Punk's not dead

No More Heroes / No More Heroes 2: Desperate Struggle

Sviluppatore: Grasshopper Manufacture inc.
Distributore: XSeed Games / Marvelous USA
Formato: Digital
Localizzazione: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

I primi due episodi della serie No More Heroes sono stati riesumati dal congelatore di Suda 51 e cotti a puntino per essere riproposti su PC tramite Steam grazie a una collaborazione fra Grasshopper Manufactrue inc. e Xseed Games. In questa riedizione, i due videogiochi rispecchiano in tutto e per tutto i recenti port per Nintendo Switch arrivati nei mesi scorsi su Nintendo eShop, e a parte un granitico framerate (e sarebbe strano il contrario) e il supporto all’alta risoluzione non offrono nulla di nuovo sotto il sole.

Chi si era fatto solleticare dall’annuncio dell’approdo delle prime due avventure di Travis Touchdown in esclusiva per Amazon Luna (il servizio di gaming in streaming on-demand disponibile per il solo mercato nordamericano) ora può finalmente acquistarle attraverso il ben più globale Steam. C’è però un “ma” da non sottovalutare e che potrà suonare scontato a chi ebbe il piacere di provare i giochi all’epoca del loro debutto: scordatevi i “motion control” attorno ai quali era stata pensata l’intera esperienza, perché i due capitoli di No More Heroes sono stati ripensati per adattarsi ai più classici joypad disponibili in commercio.no more heroes recensione pc

Se è vero che solo nominare la “waggle generation” può far riaffiorare alla mente ricordi terribili ai giocatori più smaliziati, è altrettanto provato che pochi, pochissimi titoli riuscirono nell’impresa di sfruttare a fondo le potenzialità offerte dal Nintendo Wiimote. No More Heroes e sequel erano sicuramente tra questi. E non è solamente una questione di preferenze personali: l’azione hack’n’slash del gioco era finemente ricamata sui tempi di risposta della periferica Nintendo, e proprio per questo gli input affidati alla pressione di tasti e inclinazione di levette analogiche, ovviamente più immediati, non riescono a tradurre in modo efficace ciò che l’azione richiederebbe.

Un cambiamento che, in soldoni, comporta una serie di compromessi meccanici che potrebbero far storcere il naso agli appassionati, più che ai semplici curiosi. E se è vero che ora combattimenti, minigiochi ed esplorazione risultano certamente più semplici e banali, data l’estrema immediatezza di esecuzione, gran parte del fascino degli scontri, che in originale erano rese esilaranti dalle pose da riprodurre nella realtà, è andato semplicemente perso. Si tratta del prezzo da pagare se si vuole finalmente godere di questi due titoli senza alcuna incertezza sul piano prettamente tecnico, con un comparto estetico sorretto da impalcature poligonali e texture rimaste invariate dai tempi della loro pubblicazione (rispettivamente 2007 e 2010). Chi sospirava al pensiero di poter veder riproposto il primo episodio di No More Heroes su PC nella sua riedizione PS3 e Xbox 360, arricchito di extra e di una mise grafica ripulita e ripensata per l’occasione, dovrà invece abituarsi all’idea che la visione “canonica” del classico di Suda 51 è definitivamente quella raccontata dalle ombre marcate e i colori netti dell’edizione Nintendo Wii.

no more heroes 2 recensione pc

Se si è comunque disposti a chinare la testa in virtù dell’acquisto su PC, magari perché non si è in possesso di un Nintendo Wii o di un Nintendo Switch (e in questa istanza mi chiederei comunque se il funzionamento del motion control sia equiparabile a quello della vecchia console), questo port assicura comunque l’accesso a tutto ciò che di buono c’era nei giochi originali: un cast di personaggi memorabile, una colonna sonora martellante e schizofrenica, tanta azione condita da one-liner taglienti, nonché tutti i limiti e i difetti che si riscontrarono anche all’epoca del loro debutto sul mercato. No More Heroes è sicuramente il titolo più debole fra i due, con la sua desolante mappa frutto della derivazione sandbox ad ambientazione urbana.

“Moe”

Eppure, esso rappresenta un preambolo necessario per godersi appieno la linea narrativa e l’evoluzione dei protagonisti nel ben più rodato secondo capitolo, No More Heroes 2: Desperate Struggle. Qui, fra minigiochi, azione hack’n’slash, boss fight creative e narrazione pulp ci si può perdere per ore, dedicandosi anche a un po’ di sano collectathon nel caso ci si sentisse in vena di completismo.

I due giochi sono lontani dall’essere perfetti, e nemmeno i port PC che li consegnano alla gloria del mercato “master race” godono di particolare cura (verrebbe quasi da dire il contrario, non fosse che in fin dei conti funzionano), ma bisogna tenere a mente che nemmeno sull’hardware di lancio originale stupirono per performance o per avanguardismo tecnico. E in fondo questa “rusticità” fa un po’ parte del fascino punk della produzione di Suda 51 di quegli anni, sebbene al momento siano presenti ulteriori bug mutuati proprio dalla versione Nintendo Switch (che apparentemente non sono mai stati corretti).

Rimangono in ogni caso esperienze in costante equilibrio fra mediocrità e genio, che con la loro personalità estrema e i loro evidenti difetti hanno trovato comunque modo di farsi apprezzare per la loro compiaciuta meta-narrativa e tanta, tanta azione di ispirazione tarantiniana completamente non censurata.

Possiamo comunque festeggiare l’evento: i primi due episodi di No More Heroes raggiungono su PC Travis Strikes Again: No More Heroes, spin-off ambientato dopo il secondo capitolo, pubblicato in precedenza su Steam. A quando No More Heroes III?

6.2

C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.