Quando gli equilibri non funzionano troppo bene…

Narborion Saga

Sviluppatore: Liber Primus Games
Publisher: Liber Primus Games
Genere: RPG, LibroGame
Disponibile: Digital
Lingua: Inglese

Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Mettiamola così: Lone Wolf, Darklands, Hero Quest. Se questa nobile infilata di titoli vi dice poco o nulla, potete interrompere qui la vostra lettura: Narborion Saga non fa certamente per voi. Se invece siete tra coloro che associano tale lista a vagonate di ricordi nostalgici, i paragrafi che seguono potrebbero destare il vostro interesse. Stiamo infatti parlando di un titolo indipendente che non si sforza in alcun modo di celare la propria identità retrospettiva, e che mira soprattutto ad attirare le attenzioni di un pubblico agée memore di un modo di approcciarsi alla materia fantasy ormai decisamente fuori moda. Liber Primus Games – questo il nome della piccola software house ungherese responsabile del progetto – vanta del resto un organico composto da appassionati veterani della ruolistica su carta e su tabellone, e non è nuova a ricerche “crossmediali” che tentano di fondere narrativa testuale e pratica videoludica – si veda per esempio il truculento A Land Fit For Heroes del 2016, basato sulla trilogia letteraria di Richard K. Morgan.

Fedele a questa filosofia, il più leggero Narborion Saga si propone come una trilogia di “interactive gamebooks”, stavolta non derivati da materiale preesistente ma interamente concepiti in seno alla Liber Primus Games. Avviare l’eseguibile significa pertanto dichiararsi disposti a trascorrere parecchie ore di fronte a lunghissime colonne di testo, veicolate da un’interfaccia che mira a riprodurre fedelmente su schermo esperienze che pertengono al mondo della letteratura di genere, più che al videogioco propriamente detto.

SCUDIERI, PRINCIPESSE E FORESTE MISTERIOSE

Mettete pure da parte l’estetica fantasy più moderna e corriva, per intenderci quella veicolata dalle incatramature diarroiche e pseudo-realistiche di un Game of Thrones, di un LOTR (i film, ovvio) o di uno Skyrim qualsiasi. Narborion Saga propone un universo che sembra strappato di peso dal periodo a cavallo tra la seconda metà degli anni ’80 e i primissimi anni ‘90, ai tempi in cui la narrativa fantastica era permeata da fiabeschi tripudi di colori assordanti, e le illustrazioni erano dominate da guerrieri ipertrofici à la Frazetta, insetti giganteschi, scheletri con elmi cornuti e prospere locandiere dai seni strizzati nei corsetti. Per capirci meglio, ci troviamo dalle parti delle surreali visioni para-storiche di Angus McBride e delle copertine roboanti di Realms of Arkania, con il mago dalla veste ricamata di stelline e l’amazzone cosciuta vestita di pelle di ghepardo.

La trama proposta è del tutto coerente con il suddetto immaginario: siamo infatti invitati a metterci nei panni di un giovane scudiero inviato da tre nobili dame (che rispondono ai soavi antroponimi di Carluna, Shatasha e Watawan – sic!) nella più classica delle quest: superare una foresta stregata e raggiungere una pericolosissima valle con lo scopo di ripristinare un culto misterioso rimasto contaminato dalle malefatte di un crudele necromante.

Poco dopo l’incipit si viene lasciati liberi di esplorare una mappa interattiva della capitale, nella quale è possibile svolgere diverse azioni prima della partenza: visitare negozi, trascorrere qualche ora alla locanda, o recarsi a pregare al tempio. Queste operazioni, così come in generale ogni altra attività all’interno del gioco, non vengono condotte in modo propriamente videoludico, ma corrispondono piuttosto a vari capitoli testuali la cui lettura integrale risulta indispensabile per non trovarsi del tutto disorientati. Secondo la migliore tradizione dei gamebook, al termine di ciascun capitolo si trova quasi sempre un menu di scelta multipla, per mezzo del quale è possibile esprimere le proprie decisioni all’interno della trama: dichiariamo la nostra fedeltà assoluta alla principessa, o manifestiamo qualche dubbio sulla missione affidataci? Sguainiamo la spada di fronte a quella banda di briganti, o ci nascondiamo dietro una siepe e attendiamo che se ne vadano?

Narborion Saga

A variare l’esperienza complessiva interviene una blanda ma riconoscibile componente RPG, che si concretizza su tre aspetti principali: A – un apparato di statistiche affidate alle preferenze iniziali del giocatore e sottoposte ai consueti meccanismi di livellamento; B – un inventario che consente di amministrare equipaggiamento, provviste e oggettistica varia; C – un sistema di combattimento strategico su mappa quadrettata, basato sul lancio di un doppio d6 e chiaramente ispirato (anche dal punto di vista grafico) al variegato mondo dei boardgame. Narborion Saga finisce così per fondarsi essenzialmente sull’alternanza ritmica tra la lettura dei capitoli, le battaglie e la gestione del proprio personaggio, che va nutrito, curato e fatto “crescere” come il protagonista di un tradizionale cRPG.

Se ci limitiamo a discutere di generi di riferimento, si può senz’altro affermare che gli sviluppatori di Liber Primus Games sono riusciti a centrare appieno gli obiettivi prefissati con Narborion Saga. Il titolo, infatti, individua con sicurezza il proprio target e offre esattamente ciò che era stato promesso in fase promozionale: una lunga avventura testuale dalle atmosfere squisitamente retro, appena “contaminata” da una facies ruolistica che consente una maggiore diversificazione dell’approccio nei confronti della linea narrativa. Narborion SagaIntendiamoci, nulla di sbagliato in questo: la sincerità del progetto e l’entusiasmo con cui la casa di sviluppo ungherese sta supportando la propria creazione consente di passare sopra a qualche evidente ingenuità nella stesura della trama – che avrebbe necessitato di un editing sicuramente migliore – e ad alcune piccole cadute di stile nella veste grafica, come gli orrendi avatar di repertorio che ricordano da vicino certe mostruosità in bassa definizione tipiche dei GDR online genere Extremelot.

A sollevare più di qualche perplessità, tuttavia, è la modalità con cui le diverse componenti di questa formula ludica sono state mescolate assieme. Narborion Saga, si è detto, è incline a privilegiare l’aspetto diegetico a scapito di quello ruolistico, che è stato “alleggerito” per evitare di compromettere lo svolgimento lineare della trama. Il problema è che tale alleggerimento finisce per trasformarsi troppo spesso in banale superficialità. È il caso soprattutto del sistema di battaglia, che si riduce a un elementare avvicendamento di azioni singole (in genere movimento e/o attacco) prive di effettive vibrazioni strategiche, e tutte basate sulla pura casualità del lancio dei dadi. La situazione è aggravata dal fatto che il titolo non prevede in alcun modo la presenza di un party fisso, e che gli scontri si svolgano quasi sempre in solitaria – salvo alcune occasioni in cui è possibile reclutare NPC di supporto, che però non assurgono mai allo status di personaggi veri e propri.

Anche l’apparato preposto al micromanagement tende a risultare poco efficace e talvolta persino un po’ fellone, a causa di una non ponderata gestione degli equilibri tra la successione dei vari capitoli testuali e le necessitò di controllo della “vita” virtuale del protagonista. In molte occasioni, infatti, si viene letteralmente trascinati all’interno di lunghe sequenze di capitoli (spesso intervallate da battaglie) durante le quali non è possibile né salvare, né aprire l’inventario, né modificare equipaggiamento e abilità: al termine di tali sequenze ci si ritrova di fronte a un temibile boss con il nostro scudiero già moribondo, privo di punti mana e con tutte le provviste già esaurite. L’impressione, insomma, è che il romanzo su cui si fonda Narborion Saga non sia stato costruito a partire dal sistema ruolistico, ma nonostante questo. Un vero peccato, perché le premesse per ottenere un prodotto più armonico, magari capace di trascendere i limiti del proprio pubblico, c’erano senz’altro tutte.

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

Narborion Saga è evidentemente un prodotto di nicchia, concepito con vivo entusiasmo da parte di appassionati “duri e puri” del fantasy vintage. L’operazione appare onesta e i risultati tutto sommato gradevoli, anche se si ricava l’impressione di un’occasione parzialmente sprecata: il titolo si lascia giocare (o leggere?) volentieri, ma si sarebbe potuto ottenere un gioco senz’altro più coeso e influente se la componente ruolistica fosse stata concepita con maggiore attenzione alla sua effettiva funzionalità. La valutazione non può andare di molto sopra la sufficienza, ma considerato il prezzo e la lunghezza del “romanzo” l’acquisto resta comunque consigliato – sempre che, beninteso, facciate parte del pubblico di riferimento di Narborion Saga.

semafori indie-03

Good

  • Atmosfere squisitamente antiquate.
  • Illustrazioni gradevoli.
  • Trama archetipica, di quelle che non stancano.

Bad

  • Componente ruolistica superficiale e discontinua.
  • Colonna sonora molto ripetitiva.
  • Qualche problema di editing nei testi.
6.5

Storico dell'arte, musicista e sarto dilettante, giocatore compulsivo da ormai svariati decenni. Specialista in cRPG, fantasy europeo e Magic the Gathering. Quando non è alle prese con un videogioco di ruolo occidentale indie (più sono marroni e tristi, più ci si diverte), si nasconde nelle steppe siberiane in attesa di rientrare trionfalmente recando con sé qualche testa di idra come trofeo.