Mafia: Definitive Edition

Ilya Muromets
Mafia Definitive Edition

Mafia: Definitive Edition

Sviluppatore: Hangar 13
Distributore: 2K Games
Formato: Digital+retail
Localizzazione: Italiano
Versione Testata: PS4
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

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Ripercorrere pedissequamente le varie tappe della saga di Mafia, serie tra le più tormentate e interessanti della storia videoludica, rappresenta un esercizio di pura dietrologia in sede di recensione. A chi non era presente nel 2002, ci limitiamo a ricordare quanto il primo capitolo abbia contribuito in modo importante al processo di nobilitazione di un certo genere di action-adventure dal gameplay lineare, allora non propriamente noto per i virtuosismi di trama. Molti dei maggiori blockbuster contemporanei esaltati per i loro “profondi” contenuti devono più di qualcosa alla creazione originale di Illusion Softworks. Sia chiaro: la vicenda proposta da Mafia era poco più che l’ennesima riproposizione del mito hollywoodiano del criminale italo-americano tragico e sublime, immortalato negli anni ’70 da Il Padrino e da lì trasformato in canone di riferimento per l’industria culturale tutta. Il merito principale della defunta software house ceca fu quello di rendere plausibile l’applicazione di tale canone a un videogioco, inaugurando con essa nuove possibilità di interpretare il crimine dalla prospettiva affascinante quanto problematica del criminale.

Mafia Definitive EditionMafia: Definitive Edition, remake del capitolo inaugurale della serie prodotto da Hangar 13, raccoglie dunque un’eredità piuttosto pesante, aggravata naturalmente dalle aspettative di un pubblico maturo molto legato ai nostalgici ricordi del tempo che fu. L’operazione non era delle più semplici, tanto più che in quasi vent’anni gli standard degli action-adventure di successo hanno subìto modifiche spesso radicali – in particolare, ça va sans dire, sul piano della libertà di azione nei confronti del mondo di gioco. Su questo fronte, Mafia: Definitive Edition riesce nel difficile compito di restituire il fascino dell’illustre predecessore senza tradirne eccessivamente la memoria storica.

Mafia Definitive Edition

I modelli poligonali trasudano personalità ed espressività

Il gioco ripercorre in modo fedele la trama originale, ma ne rivisita la sceneggiatura rafforzandone – e di molto, anche – l’efficacia narrativa. La drammatica ascesa e caduta di Tommy Angelo nell’universo della malavita organizzata dimostra ora una maggiore immediatezza e un ritmo più sostenuto; le eccellenti prestazioni attoriali dei doppiatori, unitamente all’espressività ricca e convincente dei modelli poligonali, contribuiscono a catturare inequivocabilmente l’attenzione del giocatore. Questa solidità diegetica risulta ancor più benvenuta laddove Definitive Edition rinuncia aprioristicamente a qualsiasi tentazione open world e ripropone in modo quasi palmare il gameplay asciutto e minimalista del gioco primigenio – seppure ricostruito sull’engine del controverso Mafia III.

Nel remake, l’immaginaria città di Lost Heaven che fa da sfondo ai misfatti del clan Salieri ha guadagnato in estensione, dettagli e personalità, ma resta in larghissima parte relegata a scenografia di lusso per missioni tutto sommato monodirezionali, nelle quali la probabilità di riuscita dipende unicamente dalle abilità di guida del giocatore e dalla sua capacità di districarsi all’interno di sezioni di shooting in prima persona (altra novità) spesso davvero impegnative. L’aggiunta dei motocicli e della possibilità di sgattaiolare furtivamente alle spalle dei nemici per abbatterli alle spalle aggiunge varietà a una formula ludica che, se riproposta in modo integrale, sarebbe risultata inequivocabilmente obsoleta e disadorna.

Mafia Definitive EditionConsapevole della distanza considerevole che separa le consuetudini di fruizione contemporanee da quelle del 2002, Hangar 13 ha ben decido di introdurre un dettagliato sistema di personalizzazione della difficoltà, sicché è possibile godersi Mafia: Definitive Edition in modalità quasi del tutto arcade o cedere alle tentazioni della simulazione diretta in linea con il capitolo originale – il che significa una polizia più reattiva, nemici più aggressivi, una guida assai più complessa, e così via.

Mafia Definitive Edition

Anche Sarah, unica figura femminile di rilievo, ha guadagnato personalità e carisma

Citazionismi, easter egg e bizzarrie assortite à la Rockstar, in gran parte recuperabili nella modalità di esplorazione libera, contribuiscono ad arricchire l’offerta senza snaturare l’equilibrio del risultato. Si deve talora fare i conti con controlli non eccellenti e con una telecamera decisamente migliorabile, ma nulla di così grave da compromettere la piacevolezza dell’esperienza.

Se lo scopo di un remake è quello di riprodurre per il pubblico moderno le qualità di un importante caposaldo videoludico del passato, Mafia: Definitive Edition ha centrato il bersaglio. Una volta liberatisi dalla patina sovente troppo rosea dei ricordi, occorre senz’altro riconoscere il buon livello del lavoro di Hangar 13, che ci auguriamo possa presto rimettersi in pista e sfruttare l’onda positiva per produrre, finalmente, un seguito degno alla saga di Mafia.

verde

7.9

Ilya Muromets
Storico dell'arte, musicista e sarto dilettante, giocatore compulsivo da ormai svariati decenni. Specialista in cRPG, fantasy europeo e Magic the Gathering. Quando non è alle prese con un videogioco di ruolo occidentale indie (più sono marroni e tristi, più ci si diverte), si nasconde nelle steppe siberiane in attesa di rientrare trionfalmente recando con sé qualche testa di idra come trofeo.