LA RE★CENSIONE

Neptunia Re★Verse

Sviluppatore:Felistella – Compile Hearts
Distributore: Idea Factory
Formato: Digital+retail
Localizzazione: Inglese
Versione Testata: PS5
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

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Seppure possa sembrare che sia sempre stata presente, sono passati poco più di dieci anni dalla data di uscita del capitolo originale della serie Neptunia. L’idea di miscelare sapientemente e con una dose più che abbondante di ironia i mondi apparentemente inconciliabili della Gamindusti (letteralmente la travagliata industria videoludica) e quello degli infiniti sottogeneri e tropi del moe (termine difficilmente traducibile che indica la presenza di ragazze adorabili) è stata vincente e pericolosa quanto quella di mischiare nitro e glicerina.

I risultati – esplosivi – sono sotto gli occhi di tutti. In appena una decade il mondo di Neptunia e delle sue dee si è comportato proprio come il nostro universo appena dopo il big bang: tra sequel, capitoli aggiuntivi, spin off e esplorazioni di generi e concetti più variegati, la saga è diventata (pur sempre nella propria limitata nicchia) uno dei titoli simbolo della cultura otaku videoludica.
Come per sperimentare sul campo uno dei tanti meta-commenti sull’industria a cui la serie ci ha abituati, Compile Heart e Idea Factory fanno un salto indietro di dieci anni, presentando la versione REmastered di un REmake, quel Hyperdimension Neptunia per Playstation 3 già diventato Hyperdimension Neptunia Re;Birth 1 che, opportunamente rimaneggiato, viene oggi riproposto su Playstation 5 con il nome di Neptunia Re★Verse.

IN PRINCIPIO ERA IL NEPNEP

La trama di Neptunia Re★Verse non presenta variazione alcuna rispetto a quella della versione RE;Birth per Playstation Vita. A discolpa di questa scelta apparentemente pigra bisogna sottolineare che la trama di RE;Birth 1, a sua volta, era una versione ampliata e riveduta di quella dell’iconico primo capitolo della serie – davvero difficile da espandere ulteriormente senza rischiare di snaturare l’anima spensierata del gioco.
Alla base di tutto, prima che i capitoli successivi seppellissero l’accetta di guerra in favore di un setting più unificante, ci sono le temibili Console War – scontri millenari tra le Console Patron Units, o CPU, che guidano e rappresentano i quattro continenti di Gamindustri: Planeptune, Lowee, Lastation e Leanbox (suona familiare?). Esauste per la mancanza di progressi, tre delle quattro dee decidono di coalizzarsi contro l’avversario che considerano più ostico, nella speranza di avvicinare la fine delle Console War e l’incoronazione della True Goddess. È così che la dea di Planeptune viene sconfitta in uno scontro 1 contro 3 e precipitata dal regno di Celestia sulla superficie di Gamindustri. Iniziano dunque le (dis)avventure di Neptune, dea amnesica che si risveglia nella sua forma umana e, con l’aiuto della sua salvatrice Compa, decide di avventurarsi per il mondo e sventare gli attacchi dei mostri che piagano i quattro continenti fluttuanti.

Questo preambolo narrativo, molto più basilare e archetipico rispetto a quelli a cui la serie ci ha abituati nelle uscite successive, funziona perfettamente e strizza l’occhio agli appassionati. I quattro continenti e le loro CPU sono ispirati a Sega, Nintendo, Sony e Microsoft e alle loro console di settima generazione – con Neptune, l’hardware di Sega, che non ha mai raggiunto il mercato – senza però tagliare fuori chi, non avvezzo alle tribolazioni delle compagnie videoludiche, vuole semplicemente godere di uno spensierato gioco di ruolo.
Nonostante un prologo così “cruento” e il focus sulle console war, infatti, Neptunia Re★Verse non lascia quasi mai il registro della commedia e non ha paura di spingere fino all’assurdo la caratterizzazione dei personaggi in cui ci si imbatte, facendo incontrare e scontrare caratteri estremi e dando vita a vignette comiche che sono la vera linfa vitale del gioco.
L’anima di Neptunia Re★Verse, come quella di gran parte dei seguiti, è divisa in due sezioni distinte e apparentemente poco compatibili. La parte narrativa del gioco è affidata a lunghe sezioni basate su immagini statiche delle protagoniste accompagnate da schermate di testo (praticamente delle mini visual novel) dedicate al world building e ai frequenti dialoghi tra le protagoniste del gioco. La parte interattiva, invece, è un gioco di ruolo con esplorazione in terza persona e combattimenti a turni basati su un battle system piuttosto unico.

Toccare uno dei tanti nemici sul campo dà il via a uno scontro, posizionando i membri del party (fino a quattro) all’interno di un’arena circolare condivisa con i nemici. A turno ogni personaggio ha modo di eseguire il numero di azioni consentite dalla propria barra AP (action point) lasciando al giocatore la scelta tra una serie di attacchi deboli o un singolo devastante colpo che, però, svuota la barra delle azioni portando alla fine del turno.
Ogni personaggio del party può essere spostato e riposizionato senza limiti, permettendo l’utilizzo di strategie complesse come lo schieramento dei personaggi in una formazione ravvicinata per aumentare il danno inflitto o la dispersione degli stessi per minimizzare il rischio di essere decimati da un attacco AoE.
A tutto questo si aggiunge poi la possibilità di trasformare le eroine principali nelle loro versioni HDD (versioni potenziate in tutto), la gestione dell’equipaggiamento e delle skill, un sistema di crafting di oggetti e addirittura il cosiddetto “Remake” di interi dungeon basato sui drop lasciati da determinati nemici o raccolti egli ambienti di gioco. Intraprendere il remake di un livello migliora i drop presenti nello stesso, dando vita a un loop di gioco divertente e in grado di saziare anche i più indefessi accumulatori seriali di loot.

Per chi avesse già terminato Hyperdimension Neptunia RE;Birth 1 conoscendone le meccaniche a menadito, è stata aggiunta l’esclusiva modalità Arrange. Si tratta di una specie di New Game + accessibile fin dall’inizio che mette a disposizione del giocatore tutti i personaggi disponibili nel primo gioco: 27 potenziali membri del party che in origine erano sbloccabili solo con l’avanzare nel gioco o addirittura con l’acquisto di DLC (i cosiddetti “Maker Characters”, basati su software house giapponesi).
Avere a disposizione così tanti personaggi, con relativi punti di forza e debolezze – oltre che le centinaia di elementi in origine acquistabili separatamente – rende il gioco un’esperienza quasi completamente nuova, almeno dal punto di vista tattico. Se la trama non mostra alcuna differenza, continuando a progredire come se avessimo a disposizione la sola Neptune, le battaglie subiscono una modifica di difficoltà e non è raro dover grindare un po’ per poter affrontare agevolmente questo o quel boss.

Purtroppo, pur portando la risoluzione del gioco agli ormai obbligatori 4K, i modelli poligonali e soprattutto quelli degli ambienti rimangono gli stessi della release su PSVITA e mostrano senza mezzi termini tutte le limitazioni tecniche accumulate negli anni.
Nonostante le chiare carenze tecniche che non possono non sollevare qualche dubbio riguardo la vera necessità di rendere Neptunia Re★Verse un titolo esclusivo per Playstation 5, i colori vibranti di ambienti e personaggi, uniti al design iconico delle protagoniste (e alle generose forme messe in mostra dalle loro versioni HDD e dalla pletora di costumi DLC inclusi in questa versione) rendono piuttosto semplice passare sopra all’arretratezza visiva e non inficiano troppo la godibilità del gioco.

giallo

Neptunia Re★Verse è la versione definitiva (per ora) del titolo primigenio della saga Hyperdimension Neptunia. Tecnicamente limitato, come tutti i propri seguiti e spin off, compensa alle mancanze grafiche con una trama divertente e un cast di protagoniste ben caratterizzate, divertenti e graziate da dosi notevoli di fan-service sfrenato. Chiunque abbia un debole per il moe e le belle ragazze in stile anime aggiunga volentieri un punto al giudizio finale di questa recensione.

Good

  • Un ottimo punto d'ingresso per chi volesse appassionarsi alla serie.
  • Fan-service a gogo.
  • Longevità praticamente infinita.

Bad

  • Troppe poche aggiunte rispetto alla versione PSVITA.
  • Tecnicamente vetusto, soprattutto come esclusiva PS5.
  • Niente lingua italiana.
6.5

A differenza degli altri mammiferi, non è capace di mantenere la temperatura corporea costante: a causa di questa caratteristica, che lo rende simile ai rettili, il recensore vive tra console accese e schede video surriscaldate per tutto l'anno. La sua caratteristica lentezza lo rende la preda perfetta per il Caporedattore Horribilis. Abbandona il suo nido di cavi e controller solo occasionalmente, per nutrirsi e leggere e scrivere storie di fantascienza.