DALARAN’S FIVE

Avatar

Hearthstone – L’ascesa delle ombre

Sviluppatore: Blizzard
Publisher: Blizzard
Genere: Gioco di carte
Disponibile: Digital
PEGI: 7+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC, Mobile
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Il 2018 è stato un anno molto importante per il gioco di carte Blizzard, nel quale si sono visti – finalmente – alcuni cambiamenti di rotta. Il primo, nonché il più importante, lo si può trovare in un supporto al bilanciamento del gioco molto più reattivo, con patch implementate anche a poche settimane dall’uscita di una nuova espansione: un qualcosa che sembrava impossibile qualche anno fa, con gli utenti rassegnati a dover giocare mesi e mesi con un meta sbilanciato prima di vedere un qualche intervento dall’alto. Anche con l’uscita della nuova espansione, L’ascesa delle Ombre, si è vista una nuova novità arrivare con la rotazione del formato. Baku e Genn, i due servitori leggendari arrivati con il set Boscotetro, sono stati pensionati nell’hall of fame (e quindi nel formato Selvaggio) con un anno di anticipo, una scelta da premiare, dato che la presenza di queste due carte aveva polarizzato eccessivamente il meta, creando uno scontro tra mazzi “pari” e “dispari”. Altra novità arriva dal punto di vista narrativo: Blizzard ha annunciato che i tre set che verranno rilasciati nel corso del 2019 saranno collegati dal un fil rouge, come se fossero tre capitoli di una storia lunga 365 giorni. Ascesa delle Ombre vede l’introduzione della Legione del M.A.L.E., un quintetto formato da celebri antagonisti dell’universo di Hearthstone e capeggiato da Rafaam, boss finale dell’avventura La Lega degli Esploratori. Quali siano le (mal)intenzioni dei 5 sono ancora sconosciute, ma queste verranno esplorante meglio anche nei nuovi contenuti single player che andranno ad intervallare un set e l’altro, a partire dal 16 maggio. L’idea di puntare sulla lore di Hearthstone è molto interessante, soprattutto da quando il gioco di carte si è distaccato da World of Warcraft introducendo personaggi e storie originali, vedremo la qualità di esse nelle prossime settimane, ora soffermiamoci su questo nuovo set.

PIANI (IM)PERFETTI E MAGIE SDOPPIABILI

Ascesa delle Ombre inaugura l’Anno del Drago, una stagione decisiva per il gioco di carte Blizzard, soprattutto a causa di un’ombra ancora più grande di quelle dell’espansione oggi analizzata: Magic Arena. L’ascesa dello storico card game nel mondo esport deve aver spinto Blizzard a puntare su contenuti molto amati dai fan, come appunto le avventure che faranno ritorno molto presto. Questa nuova espansione è ambientata nella magica città sospesa di Dalaran, teatro delle scorribande dei cinque sopracitati e dei loro servitori: i lacchè. Questi sono un nuovo sottotipo di creature 1/1 a costo 1 con diversi effetti, che possono essere generati dalle nuove carte introdotte in Ascesa delle Ombre; gli sviluppatori hanno affermato che ne verranno introdotti di nuovi in ognuna delle espansioni che andranno a comporre l’Anno del Drago. Di questa espansione ho apprezzato molto la scelta di design di realizzare tipologie di carte estremamente legate alla lore del gioco, come i lacché appena citati o i Piani, delle magie rappresentative di ogni partecipante delle Legione del M.A.L.E. che si potenziano ogni turno che restano in mano del giocatore. Come il Piano del Dott. Boom, magia del Guerriero a costo 4 che fornisce inizialmente 1 di armatura, ma che tenendola in mano per qualche turno – o dall’inizio della partita – può fornire una quantità esagerato di protezione per l’Eroe: d’altra parte, si sa che serve tempo per un piano ben realizzato. Parlando di nuove meccaniche vere e propri, questo set vede l’introduzione di una nuova parola chiave: Magia Gemella. Le magie che riportano questa dicitura si sdoppiano al momento dell’utilizzo, fornendo una copia aggiuntiva – questa volta priva di Magia Gemella – alla mano del giocatore, calcolando l’importanza di fare vantaggio carte, è facile capire come questa nuova abilità risulti molto forte. Tra la manciata di carte che riporta questa abilità, quella dal design più interessante è Raggio di Gelo, magia del Mago che permette di congelare un servitore, oppure – se il bersaglio fosse già congelato – infliggerebbe 2 danni. Una carta che mostra le potenzialità in ambito di design di Magia Gemella, fornendo una magia versatile che può essere usata per congelare temporaneamente due servitori, oppure ucciderne uno utilizzando entrambe le copie della carta sullo stesso bersaglio.

Meno brillanti sono gli effetti delle carte che immortalano i componenti della Legione del M.A.L.E., 5 servitori leggendari di classe che mi hanno lasciato piuttosto freddo. Gli sviluppatori hanno affermato che la loro volontà era quella di citare i set nei quali sono stati introdotti questi personaggi, puntando quindi sull’effetto nostalgia, ma purtroppo ne risultano delle scelte di design eccessivamente noiose, come Madame Lazul, leggendaria del Prete, che permette di rinvenire e copiare una carta in mano all’avversario. Forte? Molto: genera una nuova carta (che possiamo scegliere tra tre) e permette di avere informazioni su cosa ha in mano l’avversario, e di cosneguenza riuscire ad anticipare le sue mosse. Ma l’originalità? Gli effetti eccessivi – e a volte strampalati – tipici delle carte leggendarie di Hearthstone sono da cercare da un’altra parte. Stesso discorso vale per la nuova iterazione del Dottor. Boom: Domabombe Boom, leggendaria del Guerriero che riprende l’effetto della tanto temuta carta vista in Gnomi vs Goblin, generando delle bombe 1/1. La novità? Questa volta verranno generati due servitori per ogni bomba nel mazzo avversario, queste sono delle carte che si mescolano nel mazzo avversario e infliggono 5 danni una volta pescate. Sebbene l’effetto del Domabombe non brilli per originalità, generare una schiera di servitori esplosivi risulta molto forte, e infatti il mazzo Guerriero Bombe ha saputo dire la sua fin dai primi giorni dalla release dell’espansione, risultando in un archetipo competitivo con poche carte a sua disposizione. Una situazione piuttosto rara, in quanto Hearthstone ci ha abituato ad avere bisogno di diverse espansioni prima di riuscire a costituire un mazzo solido. Tra le novità che riguardano le altre classi, invece, spicca l’Heal Druid, con la leggendaria di classe, Scorzalucente, un servitore 4/8 con provocazione che diventa dormiente quando viene ucciso (status visto già con Sherazin in Boscotetro) e che può essere resuscitato rigenerando 5 unità di salute dell’eroe. Tuttavia, non è una tipologia di mazzo che è riuscita a dire la sua, anche a causa dei pesanti nerf che ha subito la classe di Malfurion nell’ultimo anno. Meno entusiasmante è la decisione di dare nuovi pezzi al Deathrattle Hunter, mazzo già forte e che non ha subito eccessivamente della rotazione del formato.

In ottica meta, è da segnalare una buona varietà di mazzi competitivi. Vero, Tempo Rogue sta ancora dominando nonostante nerf e rotazione, ma il Guerriero riesce a posizionarsi al culmine della tier list con ben due archetipi: il mazzo basato sulle bombe già citato e un solido – e più classico – mazzo controllo, studiato per vincere piacevolissime partite da 40 minuti. Si vedono diverse versioni del cacciatore girare, da quelle puramente aggro a quelle che tendono al midrange, condite, di volta in volta, da segreti e/o robot, ma con la costante di un buon numero di servitori dotati di Rantolo di Morte. Altra novità è Conjurer Mage, archetipo nato grazie all’introduzione di Chiamata dell’Evocatore, carta a costo 3 dotata della nuova parola chiave Magia Gemella che consente di distruggere un servitore e di sostituirlo con due dello stesso costo. Questo mazzo punta a riempirsi velocemente la mano ed evocare i Giganti di Montagna a costo basso, per poi bersagliarli con la nuova Chiamata dell’Evocatore. Tra le carte a costo 12 nel panorama standard esistono solo servitori 8/8, quindi spesso ci si ritrova dei board colmi di Giganti agguerriti, soprattutto se in campo si ha Khadgar, leggendaria di classe del Mago che raddoppia le evocazioni. Un mazzo non particolarmente veloce, ma che in caso di pescate fortunose può terminare la partita con pochi attacchi. Nel complesso, lo stato del meta è più che buono, soprattutto se si considera che stiamo parlando della prima espansione post rotazione, quando il numero di carte a disposizione non è particolarmente elevato e spesso si sono viste situazioni con due – o massimo tre – mazzi che andavano a fagocitare la ladder.

 

 

 

 

Dove posso acquistarlo?

Sito Blizzard

Blizzard ha deciso di dare una nuova carica di personalità al suo gioco di carte, scegliendo di dare all’Anno del Drago un filo narrativo tra le tre espansioni, ed esplorando nel dettaglio la lore del gioco, ed elevando alcuni personaggi già visti a veri e propri protagonisti. Peccato che le scelte di design relative alle carte dei componenti della Legione del M.A.L.E. abbiano deluso le aspettative, risultando in effetti potenti – quasi tutte le 5 carte hanno visto gioco – ma decisamente carenti di originalità. Ottimo il lato del metagame, con molte nuove carte che si sono fatte valere nel panorama Standard, riuscendo anche ad introdurre nuovi mazzi, come il Bomb Warrior o il Conjurer Mage, e risultando in una modalità classificata varia e piuttosto equilibrata. Pur non costituendo nulla di rivoluzionario, l’inizio del 2019 di Hearthstone è da premiare, riuscendo a cancellare un 2018 spento, e nella speranza che continui così con le due nuove espansioni che andranno a completare la trilogia dell’Anno del Drago.

semafori indie-03

Good

  • Varietà di mazzi competitivi.
  • Scelta di voler creare un filo narrativo per tutto l’anno.

Bad

  • Diverse carte leggendarie sono piuttosto deludenti per originalità.
7

Avatar
Giocatore da tempo immemore, crede fortemente nella forza del medium videoludico e cerca, nel suo piccolo, di favorirne la sua diffusione culturale.