Nell'era del mito, facciamo un po' quel che ci pare...

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Immortals Fenyx Rising

Immortals Fenyx Rising

Sviluppatore: Ubisoft
Distributore: Ubisoft
Formato: Digital+retail
Localizzazione: Italiano
Versione Testata: PS4
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

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C’è un rapporto speciale che lega noi popoli del Mediterraneo alla mitologia greca: un po’ perché i Romani di cui ancor oggi possiamo ammirare le costruzioni nella gran parte delle nostre città hanno preso quegli stessi dèi e li hanno fatti loro, un po’ perché fin dall’infanzia le avventure degli Olimpi ci vengono rese familiari – magari dapprima come “fiabe”, e poi come componenti imprescindibili della nostra cultura. Queste divinità così umane e contraddittorie, gelose e licenziose, generose ma terribili, esercitano un’attrattiva quasi ancestrale e indubbiamente anche tra i lettori di questa recensione ci sarà chi ha un proprio nume tutelare preferito.
Se ci concentriamo sul fronte videoludico, è d’obbligo osservare come anche oltreoceano – dove la fama delle divinità olimpiche è decisamente più contenuta e propagata soprattutto attraverso reinterpretazioni romanzate come la saga di Percy Jackson – Zeus e compagine siano divenuti archetipi ricorrenti di molti titoli di successo: basti pensare al recente e lodatissimo Hades, che fonda il suo intero impianto narrativo sulla gelosia delle divinità olimpiche.

Ubisoft Quèbec, che è alle spalle di questo atteso Immortals Fenyx Rising, non è certo estranea all’universo del mito, essendo già stata responsabile di Assassin’s Creed Odyssey – un gioco in cui gli Olimpi erano comunque trattati come figure secondarie rispetto a una trama principale in larga parte autonoma. Evidentemente l’esperienza è servita: l’interesse dei canadesi per il lato più divertente e sboccacciato dell’epos hanno ispirato la creazione del gioco che abbiamo tra le mani. Inizialmente presentato col nome di Gods & Monsters (subito abbandonato per controversie di copyright), Immortals Fenyx Rising è il primo vero gioco intergenerazionale creato da Ubisoft.

Immortals Fenyx Rising

Una versione dell’Olimpo da cinepanettone…

Il preambolo non è dei più complessi né dei più innovativi: Tifone, mostruosa entità colossale discendente dei Titani e già una volta sconfitta da Zeus e relegata nel Tartaro, è riuscito a liberarsi e a far piombare il mondo nel caos. A farne le spese, però, non sono stati solo gli inermi umani: anche le divinità olimpiche hanno ceduto una dopo l’altra alla terribile offensiva del mostro. Zeus, privato delle sue saette, si ritrova così a dover chiedere l’aiuto del titano che aveva imprigionato e condannato al supplizio eterno, Prometeo. Dal dialogo tra i due, che discorrono come vecchi amici, apprendiamo dell’esistenza di un ultimo eroe che rappresenta la speranza residua per l’Olimpo e per l’umanità tutta – un giovane soldato di nome Fenyx. Dopo un rovinoso approdo sull’isola d’oro, patria degli déi e tana di Tifone, Fenyx scopre il corpo pietrificato di suo fratello e del resto della ciurma approdata insieme a lui. Senza alcuna remora afferra la spada che Achille aveva donato al fratello e inizia il viaggio, inconsapevole dell’occhio critico delle divinità puntato su di lui.
Buona parte delle azioni di Fenyx, che diverrà padrone di una quantità notevole di artefatti dal valore inestimabile come i parabraccia di Ercole o l’ascia di Atalanta, vengono infatti commentate da Zeus e Prometeo, che nel ruolo di narratori d’eccezione ma anche di spalle comiche, contribuiscono a rendere la storia di Immortals Fenyx Rising un vero spasso. Non è raro infatti che la “realtà” si pieghi al volere di Zeus, il quale, modificando il racconto, ingigantisce o rimpicciolisce un Ciclope; in altri casi, eventi di pochissima importanza come la rottura di un otre di vino si trasformano in veri e propri siparietti quando Zeus ne approfitta per raccontare uno degli infiniti aneddoti che lo contraddistinguono.

Immortals Fenyx RisingUna volta superata l’isola che svolge il ruolo di tutorial e raggiunta la Sala degli Dei – vera e propria base nella quale possiamo potenziare il nostro eroe con l’aiuto di Ermes – ci ritroviamo davanti a un gioco le cui meccaniche non possono non ricordare da vicino quanto visto in Zelda: Breath of the Wild: un ambiente open world tutto da esplorare in cerca di equipaggiamento e collezionabili utili a potenziare le statistiche di Fenyx; tanti piccoli enigmi da risolvere, spesso con l’ausilio del motore fisico del gioco; una  serie di prove chiamate “cripte del tartaro” che non possono non ricordare da vicino i templi di Zelda; quattro guardi… ehm, dèi da soccorrere per poter infine affrontare Tifone, che si nasconde entro un minaccioso alone rosso al centro della mappa.
A rendere più semplici le tribolazioni di Fenyx ci pensano una serie di gadget dal multiforme utilizzo. Le ali di Icaro sono forse l’elemento più significativo sul piano del gameplay, visto che ci permettono di planare da grandi altezze e di coprire notevoli distanze al costo di un (relativamente modesto) consumo di stamina; l’arco di Odisseo – più utile per risolvere enigmi che per il combattimento corpo a corpo, ha anche una modalità teleguidata che non può non ricordare il missile Nikita di Metal Gear Solid. Il combattimento, poi, è affidato alla spada di Achille e all’ascia di Atalanta, rispettivamente destinati all’attacco leggero e pesante; il sistema non brilla per profondità ma riesce a risultare interessante soprattutto per le opzioni di schivata (che attivano un effetto di tempo rallentato non dissimile dal witch time di Bayonetta) e per la modalità furtiva. Il sistema di sviluppo del personaggio e la gestione dell’inventario, invece, sono stati strappati di peso dalla serie di Assassin’s Creed, con skill tree da sviluppare in modo lineare e un’interfaccia utente identica a quanto già visto in Odyssey.

Immortals Fenyx RisingQuesto mix di collect-a-thon ed esplorazione funziona e intrattiene, soprattutto grazie a un world building azzeccato (ogni area di gioco è ispirata alla divinità tutelare che vi si trova), a enigmi ben congegnati e a intermezzi narrativi interessanti. Se Fenyx resta un personaggio serioso e laconico, le divinità sono invece scapestrate e folli e il loro umorismo, spesso molto azzeccato, funziona ancora meglio se si possiede un minimo di dimestichezza con la mitologia classica – dimostrazione sicura dello studio riservato da Ubisoft Québec per questo titolo.

Immortals Fenyx RisingSul fronte più propriamente tecnico, se il mondo colorato e vivace, popolato da creature mitologiche da sterminare e splendidi animali da ammansire e cavalcare, costituisce indubbiamente uno dei punti di forza di Immortals Fenyx Rising, lo stesso non si può dire dei modelli poligonali dei personaggi. Nonostante un buon lavoro di design (bellissima la trovata di decorare la pelle degli dèi con le costellazioni), le figure sfoggiano proporzioni disarmoniche e animazioni molto discutibili, ben lontane da quanto ci si potrebbe aspettare in un gioco rilasciato in concomitanza con la nuova generazione di console casalinghe. Anche il sistema di controllo, competente in linea di massima, si rivela fastidiosamente grossolano quando è necessario lavorare di precisione. Lo si verifica soprattutto in alcune sezioni platformer e in fase di volo: a volte l’avatar giocante appare troppo reattivo e incline a camminare giù dalle piattaforme più strette, mentre in altri casi manca di prontezza, specie quando si cerca di farlo voltare in volo.
Le musiche, decisamente non memorabili, non sono comunque eccessivamente invadenti, limitandosi ad accompagnare l’azione senza mai sovrastarla o diventare fastidiose. La vera gemma del comparto audio, invece, è senz’altro rappresentata dall’adattamento italiano del parlato, che dona ulteriore forza alla comicità dell’intreccio: ottime soprattutto le performance dei doppiatori di Zeus e Prometeo, impegnati nel difficile compito di narratori solitamente fuori campo.
Ovviamente non poteva mancare il solito shop in game traboccante di armature e cavalcature legato al sistema di Ubisoft Connect. Per fortuna, gli oggetti in vendita – da pagare con soldi veri, beninteso – si limitano a componenti estetici opzionali.

verde

Minuzie a parte, Immortal Fenix Rising si dimostra un gioco divertente e ricco di attività, che, miracolosamente, non soffre del tipico “vuoto” che affligge quasi tutti i titoli open world – e soprattutto quelli della stessa Ubisoft. Ogni angolo dell’Isola d’Oro trabocca di attività da compiere, mostri da uccidere ed enigmi da risolvere, e poiché gli spazi non sono eccessivamente espansi i tempi morti vengono ridotti al minimo. Anche la trama, apparentemente semplice e lineare, prende presto svolte inaspettate e ci si ritrova in breve tempo a voler proseguire anche solo per scoprire qualche dettagli in più sul fratello di Fenyx o la vera natura della ribellione di Tifone.
Impossibile quindi non lodare Ubisoft per essersi presa un rischio e aver creato un gioco così piacevole e finalmente distaccato dall’eterna riproposizione di meccaniche e narrative già viste nelle sue serie principali.

La seconda opinione

Immortals Fenyx Rising è, di base, un reskin semplificato di Zelda: Breath of the Wild al quale si sovrappone un’interfaccia strappata identica dagli ultimi Assassin’s Creed. Sul piano puramente autoriale, non vi è dunque alcuna ragione di entusiasmarsi, tanto più che a livello estetico l’opera appare quantomeno bruttina e sgraziata. Sul piano ludico, la formula funziona e intrattiene, ma quasi solo per il fatto che è l’archetipo “zeldiano” a funzionare e intrattenere. Se non altro, la scrittura sempre imbarazzantemente adolescenziale di Ubisoft trova nei toni demenziali di Fenyx una giustificazione plausibile. Nella moria generale del panorama attuale, l’acquisto è consigliato comunque, ma resta lecita una domanda: perché mai nella vulgata della cosiddetta critica Immortals Fenyx Rising sarebbe “un convincente omaggio”, e Genshin Impact solo un “volgare plagio”?

Ilya Muromets

Voto: 7

Good

  • Tantissime cose da fare
  • Trama avvincente
  • Doppiaggio in italiano riuscito e divertente

Bad

  • Eccessivamente derivativo
  • Sistema di controllo a volte frustrante
  • Lo shop interno può infastidire
8

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A differenza degli altri mammiferi, non è capace di mantenere la temperatura corporea costante: a causa di questa caratteristica, che lo rende simile ai rettili, il recensore vive tra console accese e schede video surriscaldate per tutto l'anno. La sua caratteristica lentezza lo rende la preda perfetta per il Caporedattore Horribilis. Abbandona il suo nido di cavi e controller solo occasionalmente, per nutrirsi e leggere e scrivere storie di fantascienza.