Quando il cielo si fa monochrome

Majkol

Avete presente quel senso di impotenza che scaturisce dal trovarsi di fronte a un videogioco che si vorrebbe amare, proteggere dalle voci maligne di chi lo considera pessimo aprioristicamente, quei prodotti che si vorrebbero difendere a spada tratta perché “omaggio alla vecchia scuola”? Situazioni che si legano quasi sempre a titoli dai valori di produzione irrisori o dall’estetica sfacciatamente “kids friendly”, quando il mercato e il grande pubblicono richiedono a gran voce atmosfere e protagonisti testosteronici anche sulle copertine dei puzzle game. Chiaro, a meno che non ci si trovi al cospetto di un browser game o di un gioco per cellulari, lì i maialotti super deformed e le ragazzine disney manga sono sdoganatissimi. Ma tornando alla questione iniziale, credo che Rodea: The Sky Soldier sarebbe rientrato perfettamente fra quelle produzioni, se fosse stato ben fatto.

Invece il ritorno di Yuji Naka e della sua Prope nel mondo delle produzioni mid-budget, dopo le sperimentazioni pubblicate su Nintendo Wii e i minigiochi della piazza street pass di Nintendo 3DS, si dimostra fin dai primi minuti successivi all’inserimento del disco nel tray della console una deludente avventura della durata proporzionale solamente alla tolleranza al dolore di chi vorrà giocarci. Perché, diciamocelo, non c’è nulla peggio di un videogioco rotto venduto come se fosse funzionante a prezzo pieno, così, spudoratamente. È dai tempi del tremendo Sonic Boom: L’ascesa di Lyric che non vedevo qualcosa di così palesemente incompleto e goffamente realizzato, e quandanche ci si facesse cullare dalle illustrazioni di buona qualità e le atmosfere giocose e sognanti di un’era videoludica che mai più tornerà, si dovrebbe presto fare i conti con un gameplay a tratti impraticabile, appesantito da un sistema di controllo che non avrebbe dovuto superare il play test. Anzi, a dirla tutta è incredibile pensare che qualcuno abbia testato il titolo in questione prima di ammetterne la pubblicazione sul mercato mondiale.

Questo è come il gioco sarebbe dovuto essere. Già. *sospiro*

Questo è come il gioco sarebbe dovuto essere. Già. *sospiro*

Che poi gli ingredienti erano tutti di prima qualità: prendi uno dei volti più conosciuti del Sonic Team storico, quello che curò i Sonic bidimensionali e i primi due Sonic Adventure, mischialo al fatto che Rodea rappresentava il primo prodotto ambizioso di Prope, la software house indipendente di Yuji Naka conosciuta per lo più per Let’s Tap per Nintendo Wii; aggiungi al soffritto di speranze e lacrime virili il fatto che Rodea è chiaramente il figlio incestuoso di Sonic the Hedgehog e NiGTHS, il leggiadro protagonista androgino di Nights into Dreams e le premesse farebbero venire l’appetito a chiunque. Cosa è andato storto? Difficile dirlo, ma a vedere il risultato finale mi verrebbe spontaneo rispondere “tutto”.

Una promessa da mantenere

rodea artL’eroe del gioco è un androide platinato che si dice abbia sentimenti umani. La sua unica forza è la capacità di librarsi in volo per un intervallo di tempo limitato, ed è proprio attorno a questa caratteristica che si evolve praticamente l’intera ossatura ludica della produzione. Il level design, la disposizione dei nemici, delle rampe e dei boost (quest’ultimi chiaramente presi in prestito dall’immaginario del riccio blu di Sega) fungono sostanzialmente da parco giochi in cui il giocatore può dilettarsi nella speranza di riuscire indenne dal vorticare della telecamera e dalla pigra risposta dei comandi, quasi sempre incapaci di tradurre su schermo ciò che si ha in mente. Non per incapacità propria, ovviamente, perché ritrovarsi sbalzati da un punto all’altro del livello senza motivo è la regola, non l’eccezione. Sempre se si resiste all’impulso di spegnere la console dopo l’ennesimo game over procurato da una fase scriptata non attivatasi o da un fallimentare homing attack, impunemente tratto dai capitoli di Sonic tridimensionali. Qua e là si trovano sfere luminose che possono essere impiegate per aumentare la capacità di volo dell’eroe nel caso si superasse il limite di tempo consentito, ma è praticamente d’obbligo imparare a limitare le proprie evoluzioni nell’aere se non si vuole incorrere presto nella schermata di fine partita. Non mancano poi power up e bonus assortiti, compresi abbozzati strumenti con cui poter mirare ai nemici distanti, ma nulla di tutto questo ha realmente un valore, perché nel 90% dei casi la presenza fittissima di glitch e imperfezioni tecniche obbligano a limitarsi a correre all’impazzata verso la fine del livello prima che qualcosa di surreale metta fine alla propria partita anzitempo.

E non c’è buon concept design che tenga, anche se giocando è presumibile cosa avessero in mente i programmatori e quali fossero le loro buone intenzioni. Prendendo ad esempio gli ambienti esplorabili si può notare che seppur vuoti, spogli, quasi al limite della decenza (capita spesso di camminare su frammenti poligonali di ambientazioni palesemente incomplete), sono stati strutturati per gratificare l’esplorazione includendo medaglie collezionabili nascoste in ogni livello, spesso raggiungibili in modi non convenzionali e originali. Queste possono essere investite in uno shop interno ricco di elementi sbloccabili, fra i quali è annoverata anche una modalità in prima persona che, solamente a sentirla nominare, mi viene già l’angoscia. Una telecamera in prima persona e un sistema di controllo che non funziona. Vedo già i video virali su youtube di gente che impreca davanti allo schermo e recita il calendario dei santi al contrario localizzato in MULTI 5.E il PEGI s’innalza.

Le boss fight sono un'occasione mancata clamorosa. Provare per credere.

Le boss fight sono un’occasione mancata clamorosa. Provare per credere.

Bisogna quindi riconoscere che Rodea: The Sky Soldier è un titolo dallo spirito molto ambizioso, malgrado la sfortunata pubblicazione tardiva ad opera del publisher. Si dice che il gioco fosse pronto già dal 2012 per Nintendo Wii, ma che Kadokawa Games abbia deciso di ritardarne il lancio per poterne realizzare internamente dei porting per Nintendo Wii U e Nintendo 3DS, con il risultato che oggi ho fra le mani. Proprio a tal proposito pare che lo stesso Yuji Naka abbia lanciato un messaggio sui suoi profili social pregando le persone di giocare alla versione Wii, fortunatamente inclusa nella confezione dell’incarnazione Wii U, evitando i successivi formati. Purtroppo il caso vuole che io abbia avuto la possibilità di testare solamente l’edizione per l’attuale ammiraglia Nintendo e, successivamente, quella per Nintendo 3DS. A proposito di quest’ultima, per quanto virtualmente identica a parte qualche triviale scelta cosmetica differente, si può affermare che riesca in parte a rendere tollerabile il pessimo comparto grafico mascherandolo con la bassa risoluzione dei piccoli schermi, ma arranca nel dar vita a uno spettacolo tecnico talmente deprimente che nemmeno su home console riesce a filare a 60 fps.

rodea coverRodea: The Sky Soldier

Sviluppatore: Kadokawa Games/Prope (Wii)
Publisher: NIS America
Genere: Platform 3D
Disponibile: Retail + Digital
PEGI: 7+
Lingua: Inglese
Sito Ufficiale

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Incredibilmente arrivato in Occidente quando titoli decisamente più meritevoli rimangono relegati nel lontano Giappone, Rodea The Sky Soldier si presenta sulle piattaforme Nintendo contemporanee come un prodotto semplicemente rotto, incomprensibilmente commercializzato a prezzo pieno e impunemente pubblicizzato col grande nome che porta sulla copertina. Ora, sono molto curioso di vedere com’è questa fantomatica edizione per Wii che rappresenta la visione originale del titolo, e probabilmente presto o tardi scriverò qualcosa al riguardo. Quel che ho giocato si è dimostrato solo brutto, mal fatto, al limite della truffa: voi le spegnereste le candeline su una torta cruda pagata a prezzo pieno? Io credo proprio di no.

rosso

Good

  • Buona direzione artistica
  • I personaggi sono carini
  • Si possono presumere quali fossero le intenzioni dei designer...

Bad

  • ... ma tutto è concretizzato realmente male
  • Pessimi controlli
  • Telecamera da torcicollo
  • Gravi Bug e glitch grafici a profusione
  • Picchi di difficoltà improvvisi
4.5

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.
  • Praticamente c’è la speranza che la versione Wii sia decente mentre quella per WiiU soffra di tutti quei bug per essere un porting fatto male e in fretta?