Dare l'acqua alle rune

Rune Factory 4 Special

Sviluppatore: Neverland
Distributore: Marvelous! / XSeeD
Formato: Digital+retail
Localizzazione: Inglese
Versione Testata: Steam
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Rune Factory 4 Special Nsw - Nintendo Switch

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Tanti anni prima che Animal Crossing popolasse gli schermi dei possessori di console Nintendo con i suoi adorabili animali antropomorfi e molto prima che Stardew Valley portasse la formula del “life simulator” verso il successo globale rendendola finalmente parte del mainstream, c’era Bokujo Monogatari. Si trattava di una serie di life simulator bucolici, che durante i propri 25 anni di onorata carriera ha assunto parecchi nomi – per una serie di questioni legali di cui discuteremo più avanti, il nome inglese originale, “Harvest Moon” è stato ora retroattivamente sostituito da “Story of Seasons” – e dalla quale sono scaturite altrettante serie spin-off (addirttura spin off di spin off!) la più fortunata delle quali è indubbiamente quella a cui appartiene anche il titolo qui preso in esame: Rune Factory 4 Special. Nata come costola “adventure” del succitato Harvest Moon, Rune Factory vide la luce come titolo esclusivo per Nintendo DS nel 2006 e nei quindici anni successivi rimase perlopiù ancorata non ufficialmente alle console Nintendo. Esse furono infatti le uniche a ospitare tutti i capitoli della saga, con l’eccezione di Rune Factory: Tides of Destiny (titolo a tema acquatico uscito anche per Playstation 3) e, appunto, questo Rune Factory 4 Special originariamente uscito per 3DS e ora arricchito e migliorato per un’edizione “celebrativa” per Switch, PS4, Xbox One e persino Steam.

Prima di iniziare a parlare del gioco vero e proprio, però, è necessario un piccolo excursus sulle travagliate vicende commerciali della saga: Rune Factory 4 Special è prodotto, scritto e sviluppato da Yoshifumi Hashimoto e dal suo team Neverland (ex Hakama), diretti discendenti del team responsabile dell’originale Bokujo Monogatari per Super Nintendo, e pubblicato da Marvelous per il Giappone e Xseed a livello globale. A partire dal 2014, Natsume Entertaiment – publisher originale della serie – ha deciso di tagliare i ponti con i developer originali, trattenendo i diritti sul titolo occidentale “Harvest Moon e sviluppando una serie di giochi dallo stesso titolo ma completamente scollegati dalla saga originaria. I risultati oscillano tra il mediocre e il disastroso, tanto che gli sviluppatori della (bella) saga originale sono stati costretti a ribattezzare il loro prodotto in “A Story of Seasons”.

Il croscio che varia secondo la fronda

Con una scelta talmente comune e inflazionata da ricadere di diritto nel citazionismo, Rune Factory 4 apre il sipario su un’aeronave che solca cieli sconosciuti. A bordo, oltre al timoniere in vena di chiacchiere, c’è il – o la, la scelta del sesso e del nome sono affidati al giocatore – protagonista del gioco, oltre a due barili particolarmente sospetti. Bastano poche battute per scoprire che il nostro avatar ha iniziato la traversata con il compito di portare un prezioso dono al “Native Dragon” che governa il villaggio di Selphia, un dono evidentemente ambito anche dai soldati del malvagio Impero di Sechs nascosti nei barili, che saltano fuori dal loro nascondiglio e fanno cadere dal bordo del velivolo prima il regalo, frammentato in mille pezzi, e poi il povero protagonista.
Naturalmente la caduta si rivela tutt’altro che fatale per Lest (questo il nome canonico del protagonista uomo) che si risveglia quasi incolume proprio nel villaggio di Selphia afflitto da una improvvisa amnesia da impatto, assai conveniente ai fini della trama.

Una volta portato di gran fretta da Ventuswill, il Dragone Nativo che controlla l’intero villaggio, Lest viene scambiato per il principe di un paese vicino che sarebbe dovuto giungere in visita proprio quel giorno e che fa capolino proprio al termine dell’introduzione per porre fine all’intrico di equivoci e offrire al protagonista, l’onore e l’onere di fare le di lui veci e decidere così le sorti dello sviluppo di Selphia.

Sentir parlare di doveri principeschi potrebbe far immaginare editti reali e una vita di agi alla maggior parte dei lettori, ma nel mondo di Rune Factory la vita del nobile è tutt’altro che comoda e prevede, tra le altre cose, una buona dedizione all’agricoltura, allevamento ed avventura. Una volta terminate le amorevoli chiacchiere con il sindaco-drago e una volta ottenuta una spartana camera nel suo castello, la squadra di domestici del palazzo introduce il giocatore alle meccaniche di coltivazione (praticamente identiche a quelle dei titoli precedenti, un sistema rodatissimo che non c’è bisogno di cambiare più di tanto), alla bacheca delle richieste dei cittadini del villaggio (sì, il protagonista è anche un tuttofare) e, dopo un veloce ripasso su come indossare l’equipaggiamento, ci si può avventurare fuori dal villaggio per ottenere nuovi materiali, ricette e perfino nuovi cittadini a suon di colpi di spada.

Basta davvero poco, soprattutto a chiunque abbia giocato uno qualsiasi dei life sim che nel tempo hanno “omaggiato” le meccaniche degli originali Harvest Moon, per familiarizzare con le meccaniche base del gioco come lo scorrimento del tempo. L’anno è diviso in quattro stagioni da trenta giorni l’una e il tempo, durante la giornata, scorre al ritmo di un minuto per ogni secondo trascorso nel mondo reale. Nonostante un ritmo volutamente rilassato che permette al giocatore di spendere anni di gioco senza far altro che coltivare e rilassarsi, Rune Factory 4 Special nasconde una mole pachidermica di cose da fare. Dai “single” del villaggio da corteggiare, sposare e con i quali eventualmente avere un figlio (con statistiche diverse a seconda del partner scelto) a dungeon dalla difficoltà e stranezza crescente (con gli esempi più notevoli relegati al post-game) passando per la cattura, l’allevamento e la riproduzione dei mostri da mettere al lavoro nella propria fattoria, tutto è all’apparenza spensierato e noioso ma in realtà profondissimo: basti pensare che il livello massimo raggiungibile dal giocatore è un assurdo 50.000.

A rendere ancora più avvincente l’avventura nel villaggio di Selphia è anche lo sviluppo della trama, mai “imposta” al giocatore ma inserita in modo naturale nella progressione delle avventure del protagonista. Pur essendo perfettamente godibile anche per i neofiti, essa presenta diverse strizzate d’occhio agli appassionati dell’intera saga, con cameo di personaggi dei giochi precedenti e il ritorno dell’Impero di Sechs nelle vesti di antagonista per eccellenza.

Il fascino dei comprimari di Rune Factory 4 Special aveva convinto gli appassionati fin dalla sua prima edizione per Nintendo 3DS, al punto di creare romhack per permettere romance che potessero contemplare interazioni LGBTQ+. Purtroppo questa riedizione non sembra aver ascoltato il feedback dei giocatori e degli appassionati di tutto il mondo, ma se non altro da Rune Factory 5 – in arrivo nei primi mesi del 2022 – sarà possibile intraprendere relazioni queer senza alcun impedimento.

Se dal punto di vista della ricchezza delle meccaniche di gioco e della trama Rune Factory 4 Special è ancora praticamente inattaccabile come lo era la sua versione “liscia” uscita su 3DS ben nove anni fa, lo stesso non si può dire del frangente grafico e tecnico. Nonostante un buon lavoro di rimaneggiamento dei modelli e dei filmati animati che costellano il gioco e ne scandiscono la trama, Rune Factory 4 Special presenta tutti i limiti dovuti all’età e alle carenze della macchina per cui è stato inizialmente concepito, con sprite piuttosto arretrati e schermate che, a colpo d’occhio, farebbero pensare a un titolo ancora più vecchio.
Fortunatamente a mettere una pezza a queste mancanze pensano un art direction (a opera dell’artista storica della saga di Rune Factory, la bravissima Minako Iwasaki) in stato di grazia e un effetto nostalgia che fa sì che la grafica del gioco generi più affetto che fastidio, anche per mezzo di un buon lavoro di conversione che permette al gioco di mantenere con agilità 60 frame al secondo fissi.

Come se la carne al fuoco non fosse abbastanza, poi, questa antologica versione “Special” vede l’aggiunta di una modalità di difficoltà infernale per veri masochisti, una serie di tredici storie bonus “episodiche” narrate dai vari single dell’isola e pensate per approfondire la conoscenza (e di conseguenza l’attrattiva) di ogni partner possibile e la modalità “sposini” (newlyweds), che è di fatto un’avventura bonus con un focus particolare sul rapporto tra il protagonista e il partner che si è scelto di sposare durante il gioco.

verde

Rune Factory 4 Special arriva con nove anni di ritardo rispetto alla sua versione base pensata e sviluppata con il Nintendo 3DS in mente e di conseguenza presenta tutte le limitazioni imposte dall’età. Nonostante questo, per chiunque abbia la pazienza di immergersi nel suo mondo apparentemente semplice e bucolico, ha da offrire diverse centinaia di ore di contenuti eccellenti e attività variegate, con un occhio particolare verso gli amanti delle statistiche, della personalizzazione e del grind esasperato.

 

Good

  • Un'infinità di cose da fare.
  • Ritmo di gioco spensierato.
  • Personaggi ben caratterizzati.

Bad

  • Grafica ormai vetusta.
  • La mole di attività potrebbe spaventare i giocatori con meno tempo libero.
8.5

A differenza degli altri mammiferi, non è capace di mantenere la temperatura corporea costante: a causa di questa caratteristica, che lo rende simile ai rettili, il recensore vive tra console accese e schede video surriscaldate per tutto l'anno. La sua caratteristica lentezza lo rende la preda perfetta per il Caporedattore Horribilis. Abbandona il suo nido di cavi e controller solo occasionalmente, per nutrirsi e leggere e scrivere storie di fantascienza.