Virtual Remake

Luca 'LkMsWb' Balducci

Megadimension Neptunia VIIR

Sviluppatore: Compile Heart, Silicon Studio
Publisher: Idea Factory International
Genere: JRPG
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 16+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PS4, PS VR
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Megadimension Neptunia VII (Megadimension Neptunia: Victory II) non è un gioco vecchio, anzi. Pubblicato due anni or sono già su Playstation 4, ha portato in dote la più grande rivoluzione della serie dai tempi del primo remake, quel Re;Birth1 che ha saputo rilanciare la saga dopo una trilogia originale che non ha raggiunto i risultati sperati, seppure sia andata in crescendo capitolo dopo capitolo.
La giovane età e il mancato cambio di piattaforma non hanno comunque impedito a Compile Heart&Co. di rimettere mano a Victory II, con il titolo VIIR che si presta perfettamente a giocare sia con la R di remake, che con quella di Reality: il supporto a Playstation VR è infatti la novità più sbandierata dalla casa nipponica riguardo questa riedizione… beh, fino a quando si prende atto che il nome ufficiale del titolo sia in realtà Megadimension Neptunia Victory II Realize.

A dirla tutta, il supporto alla Virtual Reality è minimo e completamente opzionale. Si tratta semplicemente di piccole scene aggiunte alla storia principale che si svolgono nella casa del giocatore, identificato dall’eccezionalmente originale nome di “Player”. In queste scene le 4 dee protagoniste della serie si “affacciano” di volta in volta nella nostra realtà, parlando a iosa e infrangendo una volta di più la quarta parete: idea simpatica ma decisamente mal sfruttata, con il giocatore che può interagire solamente osservando certi elementi evidenziati di volta in volta dal gioco stesso e muovendo la testa per sostenere o disapprovare una frase pronunciata dalla Dea di turno. Ma non tremate, giocatori non muniti di Playstation VR: tutto questo si può giocare anche DualShock 4 alla mano, tramite la normale fruizione televisiva del gioco.

VR PART TIME

In realtà le vere novità portate da questo remake, perché di remake e non di remaster trattasi, si trovano nel gioco “ordinario”. Neptunia VIIR È Neptunia VII, ma è cambiato a sufficienza da risultare un’esperienza differente. Certo, la trama è la stessa (e per giudicarla è valida la vecchia recensione), i testi pure, spesso identici all’ultima sillaba, ma il modo in cui si lascia giocare è decisamente differente.

Il numero di cambiamenti apportati da questa nuova edizione è talmente elevato che è praticamente impossibile elencarli tutti, ma sicuramente molte delle novità portano la serie a questa generazione, ben più di quanto fatto dall’originale. Spariti i punti di salvataggio, il gioco ha ora una funzione di salvataggio automatico talmente sovente che ha dell’ossessivo: dopo ogni combattimento, dopo ogni ingresso al menù, dopo ogni movimento sulla mappa del mondo e così via. È stata introdotta la possibilità di sprintare nei dungeon, così come ridotti i tempi di caricamento dei combattimenti ed eliminati del tutto quelli casuali nella mappa del mondo. Rimanendo in tema, torna ancor più efficace che in precedenza l’accelerazione delle animazioni in battaglia, ed in generale tutta l’esperienza di gioco risulta decisamente più snella e veloce, spesso al costo di rendere tutto fin troppo facile: dopo ogni scontro le nostre eroine ripartiranno a vita piena, e l’unico contraltare a questa enorme facilitazione è l’avere un limite di oggetti utilizzabili durante il combattimento. L’esperienza di gioco è decisamente più facile, e le difficoltà, come ormai spesso accade nel genere, sono legate quasi esclusivamente ad alcuni boss opzionali, anche grazie ad alcune nuove abilità di cui è fin troppo facile approfittarsi. E il dubbio che certe “combo” siano state sottovalutate dagli stessi sviluppatori c’è.

I cambiamenti riguardano anche tutta la parte di micro-management, dall’apprendimento di nuove abilità all’invio degli scout, passando per crafting e potenziamenti. In questi casi l’esperienza risulta, se non più divertente, quantomeno più organica all’interno della progressione di gioco: il farming ed il back-tracking sono praticamente scomparsi, se non per i giocatori più completizionisti, ed il tutto sfocia in una esperienza più coinvolgente e meno spezzettata, anche a fronte di mancanze quali alcuni personaggi giocabili mancanti rispetto alla versione originale completa di DLC.

Ah, e grafica e animazioni! Certo, i fasti di Square-Enix e Final Fantasy XV – per rimanere in ambito JRPG – sono decisamente distanti, ma Neptunia VIIR regala una pulizia a schermo e un aumento poligonale che finalmente fanno pensare ad un gioco non facilmente realizzabile su Playstation 3; sono soprattutto i dungeon a guadagnarci: esteticamente identici al capitolo originale, ma decisamente più piacevoli alla vista. C’è un unico, importante step indietro: si torna ai 30 FPS, se non altro granitici, almeno su PS4 Pro.

Come da tradizione è presente l’eccellente doppiaggio giapponese, capace di conferire corpo e autorevolezza anche alle frasi più assurde, mentre l’accompagnamento sonoro, pur ricevendo qualche nuova traccia omaggio, continua ad essere un buon compagno d’avventura senza mai essere davvero memorabile.

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Complessivamente Megadimension Neptunia VIIR fa centro. Certo, le nuove parti in Virtual Reality sono poca cosa, e i cambiamenti alle meccaniche non giustificano da soli una seconda partita per gli appassionati della serie; ma per tutti coloro che ancora non hanno giocato Victory II, questa edizione Realize è decisamente da consigliare.

giallo

Good

  • Esperienza complessiva decisamente più fluida.
  • Comparto tecnico finalmente accettabile!
  • Il doppiaggio originale, come sempre.

Bad

  • Storia principale di una facilità disarmante.
  • Chi ha completato il capitolo originale ha ben pochi motivi per giocare questo.
7.3

Luca 'LkMsWb' Balducci
Dai videogiochi al PC, dal PC ai videogiochi: il cerchio è terminato. Convinto PCistamassterrace, cede puntualmente al lato oscuro delle console ad ogni esclusiva degna di nota.