Quando il lupo perde il pelo...

Dario

Anno 2001. Trepidante, aspetto che la dashboard mi catapulti all’interno del nuovo, originale, “evoluto” FPS targato Microsoft Studio, anzi, Bungie. Halo si dimostra fin da subito maestoso, dai toni epici, con una narrazione pregna di contenuti e un protagonista che incarna il brutale archetipo dell’eroe in stile americano, pronto a combattere su ogni suolo per la difesa della propria patria. Ecco, ora che ho sparato questo bel pistolotto, bisogna tornare con i piedi per terra e valutare le cose con un minimo di obiettività.

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Un nuovo inizio

Halo è stato sicuramente un gioco che ha portato Microsoft a vendere moltissimo e a farsi conoscere nel mondo videoludico come un degno competitor di Sony e di Nintendo, gli unici due riferimenti del divertimento elettronico rimasti sulla piazza dopo la scomparsa di SEGA. Ma poi cosa è successo? Poi sono spuntati sequel, spin-off, libri, remastered che hanno ampliato a dismisura l’universo narrativo e che con Halo 2 hanno settato un nuovo standard qualitativo nel genere degli shooter on-line per console. Si parla del 2004, del gioco più venduto per l’Xbox originale. Mi ricordo ancora di quanto rimasi impressionato dalle potenzialità espresse dal comparto multiplayer, ma anche un po’ deluso dal fatto che si stava passando ormai a un livello di interazione diverso.

Col passare dei capitoli la campagna è diventata solo una mera scusa per poi farci catapultare nella modalità multiplayer. Con Halo Reach nel 2010 Bungie firma il suo ultimo capitolo della saga e passa il testimone, molto scomodo, a 343 Industries. Sotto la pesante spada di Microsoft questi dovevano continuare la serie cercando di renderla ancor più entusiasmante e, ovviamente, popolare. Non deve far stupire quindi se dopo qualche anno anche Halo 4 riproporrà lo stesso sbilanciamento verso la modalità multiplayer, dall’importanza talmente preponderante da mettere in ombra l’incipit della nuova linea narrativa.

Non si toccavano certamente i livelli di altre produzioni, come ad esempio i vari Battlefield, ma personalmente la campagna l’ho abbandonata dopo poche partite, perché il richiamo verso le modalità di gioco online era troppo attraente e la voglia di raggiungere gli amici che macinavano livelli su livelli mentre io mi struggevo sul destino di Cortana era tale da farmela presto dimenticare.
Le attese che avevo per Halo 5 sono state purtroppo confermate, in negativo. La modalità storia è caratterizzata da un gameplay diverso dai precedenti, che alla fine ricalca molto quello di Gears of War. C’è da dire che alla fine si completa abbastanza velocemente e sicuramente saranno in pochi a volerla rigiocare a livello Leggendario. Si struttura in squadre composte da quattro combattenti, due uomini e due donne. È possibile scegliere se affrontarla in co-op oppure lasciare che i compagni siano guidati dalla IA. Fortunatamente la loro presenza non è limitata al farsi massacrare dai nemici e oltretutto, come il third person shooter di Epic Games insegna, sono in grado di correre in aiuto del giocatore nel caso si trovasse crivellato di colpi!

343 Industries è andata sul sicuro, proponendo una trama interessante che si sviluppa soprattutto attraverso i dialoghi durante l’azione di gioco, ma che alla fine non si distacca molto dalla sceneggiatura di un classico film Sci-fi “made in USA”, insistendo sulla solita propaganda patriottica.
Come già era successo con Forza Motosport 5, mi aspettavo qualcosa di più o che almeno si accollassero qualche rischio uscendo dagli schemi della solita narrativa dozzinale. Invece niente, hanno semplicemente seguito la linea tracciata da Destiny, creandone una sorta di clone. Certo un replicante ben fatto, con una fotografia spettacolare e una colonna sonora meravigliosa, ma sempre di un prodotto carta carbone si sta parlando.

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Competi o muori

I controlli sono stati modificati rispetto al passato e la fluidità dei 60 fps è davvero un’innegabile goduria. La giocabilità, insomma, è stata ritagliata attorno al vero polo attrattore del gioco: la modalità multiplayer.
Qua vengono le dolenti note, almeno per me. Sinceramente, com’è già accaduto per Destiny, non me la sento di poter valutare questa parte in maniera chiara e decisa, poiché la sua evoluzione e la sua reale rilevanza si potranno valutare solo sulla lunga distanza. Quello che posso dire dopo qualche ora di gioco è che il matchmaking è veloce e funzionale, mentre le varie modalità di gioco sono divertenti, ma soprattutto coinvolgenti.
Quello che mi lascia dei dubbi è capire se la componente tattica, che comprende l’utilizzo di svariati veicoli, di classi diverse e di specializzazioni, possa essere effettivamente sfruttata appieno. Personalmente non sono un grande fan delle modalità multiplayer che ti impongono di essere un cazzutissimo e invincibile eroe e che tagliano fuori i niubbi, quelli che vorrebbero solo farsi delle sane partitine rilassanti ogni tanto e che invece finiscono per essere teabaggati tutto il tempo dagli avversari con ore e ore di gioco sulle spalle. Questo per me rimane e rimarrà sempre un grosso limite, che non riguarda solo Halo 5, ma tutti i giochi che fanno perno sulla modalità online competitiva. Per quanto possano essere bilanciate le partite, rimane sempre e comunque frustrante non avere la possibilità di poter competere a tutti. In ogni caso credo sia doveroso segnalare la modalità più interessante, ovvero Warzone. Qui due squadre da 12 giocatori si affrontano in ambienti che permettono la coordinazione e l’attuazione di tattiche e strategie più complesse di quelle che, normalmente, è possibile abbozzare nelle arene di gioco. Sembra, e lo dico con un po’ di paura nel cuore, che il guanto della sfida di 343 Industries sia stato lanciato a CoD e ai vari titoli del circuito eSport.

Halo 5 Guardians coverHalo 5: Guardians

Sviluppatore: 343 Industries
Publisher: Microsoft Studio
Genere: FPS
Disponibile: Retail + Digital
PEGI: 16+
Lingua: Italiano
Sito Ufficiale

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Halo 5 è un ottimo compito in classe, ben fatto, ben realizzato, ben costruito e rifinito, ma non osa, non innova, non crea qualcosa di diverso. Forse è questo che voleva Microsoft da 343 Industries, ovvero una solida pietra sulla quale basare il rilancio di Xbox One su un mercato che l’ha vista perdere molti punti rispetto alla sua diretta concorrente, ovvero PS4. Purtroppo, dal mio punto di vista, Halo 5 rimane un blockbuster del quale non posso non consigliare l’acquisto, ma che comunque non soddisfa la mia personale voglia di vedere qualcosa di veramente nuovo. E non parlo di polycount e risoluzioni video.

prezzoridotto

Good

  • Grafica e colonna sonora eccelse
  • I 60 fps sono da mandibola slogata

Bad

  • La modalità campagna poteva essere molto più incisiva
  • Forte sbilanciamento verso la modalità multiplayer
7

Dario
Amo i videogiochi, ma la mia passione principale è il nuoto. Se solo si potesse portare la PS4 in spiaggia...
  • Passare da combat evolved a minestrone riscaldato vecciho di due giorni: lo stanno facendo bene.

    • Zarusama

      Purtroppo non ho ancora potuto provare con mano, ma la CoDdizzazione del gameplay l’avevo notata nella beta.

  • Ormai è chiaro che l’online porta soldi, per cui lacampagna sarà sempre più penalizzata. Almeno fossero onesti e facessero titoli “only Multiplayer”, tipo SW Battlefront.