"Io sono prigioniera..."

Record of Lodoss War: Deedlit in Wonder Labyrinth

Sviluppatore: Team Ladybug, WSS Playground
Distributore: Playism
Formato: Digital
Localizzazione: Italiano
Versione Testata: PS4
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Dōjin – letteralmente “persone dallo stesso interesse” – è il termine giapponese che descrive i “fandom”, ovvero gruppi di persone che condividono hobby o passioni, in particolar modo per prodotti commerciali e d’intrattenimento come anime e videogiochi. Da questi circoli di appassionati fuoriescono spesso una varietà di prodotti fanmade volti a celebrare o espandere (naturalmente in via solamente ufficiosa) opere molto amate e istituzionalmente già concluse. Dai “dojinshi” (riviste e manga illustrati) ai “dojin game”, i prodotti creati dagli appassionati giapponesi raggiungono spesso livelli di qualità impressionanti, tanto da poter contare su un’enorme fiera apposita, Comiket, dedicata all’esposizione e alla vendita di tali prodotti. Addirittura, alcune case di produzione finiscono per ignorare le violazioni di copyright a patto che la tiratura dei prodotti amatoriali resti limitata. In certi casi, però, le capacità di alcuni produttori di titoli fanmade sono talmente elevate da impressionare perfino i creatori dell’opera originale, rendendo così possibile l’ottenimento delle licenze necessarie per pubblicare in maniera commerciale. Nel caso di Team Ladybug, responsabile di Record of Lodoss War: Deedlit in Wonder Labyrinth, le collaborazioni sono diventate sempre più prestigiose, tanto da poter vantare all’attivo piccoli titoli indie con licenze ufficiali di Fate/Stay Night, Tohou e Shin Megami Tensei.

Sviluppato e pubblicato con la collaborazione di WSS Playground e di Playism, dopo un lungo periodo di early access con tanto di release episodiche di nuovi capitoli, Record of Lodoss War è diventato ufficialmente disponibile nella sua forma completa da Marzo 2021 su piattaforma PC e da metà dicembre anche su console PS4, PS5, Xbox One e Xbox Series X/S.

Un umano, un’elfa e un nano entrano in una taverna…

Per gli amanti del fantasy in salsa giapponese, Record of Lodoss War non ha bisogno di presentazioni. Per chiunque ne sia all’oscuro, invece, è doverosa una spiegazione. La Cronaca della Guerra di Lodoss nasce dalla messa in prosa dei diari da “dungeon master” di Ryo Mizuno che, nel lontanissimo 1986, decise di mandare alla rivista per computer Comptiq un racconto ispirato alle sue avventure nel mondo di Dungeons&Dragons. Questo tipo di narrazione, detto “replay”, ebbe un immediato successo tra i giovani appassionati giapponesi, già affascinati dalle declinazioni del fantasy occidentale, e si sviluppò prestissimo in una serie di romanzi, storie brevi, un gioco da tavolo e infine un profluvio di serie manga, OVA, serie animate televisive e videogiochi, tra cui l’opera presa in esame. Se una mole così massiccia di opere collaterali (e il coinvolgimento di Ryo Mizuno stesso nella scrittura della trama) potrebbe spaventare chiunque non sia già un fedele appassionato, niente paura: Record of Lodoss War: Deedlit in Wonder Labyrinth è pensato sia per essere in continuity e strizzare l’occhio ai fan delle serie originali, sia per restare deliberatamente generico nella narrazione in modo da permetterne la fruizione anche a chi sia completamente avulso alle storie di Lodoss.

Il sipario si apre su Deedlit (la bella elfa bionda in copertina) che apre gli occhi in una landa sconosciuta. Bastano pochi laconici scambi di battute con la strega grigia Karla a farle capire che lo scopo della permanenza in queste terre sconosciute è legato al ritrovamento del suo amato (e forse defunto) guerriero Parn. Questo stile narrativo minimale e stringato, che lascia alla fantasia del giocatore il compito di riempire i buchi lasciati dalla scrittura, si ripresenta a intervalli regolari, e più precisamente durante gli incontri con i vari boss di fine sezione. I dialoghi che oscillano liberamente tra il bombastico e l’assurdo sembrano suggerire al giocatore come tutta la trama non sia altro che un pretesto per riuscire a inserire nel mondo di gioco quanti più riferimenti possibile alla saga originale, senza dover però mai fare i conti con le complesse personalità che la popolavano. A far perdonare un comparto narrativo striminzito e decisamente fuori fuoco, però, interviene il gameplay che, forte dell’engine proprietario Mogura Engine 2, riesce a far immergere il giocatore in un Metroidvania da manuale – forse anche troppo.

Sinfonia degli elfi

Chiunque in vita sua abbia giocato o anche solo guardato su Youtube una partita a Castlevania Symphony of the Night non può non notare immediatamente come ogni singola parte del gameplay e della grafica di Record of Lodoss War: Deedlit in Wonder Labyrinth attinga a piene mani dal titolo per PSX. I movimenti di Deedlit, con tanto di scatto all’indietro e “alone” che ne segue i movimenti, sono un doppleganger di quelli di Alucard, così come lo sono il focus sulle diverse armi equipaggiabili dalla protagonista, la ricerca di segreti, i metodi di esplorazione del “labirinto” e perfino un sistema di esperienza e livelli che rende la protagonista più forte man mano che falcia orde di nemici, sempre pronti a riapparire ogni volta che si abbandona e rientra in una determinata stanza.

L’unico elemento realmente distintivo, che separa le avventure di Deedlit da quelle del figlio di Dracula, è un sistema mutuato dal leggendario sparatutto Ikaruga, basato sulla possibilità di alternare con la semplice pressione di un tasto lo spirito evocato dalla protagonista passando dall’affinità per il fuoco a quella per il vento. Se sulla carta può sembrare un particolare minuto, durante il gioco è invece un dettaglio centrale: l’affinità con il vento permette di fluttuare a mezz’aria, attraversare le barriere ambientali bianche e assorbire gli attacchi a base di vento, mentre il fuoco garantisce frame di invincibilità durante le scivolate, immunità alla lava e alle barriere di fuoco. Inizialmente cambiare affinità è quasi un vezzo, ma proseguendo nel gioco, con l’incontro di nemici e boss che alternano i loro attacchi passando da un elemento all’altro diventa assolutamente fondamentale tenere sempre a mente la propria affinità elementale e reagire di conseguenza.

Una meccanica del genere, basata su riflessi rapidi e velocità di reazione, è idealmente perfetta per tenere alto il livello di sfida offerto dal gioco. Gli sforzi in quella direzione, però, sono vanificati dalla possibilità di comperare pozioni curative (fino a dieci), dall’acquisizione di magie eccessivamente potenti e dalla presenza nella maggior parte delle arene dei boss di modi per recuperare rapidamente i propri HP rendendo quasi ogni scontro una pura formalità. Non aiuta poi che durante le fasi finali gli incontri con i boss diventino quasi esclusivamente scontri “antologici” con due o tre trasformazioni per ciascuno.

Perfino lo stile grafico e la direzione artistica, che sono a tutti gli effetti la punta di diamante di Record of Lodoss War: Deedlit in Wonder Labyrinth, iniziano presto a perdere il lustro delle fasi iniziali. Una volta superati i primi due stage, dai fondali ricchissimi di dettagli e popolati da nemici variegati, le texture degli sfondi iniziano a farsi sempre più ripetitive e meno creative e lo stesso succede, seppur meno, con gli avversari su schermo. L’accompagnamento sonoro, energico ma mai soverchiante, non raggiunge certamente le vette di orecchiabilità raggiunte dal “fratello maggiore” Castlevania: Symphony of the Night, però accompagna bene le avventure della bella Deedlit nel misterioso labirinto.

giallo

Record of Lodoss War: Deedlit in Wonder Labyrinth ricalca quasi verbatim le impronte di un capolavoro del passato qual’è Castlevania: Symphony of the Night, ma nel farlo rischia di perdere la propria identità individuale, arrivando spesso a depersonalizzare i protagonisti della Cronaca di Guerra di Lodoss. Nonostante la trama fine a sé stessa e le meccaniche derivative resta un metroidvania competente, in grado di regalare una decina di ore di divertimento a tutti i fan sfegatati del genere.

Good

  • Lodoss è un setting interessantissimo.
  • Le meccaniche alla Ikaruga.
  • È il fratello minore di Castlevania: SOTN.

Bad

  • La trama è a malapena un pretesto.
  • Mostra la corda nelle fasi finali.
  • È il fratello minore di Castlevania: SOTN.
7

A differenza degli altri mammiferi, non è capace di mantenere la temperatura corporea costante: a causa di questa caratteristica, che lo rende simile ai rettili, il recensore vive tra console accese e schede video surriscaldate per tutto l'anno. La sua caratteristica lentezza lo rende la preda perfetta per il Caporedattore Horribilis. Abbandona il suo nido di cavi e controller solo occasionalmente, per nutrirsi e leggere e scrivere storie di fantascienza.