasi un prezzo pieno per tre porting di giochi che, per quanto belli, rimangono d’archivio. Sebbene Sunshine e Galaxy siano novità nel mondo dei remaster, Mario 64 è stato venduto per anni, sempre emulato, a prezzi davvero contenuti. Anzi, si ricorda pure il remake vero e proprio su Nintendo DS, che certo ne stravolgeva le meccaniche per adattarlo alla console portatile, ma si trattava comunque di un lavoro su un motore ex novo. Sunshine e Galaxy invece non presentano migliorie o interventi consistenti – salvo il lavoro di compatibilità ed emulazione / upscaling per Switch. È un prezzo esagerato? Non completamente, ma non mi sento di stare a soppesare la questione, a maggior ragione con il dubbio che i tre capitoli non finiscano per essere rivenduti singolarmente con un costo totale pure maggiore.

Super Mario 3D All Stars

Chi non ha mai giocato ai tre titoli o chi si è recentemente (ri)scoperto appassionato di Mario ha l’occasione di recuperare tre splendidi giochi in una confezione piuttosto comoda… a patto che si dia una mossa. Chi invece, come me, conosce a menadito tutti e tre i capitoli può trovarsi in difficoltà. Al di là di ogni scelta ideologica e personale – pur comprensibile – che possa motivare l’acquisto o, al contrario, il boicottaggio radicale, bisogna considerare che la finestra di lancio ridotta comporta il vero dramma: non ci saranno cali di prezzo, non ci saranno compleanni, pianificazioni di spesa o altre giustificazioni che tengano.

Tiriamo infine le somme di questa parabola: il senso di meraviglia non può che essere fisiologicamente esaurito da anni. Non si può tornare bambini, né l’ennesima operazione remaster (che sia uno S/NES mini, un game&watch o un remake) può scalfire la distanza temporale tra il prodotto e il mercato. Sia chiaro, sono passati molti anni e il target di questa operazione così ostentatamente “limited” non può essere davvero composto da ragazzini. Torniamo quindi alla promessa iniziale, e cioè quella di rivelarvi il concetto di fondo che lega la mia memoria (o la percezione di essa) all’occasione presente.

Al netto di tutta la nostalgia, avevo l’impressione che i videogiochi facessero lo sforzo di arrivare a me, che quindi desideravo comprare in risposta, pure in ottica consumistica e trascinato da un entusiasmo costruito su pubblicità estatiche e cartonati promozionali. Oggi invece, mi ritrovo a fare uno sforzo per garantirmi la possibilità d’acquisto di titoli che sono, a tutti gli effetti, cultura generale. Dall’esclusiva all’esclusione, dal desiderio ludico al desiderio collezionistico. Non ci siamo.

giallo

Pur sapendo che il prezzo ridotto non sarà mai disponibile viste le meccaniche di distribuzione e rivendita, in particolare per le limited e in particolare per Nintendo, Mario 3D All-Stars costituisce un caso davvero limite, per il quale tre giochi storici e desiderabili (in virtù dei quali si giustifica la sufficienza) vengono proposti nella più indesiderabile (alla data stante) delle modalità. Si spera in una re-re-release digital dei giochi singoli, così da poterli acquisire secondo desiderio e disponibilità.

Good

  • Tre ottimi giochi da giocare, ancora divertenti...

Bad

  • ...ma senza migliorie davvero rilevanti che impreziosiscano l'operazione.
  • Opportunità d'acquisto nella forma di collection inspiegabilmente limitata.
6