Splat!

Majkol

Oggi vi parliamo, con colpevole ritardo, di Splatoon, la scommessa voluta da Nintendo Japan frutto dell’ingegno di un giovanissimo team di sviluppatori supervisionati dall’eterno sognatore, Shigeru Miyamoto. Si parla di “scommessa” non a caso, poiché il titolo in questione non rientra esattamente nei canoni del videoludo made in Nintendo.Per dirla tutta, si potrebbe quasi parlare di un piccolo esperimento che porta sulle spalle le aspettative di tutta l’utenza Wii U, da tempo immemore in attesa di un titolo online da affiancare a Super Smash Bros. e Mario Kart 8.

In realtà sarebbe un peccato limitarsi a parlare di Splatoon come di uno sparatutto, poiché la meccanica di gioco e il concept alla sua base fanno sì che chiunque decidesse di approcciarne il gameplay in quella maniera finirà inevitabilmente per incontrare la triste sorte della sconfitta. Qual è la novità che rende il titolo Nintendo così caratteristico e originale? Beh, scopriamolo assieme!

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Come mi splatti tu, nessuno mai..

Il concetto di gioco è molto semplice ed è tanto immediato da comprendere, quanto profondo da imparare a dovere: nei panni di uno stilosissimo calamaro umanoide, al giocatore spetta il compito di sventare un’antica minaccia a colpi di getti d’inchiostro. Ci si muove, insomma, come in un classico platform 3D made in Nintendo, ma la presenza di armi da fuoco e di un’alta dose d’azione avvicinano il gameplay a quello della classica serie Insomniac Games, Ratchet & Clank.

Una trentina di livelli da affrontare a colpi di classiche piattaforme fluttuanti, superfici da rendere visibili spruzzando inchiostro, brevi sessioni di scontro con nemici umanoidi e tanto tanto sana esplorazione alla ricerca di pergamene nascoste in ogni schema. Alla fine di ogni zona si deve affrontare il classico boss “tre colpi e via”, in un susseguirsi di situazioni già viste e parentele più o meno evidenti fra il pantheon di avversari di Splatoon e il classico bestiario della serie Super Mario Bros. .

Purtroppo la modalità storia, evidentemente dedicata ai soli giocatori più solitari, non mostra che un mero accenno della profondità tattica del gameplay, e pur se sorretta da un ottimo level design non è che da considerarsi come un semplice apripista per quella che è, fondamentalmente, la vera idea a cui ruota attorno il prodotto: la battaglia in rete.

All’inizio del gioco si è direttamente catapultati in un piccolo hub metropolitano in cui i tratti del Giappone moderno e modaiolo vengono rielaborati e tradotti in una piccola Shibuya miniaturizzata, dove tanti piccoli calamari umanoidi sfilano nei loro completi alla moda, pronti per entrare in azione nelle mischie mollusche. Queste non sono altro che la modalità di gioco online principale, dove due gruppi di quattro giocatori si sfidano in una battaglia all’ultima goccia d’inchiostro. La geniale intuizione di Nintendo è stata infatti quella di strizzare l’occhio agli amanti dei titoli FPS e TPS multiplayer armando i molluschi protagonisti con pistole e fucili, per poi gettarli in arene in cui il vero obiettivo non è quello di arrivare la vittoria mettendo a segno il maggior numero di “splattate” (il gergo Nintendoso con cui si indica la sconfitta dell’avversario), ma quello di cercare di sporcare con l’inchiostro l’area più vasta possibile. Certo, essere un formidabile splattatore è sicuramente d’aiuto e diminuisce l’efficacia degli sputa inchiostro avversari, ma l’obiettivo di ogni match rimane sempre il medesimo.

Ovviamente abilità speciali e diverse tipologie d’armi giocano il loro ruolo nel rendere ogni battaglia un vero e proprio campo di sfida in cui sporcarsi di inchiostro e imparare dai propri errori, grazie anche alla brevità che contraddistingue ogni sessione di gioco. Alla fine del countdown che segna il termine di ogni sfida si è ricompensati con denaro e punti esperienza. Neanche a dirlo, la somma di questi si concretizza in livelli giocatore sempre migliori e in nuove armi e caratteristiche da sfoggiare nelle arene online. L’azione frenetica, il ritmo incalzante e lo stile sopra le righe rendono spesso ogni singola battaglia online un ripetersi della fatidica espressione “ancora una e poi basta”.

Calamaro à la mode

Anche l’outfit sfoggiata dal proprio calamaro umanoide non è solo un vezzo estetico, ma l’unione di diversi capi con caratteristiche proprie che possono essere migliorate proprio accumulando vittorie sul campo di guerra. Non è solo questione di stile, insomma, ma anche di cervello e grilletto facile. Fortunatamente le battaglie in rete di Splatoon funzionano davvero bene, compensando la dimenticabile modalità single player, evidentemente inserita per non scontentare l’utenza storica di Nintendo, sentimentalmente legata al gioco single player. Sempre parlando di modalità di gioco locali, al momento è possibile sfidare localmente un altro giocatore in uno scontro 1 contro 1 sfruttando un pad classico da abbinare a wiimote.

 

Online o meno, il prodotto giunto a noi sul finire dello scorso maggio è da intendersi come una sorta di solida base su cui si appoggeranno i contenuti che nel corso dei prossimi mesi verranno pubblicati gratuitamente. Per diversi aspetti l’attuale versione di Splatoon è da intendersi, insomma, come una specie di gioco venduto in accesso anticipato, proprio come quella moltitudine di titoli venduti digitalmente su steam. La breve campagna single player può essere espansa con gli Amiibo legati al titolo, ma al momento è possibile lanciarsi in appassionanti scontri in rete solamente in squadre 4 contro 4 e, localmente, in battaglie 1 contro 1. Partite classificate, arene, armi, modalità e tanti altri contenuti verranno introdotti solo nelle prossime settimane, rendendo ora come ora la nuova IP della casa di Kyoto la scommessa citata in apertura. Riuscirà Nintendo ad attirare a sé la massa di giocatori amanti degli shooter arena online con questa sua trovata? Riuscirà a mettere d’accordo tutti? Quel che possiamo dire noi è che, pur con i suoi limiti (attuali), Splatoon rappresenta uno dei titoli più freschi in assoluto nel panorama del videoludo contemporaneo.

splatoon art000Sarà merito anche dello stile grafico, volutamente cartoonesco e capace di sposare le influenze e la cultura nipponica ad un tratto fresco, aggressivo, ma al tempo stesso caratteristico e capace di avvicinarsi a quell’estetica tanto cara ai designer dietro alla nuova generazione di cartoon made in USA. Proprio questo meltin pot di stile è portato in vita da un motore grafico capace di dar vita all’esplosione di colore rappresentata da ogni scontro in un pulitissimo 1080p retto da un frame rate granitico fissato alla cifra di 60. Stranamente la navigazione nell’hub cittadino è invece limitata a 30 FPS, ma a parte quando si è spinti dalla curiosità di vedere sfilare gli avatar di altri giocatori in rete, non è mai vitale passarci più di qualche secondo. Il level design delle arene, così come quello dei livelli della campagna single player (forse un po’ troppo reminiscenti le atmosfere degli ultimi Super Mario tridimensionali, come Galaxy e 3D World), sono strutturati in modo intelligente e offrono svariate possibilità di approccio tattico, soprattutto nel caso si decidesse di cambiare arma fra uno scontro e l’altro. Verticalismi, rapide discese, grate fra cui passare, nulla è lasciato al caso e come da anni ormai Nintendo ci ha abituati, ogni singolo mondo in cui saltellare allegramente fra un’inchiostrata e l’altra si dimostra perfettamente all’altezza dell’altissimo standard qualitativo della serie Super Mario Bros. Il che potrebbe spaventare i giocatori più “duri e puri” legati alle atmosfere realistiche e sofferenti o a brand come Call of Duty o la serie Microsoft Halo, ma quella espressione è da intendersi come un genuino complimento, nonché un invito a saggiare quella che tanti anni fa, su GameCube, amavamo definire “Nintendo Difference”. Comparto animazioni e modelli poligonali dei protagonisti sono realizzati in linea con lo spensierato universo narrativo in cui i molluschi umanoidi si muovono e rendono perfettamente il “mood” che traspare da ogni singolo artwork e concept art. La chicca rimane comunque l’alta personalizzazione del proprio avatar con un catalogo vastissimo di accessori, capi di abbigliamento e scarpe fra cui scegliere, pur dovendo fare i conti con l’inevitabile apporto ludico che la somma di ognuno di questi regala al proprio personaggio. Meglio essere alla moda o essere vincenti?

Forse la risposta sta proprio nell’essere in grado di essere alla moda E vincenti, non credete anche voi?

spatoon coverSplatoon

Sviluppatore: Nintendo
Publisher: Nintendo
Genere: TPS Online/Platform
Disponibile: Retail + Digital
PEGI: 7+
Lingua: Italiano

Nei prossimi mesi vedremo se Nintendo sarà riuscita ad imporre Splatoon come nuova IP successo da aggiungere al proprio portfolio di classici moderni e non. A noi non rimane che darvi appuntamento nelle arene di gioco e consigliarvi di tenere d’occhio i prezzi di Wii U presso i grandi rivenditori: presto potreste volerne una solo per cominciare a divertirvi come noi!
Se invece siete già in possesso del piccolo gioiellino made in Japan il nostro consiglio è quello attendere qualche settimana in vista dei primi aggiornamenti e buttarvi nella mischia con noi. Attenzione a non venire splattati al primo colpo però!

verde

Good

  • Modalità online solida
  • Colonna sonora trascinante
  • Tanta profondità ludica nascosta da un gameplay tanto basilare quanto funzionale
  • Potenzialmente infinito
  • Freschissimo e divertentissimo

Bad

  • Ora come ora i contenuti latitano
  • La modalità single player non è granché
  • Mancano tutte quelle finezze da gioco online, come voice chat e matchmaking suddiviso per livelli
8.8

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.