L'eterno ritorno in salsa videoludica

Loop Hero

Sviluppatore: Four Quarters Team
Distributore: Devolver Digital
Formato: Digital
Localizzazione: Inglese
Versione Testata: PC
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Secondo la teoria della psicologia evolutiva, la persistenza degli oggetti, ossia la comprensione che ciò che ci circonda non svanisce dall’esistenza una volta lasciato il nostro campo visivo, si sviluppa intorno ai sei mesi d’età come parte integrante dello sviluppo cognitivo del bambino. Ciò permette la formazione di memorie stabili che donano coerenza a un mondo che, fino a poco prima, appare come un ribollire onirico di oggetti, volti e suoni che appaiono e scompaiono dal nulla.

Presentato ai Video Game Awards 2020 tra la perplessità iniziali degli spettatori, Loop Hero – opera dei semi sconosciuti Four Quarters Team battente bandiera Devolver Digital – costruisce un intero impianto ludonarrativo sulla suddetta funzione della nostra psiche, tanto basilare che la diamo indubbiamente per scontata. Dietro l’ormai abusata facciata del roguelike con grafica retro in pixel art, Loop Hero nasconde una vera e propria Creatura del Dr. Frankenstein in grado di mescolare generi di gioco diversissimi e farli funzionare in quasi perfetta armonia.

Pretesto narrativo delle nostre (dis)avventure è la Catastrofe con la C maiuscola: un laconico filmato iniziale ci informa che, per non meglio precisate ragioni, il Lich, stregone dalla testa scheletrica, ha deciso di disgregare al livello più basilare i concetti stessi di spazio e tempo, annichilendo non solo l’universo, ma anche la memoria di esso. Il piano sembrerebbe riuscito quasi perfettamente, se non fosse per un cocciuto eroe che, in un tempo imprecisato post catastrofe, si risveglia e inizia a ricordare – e ricordando materializza nel mondo di gioco i concetti pescati dal suo iperuranio.

Loop Hero recensione geekgamer

IN PRINCIPIO ERA IL LOOP

Il ricordo più remoto del nostro eroe è un anello di terra sospeso nel vuoto, un loop, che percorre autonomamente casella dopo casella fino a tornare inevitabilmente al punto di inizio, senza alcun intervento da parte del giocatore. Su questo anello si materializzano presto i primi ricordi di creature, gli slime, che iniziano a popolare le caselle del loop. Quando l’eroe incontra una creatura sul suo percorso prende il via una battaglia, anch’essa completamente automatizzata, che si conclude con la neutralizzazione del nemico e la ripresa dell’eterno loop.

A tenere acceso l’interesse del giocatore, generando un vero e proprio circolo vizioso, è il fatto che ogni mostro sconfitto faccia cadere equipaggiamento speciale o “carte ricordo” da posizionare sulla scacchiera: terreni perigliosi che generano scheletri a ogni nuovo loop, oppure fari che garantiscono effetti benefici per l’eroe. Aumentare il numero di mostri significa ottenere equipaggiamento migliore, che ci permette a sua volta di affrontare nuovi mostri e completare così una quantità sempre maggiore di loop, in un vero e proprio circolo vizioso.

Loop Hero recensione geekgamer

Una volta presa familiarità con il concetto di circolo ricorsivo, arriva il momento di conferire “persistenza” ai progressi del nostro eroe: abbandonare il “loop” sulla casella di fine/inizio ci permette di conservare i materiali ottenuti e di utilizzarli per costruire edifici e dare vita a una “città nel vuoto”. Se i loop sono sempre nuovi e si annullano una volta lasciati, la cittadella funziona da porto sicuro e si arricchisce di personaggi e funzioni che rimangono costanti per il resto della partita, sbloccando nuove carte terreno e addirittura nuove classi in grado di rivoluzionare lo stile di gioco dell’eroe.

I primi giri di campo risultano senz’altro molto lenti, ma ben presto la natura “ipnotica” di Loop Hero prende il sopravvento e convince il giocatore a rendere più difficile il proprio percorso, confrontandoLoop Hero recensione geekgamer minuziosamente tutto il loot equipaggiabile dal proprio personaggio: per esempio, abbandonare una spada con assorbimento vitale in cambio di una con maggiore attacco può rivelarsi una decisione cruciale per la buona riuscita della spedizione. Una volta raccolti abbastanza powerup si possono continuare ad accumulare i loop fino all’apparizione del “boss” di fine capitolo, vero e proprio guardiano che mette alla prova il nostro eroe (e il suo equipaggiamento) prima di farlo passare al capitolo successivo.

La trama di Loop Hero, espressa a spizzichi e bocconi attraverso brevi sezioni in stile visual novel, rappresenta un piccolo gioiellino filosofico a se stante, che non ha paura di affrontare concetti come il relativismo morale, il senso di separazione e le motivazioni più bieche nascoste dietro l’apparentemente virtuoso desiderio di salvare il mondo per ri-forgiarlo a propria immagine.

Se il senso di nostalgia e perdita è senza dubbio uno dei pilastri principali della storia, il comparto grafico riesce a richiamare fedelmente il feeling dei giochi di fine anni ’80 e inizio anni ’90 grazie alle sue palette a 16 colori e ai suoi tileset che, almeno nella mappa, sembrano saltar fuori direttamente da un Commodore64. Una menzione d’onore, poi, è necessaria per i ritratti dei personaggi che accompagnano le sezioni di dialogo, veri e propri capolavori di pixel art che donano al gioco un respiro quasi rinascimentale. Sul piano audio, gli effetti sonori e le ossessive melodie in chiptune accompagnano sapientemente il gioco, contribuendo alla sensazione di nostalgia e rafforzando la trance ipnotica autoindotta dalla ripetitività dell’esperienza.

Unico vero punto dolente di Loop Hero è senza dubbio la rigiocabilità: come fosse una vera droga, infatti, il titolo garantisce un inizio esplosivo e un ritmo frenetico che spinge a completare loop su loop fino al completamento della storia. Eppure, una volta completati i quattro capitoli a disposizione con ognuna delle tre classi disponibili (guerriero, ladro e negromante), Loop Hero non offre praticamente nessuno spunto ulteriore, a meno che non si voglia completare tutti gli achievement previsti da Steam.

verde

Unendo sapientemente il concetto di idle game con quello di loot based game, miscelando concetti dei giochi di carte collezionabili a quelli dei city builder e inserendo il cuore pulsante di un roguelike, Loot Hero riesce ad essere una creatura migliore della somma delle sue parti. Il risultato è quello di un connubio tanto semplice quanto originale, in grado di affascinare anche il più disilluso dei giocatori e a costringerlo a guardare un omino in 8-bit che ripete lo stesso percorso su schermo per ore. I Four Quarters Team non si sono limitati a sviluppare un’idea straordinariamente originale, ma vi hanno costruito attorno un’impalcatura narrativa ed estetica curate fin nei minimi dettagli. Considerato anche il prezzo incredibilmente contenuto, Loop Hero vale ogni singolo centesimo.

Good

  • Un altro giro e poi smetto.
  • Pixel art in stato di grazia.
  • World building per niente scontato.

Bad

  • Ancora un giro e poi basta, giuro.
  • Lo stile grafico potrebbe non piacere a tutti.
  • Niente lingua italiana.
9

A differenza degli altri mammiferi, non è capace di mantenere la temperatura corporea costante: a causa di questa caratteristica, che lo rende simile ai rettili, il recensore vive tra console accese e schede video surriscaldate per tutto l'anno. La sua caratteristica lentezza lo rende la preda perfetta per il Caporedattore Horribilis. Abbandona il suo nido di cavi e controller solo occasionalmente, per nutrirsi e leggere e scrivere storie di fantascienza.