"Adesso anche in Technicolor!"

Grand Theft Auto V

Sviluppatore: Rockstar
Distributore: Rockstar
Formato: Digital
Localizzazione: Italiano
Versione Testata: PS5
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Quando è stata annunciata nell’ormai lontano Giugno del 2020, la versione “Next Gen” di GTA V è stata definita, quasi come sottotitolo non ufficiale, “expanded and enhanced” – ossia espansa e migliorata. Nei due anni che ci separano da quel fatidico annuncio, Rockstar ha vissuto un periodo di stasi e incertezze, tra insistenti voci di corridoio che parlano di un possibile development hell per l’attesissimo GTA VI e soprattutto il fallimento di Grand Theft Auto: The Trilogy – The Definitive Edition, vale a dire la versione ammodernata di tre titoli “di culto” dell’era Playstation 2, disgraziatamente piagata da errori di produzione grossolani e lampanti carenze tecniche, tanto da ottenere punteggi ben al di sotto della sufficienza. Dopo un inaspettato posticipo dell’uscita, inizialmente prevista per il novembre dello scorso anno, GTA 5 è finalmente disponibile sugli store online di PS5 e Xbox Series X/S. Non resta che scoprire se i quattro mesi di lavorazione extra sono stati abbastanza e se davvero si tratta di una versione “enhanced & extended” come promesso.

Ritorno a Los Santos

La prima cosa che salta all’occhio all’avvio di GTA V su console next gen, oltre alla velocità di caricamento e installazione del gioco, è la schermata di benvenuto per i nuovi e vecchi giocatori, che ci pone immediatamente davanti alla scelta tra la versione single player del gioco e la sua variante multiplayer, quel Gta: Online il cui successo si è rivelato essere una gallina dalle uova d’oro per Rockstar. Se nove anni fa, su PS3, GTA V era completamente incentrato intorno alle avventure di Franklin, Michael e Trevor in giro per Los Santos, l’aggiunta a posteriori della modalità multiplayer ha cambiato completamente le carte in tavola, tanto che nella versione next gen che abbiamo tra le mani Gta: Online è la prima scelta proposta al giocatore perfino durante il caricamento, un po’ come fosse la “portata principale”.

Parlare della trama del gioco “base”, a questo punto, sarebbe praticamente inutile. In parte poiché nei nove anni che ci separano dalla sua data di lancio originale, chiunque abbia anche solo una remota familiarità col brand ha avuto modo di esplorare in lungo e in largo Lost Santos e dintorni e conoscere le peripezie criminali dei tre protagonisti; in parte perché – nonostante le proteste dei fan – la modalità in single player di GTA V non ha mai ricevuto alcuna espansione ufficiale, e persino le aggiunte di gameplay (visuale in prima persona, nuovi animali, nuove missioni personali per i tre protagonisti) sono semplicemente quelle introdotte durante lo scorso passaggio generazionale (l’update per PS4 e Xbox One, per intenderci).
Sull’altro piatto della bilancia, invece, si pone GTA Online enfant prodige in grado di catalizzare su di sé tutta l’attenzione e il riguardo sia degli sviluppatori che dei giocatori – che ha ricevuto negli anni una quantità incredibile di contenuti che vanno dalla semplice aggiunta di veicoli a intere modalità di gioco alternative (oltre alla possibilità di crearne di proprie), nuove rapine da intraprendere in co-op, la creazione di bande criminali, motociclistiche o di compravendita e perfino micro archi narrativi che proseguono e arricchiscono gli intrecci del gioco in single player.

Numeri e tabelle.

Una volta appurato che l’estensione nella dicotomia “extended and enhanced” si riferisca quasi esclusivamente al versante multiplayer, è tempo di analizzare con perizia l’unico elemento realmente trasversale del prodotto, ossia quei miglioramenti tecnici che promettono di rendere questa versione di GTA V l’esperienza definitiva, almeno su console. Inutile precisare che la versione PC, su hardware più performanti e con la possibilità di applicare una moltitudine di mod per personalizzare l’esperienza, rimane il modo migliore per godere del gioco.

Anche in questo frangente, la parte più importante della discussione è relegata alla presenza di un “selettore di esperienza”, stavolta pensato per dare ai giocatori libertà di scelta riguardo alle migliorie grafiche o di prestazioni di cui vogliono godere. Al primo avvio, senza mettere mano alle impostazioni, GTA V su PS5 e Xbox Series X è impostato sulla modalità “fedeltà grafica” – vale a dire i setting grafici pensati per “stupire” con un florilegio di effetti next gen: risoluzione in 4K nativo, Ray Tracing e un framerate che si attesta attorno alla deludente cifra di 30 frame al secondo. Fortunatamente, dopo appena pochi secondi dall’avvio è possibile accedere al menu impostazioni e impostare uno degli altri due preset offerti dal gioco: la modalità Prestazioni Ray Tracing e la modalità Prestazioni. Entrambe le impostazioni sono mirate per offrire un’esperienza di gioco più fluida, sacrificando la risoluzione (nel caso di Prestazioni RT la risoluzione nativa diventa 1440p dinamici, mentre la semplice modalità Prestazioni offre 1440p fissi – upscalati a 4K con l’aggiunta di un antialiasing piuttosto competente) e alcuni orpelli grafici per raggiungere i tanto agognati 60 FPS, più o meno stabili sia nella versione con ray tracing basilare che senza (ad esclusione, naturalmente, di eventi cataclismici su schermo con centinaia di esplosioni in contemporanea, un evento tutt’altro che raro nel “parco giochi apocalittico” che è Gta Online).

Considerando che, nonostante grandi lavori di ammodernamento “dietro le quinte” come le ombre in ray tracing che sostituiscono le terribili linee spigolose viste nelle versioni per console precedenti, i miglioramenti all’effetto di profondità di campo e soprattutto le migliorie negli effetti di luce e riflessi, lo scheletro di gioco rimane quello del 2013 – con tutti i difetti che ne conseguono.
I modelli dei personaggi, soprattutto nei visi, iniziano a dimostrare la propria età, così come molte texture che ormai appaiono slavate e creano uno stacco notevole con il resto del gioco. Anche l’effetto pop-in di texture ed elementi del paesaggio, continua a diventare evidente e invadente – soprattutto mentre si guida a velocità elevate nella modalità a 60 FPS.

Parliamo di soldi

Se la recensione, fino a questo punto, potrebbe sembrare eccessivamente critica o focalizzata sugli elementi negativi di una terza release dello stesso gioco con relativamente pochi miglioramenti incollati sopra, basta poco per risollevare le sorti dell’intera operazione. Per il primo periodo post lancio, ossia fino al 14 Giugno, Gta V è offerto agli abbonati PS+ al costo di dieci euro (chi fosse interessato al solo elemento online può invece scaricarlo gratuitamente come parte del programma plus), mentre su Xbox Series X|S il costo è di 19,99 euro – più alto, ma comunque dimezzato rispetto al “prezzo pieno” che subentrerà dopo il 14 Giugno portando il costo complessivo dell’update a 39,99 euro. Considerato che Rockstar ha incluso nell’upgrade una nuova modalità di “scelta di carriera” per chiunque voglia creare un nuovo personaggio multiplayer e che tale funzione include un “bonus” iniziale di quattro milioni di valuta in-game per il gioco online (per capirci, acquistando con soldi reali le famigerate “Shark Cards” una somma del genere verrebbe a costare più di 38 euro – soltanto per la valuta di gioco), l’offerta è decisamente ghiotta, soprattutto per chiunque ami il caos primordiale di GTA Online.
Coloro che invece speravano di trovare nuove aggiunte alla modalità single player, o anche semplicemente l’introduzione di nuove rapine o piccole linee narrative resteranno probabilmente un po’ delusi, ma anche le sole migliorie tecniche e la possibilità di giocare – finalmente – il gioco a 60 FPS valgono bene il costo del biglietto d’ingresso, specialmente se “ridotto”.

verde

Dopo nove anni dalla data di lancio originale, GTA V continua a far strage di cuori tra i giocatori e questa sua versione “next-gen” è un ottimo punto di ingresso per chiunque abbia ignorato il gioco per una decade e un buon punto di rientro per chiunque cominci a provare un po’ di nostalgia di Los Santos.

Good

  • Fluidità e velocità di caricamento fanno la differenza.
  • Los Santos è ancora un immenso parco giochi.
  • La modalità online è ancora più ricca di attività.

Bad

  • Nessuna espansione alla trama e alle meccaniche della modalità single player.
  • Nonostante il vestito nuovo, inizia a mostrare la sua età.
7.5

A differenza degli altri mammiferi, non è capace di mantenere la temperatura corporea costante: a causa di questa caratteristica, che lo rende simile ai rettili, il recensore vive tra console accese e schede video surriscaldate per tutto l'anno. La sua caratteristica lentezza lo rende la preda perfetta per il Caporedattore Horribilis. Abbandona il suo nido di cavi e controller solo occasionalmente, per nutrirsi e leggere e scrivere storie di fantascienza.