Ora ho capito perché sono tornati ai picchiaduro...

Guilty Gear 2 – Overture

Sviluppatore: Arc System Works
Publisher: Arc System Works
Genere: Hack’n’slash
Disponibile: Digital
PEGI: 12+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Quando Guilty Gear 2 – Overture uscì per Xbox 360 nel 2007 la critica e il pubblico lo accolsero tiepidamente. Ad oggi su Metacritic ha una media di 56 su 100, e non è esattamente uno di quei giochi passati alla storia o che oggi vengono celebrati dai fan della storica saga di giochi di combattimento. Nonostante ciò Arc System Works ha pubblicato il 31 marzo il gioco su Steam, sperando di dare nuovo lustro a una produzione caduta inevitabilmente nel dimenticatoio. Ne sarà valsa la pena?

Guilty Gear 2 - Overture art001Ambientato dopo le Crociate, la distruzione di Justice e parecchi anni dopo tutti i precedenti titoli della saga, nel gioco ritroveremo Sol Badguy, lo storico eroe protagonista di Guilty Gear, nelle inedite vesti di vagabondo decaduto con al seguito un giovane apprendista, Sin, una specie di guerriero sui generis che combatte con una bandiera. La storia di Overture pone le sue basi in un futuro prossimo, in cui la magia è ormai alla portata di tutti. Tramite il controllo su di essa il genere umano è riuscito a imporsi sui cinque elementi naturali e a convertirli in fonti energetiche inesauribili. Purtroppo non è tutto oro ciò che luccica, e presto gli umani cominceranno a farsi la guerra dandosi alla produzione di Gear, pericolose armi biologiche di derivazione magica.

UN’EPOPEA DI MAGHI, GUERRA E GEAR

Se sin dalle prime battute la trama può sembrare molto caotica e abbastanza fumosa, col proseguo dell’avventura risulta difficile venire a capo delle vicende che si susseguono a ritmi serratissimi, complice una scrittura non proprio al top e un dosaggio troppo caotico delle informazioni che via via vengono fornite al giocatore. Anche sul fronte dei personaggi la saga ci ha saputo negli anni regalare di meglio: Sol Badguy e Sin risultano infatti piatti, poco interessanti e il loro design poco ispirato non aiuta il giocatore a immedesimarsi nelle loro contorte vicende. Sul versante del gameplay Guilty Gear 2 – Overture lascia sin da subito perplessi. Abbandonato il classico sistema di gioco della saga, questo capitolo propone una fusione tra il controllo del guerriero alla Dinasty Warriors e un tower defense system assimilabile a quello dei real time strategy. Se gli intenti di rinnovare le meccaniche rodate della saga per poi sconvolgerle degli Arc System Works son del tutto nobili purtroppo il risultato finale appare raffazzonato, inutilmente complicato, macchinoso e tremendamente superficiale.
Il battle system come già accennato è quello classico dei musou di Omega Force e Koei Tecmo: visuale in terza persona alle spalle del personaggio, button smashing furioso finalizzato a spazzare via orde di nemici e il saltuario utilizzo di super mosse effettuabili al riempimento dell’apposita barra denominata Tension Gauge. Per rendere il tutto più interessante Arc System Works ha inserito due modalità di combattimento tra cui scegliere: quella libera, in cui ci si muove sul campo di battaglia sferrando colpi leggeri su più nemici contemporaneamente e quella ad agganciamento, dove si mira su un singolo nemico su cui effettuare potenti mosse da combattimento one on one.

Guilty Gear 2 IMG002Se con il primo stile di combattimento ci troviamo di fronte al classico musou piatto e poco interessante, con la seconda modalità terribilmente realizzata il giocatore entra in un vero e proprio incubo fatto di controlli scomodi e pessimamente calibrati, penalizzati da una visuale troppo ravvicinata. A mettere il definitivo chiodo sulla bara di un battle system nato rotto c’è il Blast Drive, una sorta di “modalità corsa” attivabile con la pressione della leva analogica sinistra totalmente ingestibile, che vi farà sbandare a ogni curva. Ogni due secondi si finisce a sbattere contro un muretto, lasciando il fianco scoperto agli attacchi dei nemici senza la possibilità di un’istantanea ripresa.

Guilty Gear 2 art002A complicare il tutto c’è poi la macchinosa parte strategica, quella in cui il giocatore è chiamato a difendere l’anima (denominata Master Ghost) materializzata del proprio personaggio e a distruggere quella avversaria. La Master Ghost spawnerà a sua volta un certo numero di Servant, unità di combattimento e Capture, unità di supporto, entrambe incrementabili ogni volta che si conquista un Ghost, una delle tanti basi collocate nelle arene. I Servants oltretutto sono divisi in classi, ognuna specializzata in compiti particolari, con le proprie forze e debolezze con cui il giocatore deve fare i conti prima di disporla sul campo di battaglia. Esso viene quindi chiamato a difendere la propria Master Ghost, conquistare di volta in volta le Ghost per spawnare i Servants e distruggere infine la Master Ghost avversaria, il tutto mentre si trova a fare i conti con piatti e caotici combattimenti in stile musou. Se solo a leggerla vi sembra complicata e macchinosa, pad alla mano risulta persino peggio di quanto vi possiate aspettare dalla lettura di questa recensione.

 

 

 

 

Contenuti

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UN PUGNO… NELL’OCCHIO!


Guilty Gear 2 art001Sono tante le modalità con cui i ragazzi di Arc System Works hanno infarcito il gioco
: accanto alla classica Campagna troviamo “Esibizione”, in cui ci si può sfidare offline contro la CPU o un altro giocatore, “Allenamento” in cui ci si può esercitare e ideare nuove strategie e “Missione Libera”, serie di missioni e sfide a difficoltà sempre crescente affrontabili con tutti i personaggi sbloccati nel gioco. Ci sarebbe anche una modalità online, peccato che i server siano desolati e non ci giochi praticamente nessuno.

Già nel 2007, anno di uscita del gioco su Xbox 360, il gioco non brillava per un comparto grafico strabiliante. Le texture di qualità bassa, i personaggi modellati in maniera molto spartana (a fronte però di un character design abbastanza eccentrico e interessante) con volti totalmente inespressivi e scenari scarni e anonimi erano cose imperdonabili già allora, e purtroppo nulla è stato fatto sulla versione Steam per ridare lustro all’avventura di Sol Badguy. Ma proprio nulla.
La versione PC è praticamente l’emulazione di quella originale per console Microsoft, niente di più e niente di meno. Non ci sono impostazioni grafiche, non c’è l’opzione di giocare con la risoluzione, il gioco viene eseguito in una finestrella alla sua risoluzione sui 720p espandibile a tutto schermo con la pressione del tasto F11 e basta. Questa opzione oltretutto non viene enunciata per nulla nel gioco e io stesso ho dovuto fare una ricerca sulla pagina di supporto Steam per scoprire questa feature, sennò avrei dovuto giocare Overture in finestra per tutto il tempo. Anche sotto questo punto di vista un fallimento sotto tutti i fronti.
Buona invece la parte relativa all’audio. Al netto dell’abbandono della classica soundtrack metal dei precedenti capitoli, Overture abbraccia un’atmosfera più orchestrale e ambient che rivelerà presto mancare di carattere, nonostante a capo del progetto ci sia il talentuoso compositore Daisuke Ishiwatari, qui forse alla sua prova più anonima. Il doppiaggio originale in giapponese invece risulta davvero ben fatto, in particolar modo azzeccata la voce del protagonista.

C’è poco altro da dire riguardo questo Guilty Gear 2 – Overture. Quando è uscito si è rivelato un esperimento non riuscito, un tentativo maldestro di dare nuove direzioni all’iconica saga principale, un capitolo spin-off che sarebbe presto caduto nel dimenticatoio. Giocato oggi su PC tutti i difetti di allora permangono e nulla è stato fatto per limare anche solo una delle carenze segnalate già all’epoca. E’ comunque un peccato, perché la storia raccontata potrebbe avere un suo contorto appeal e qualche personaggio risulta anche essere abbastanza affascinante, specie per chi ama la cultura animata matrice giapponese. Ma delle premesse interessanti non bastano a salvare l’insalvabile. Sconsigliato praticamente a tutti, se non ai fan irriducibili di Guilty Gear che non l’avessero giocato ai tempi su Xbox 360.

rosso

Good

  • Buon doppiaggio originale.
  • Discreto character design.
  • Le tante modalità lo rendono molto longevo.

Bad

  • Pessimo porting.
  • Graficamente imbarazzante.
  • Narrazione inutilmente verbosa gestita malissimo.
  • Frustrante.
4

Nato pigiando tasti a caso sul Commodore 64, cresciuto tra una partita a The Legend of Zelda e Super Mario Bros, Francesco è stato fulminato sulla via di Damasco da titoli come Xenogears, I Final Fantasy vecchia scuola, Metal Gear Solid, le avventure grafiche e i survival horror dell'era PSX. Fino a quando il medium videoludico racconterà una storia, XenoLink sarà lì pronto a viverle tutte!