Sulle spalle di Zeld... dei giganti!

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Genshin Impact

Sviluppatore: miHoYo
Distributore: miHoYo
Formato: Digital
Localizzazione: Inglese
Versione Testata: PS4 e PC

Genshin ImpactSi dice comunemente che chiunque voglia sperare di avere successo in qualsiasi campo debba mettersi umilmente in piedi “sulle spalle dei giganti” – un modo semplice per dimostrare come che qualsiasi opera di ingegno, dal trattato scientifico al capolavoro artistico, si basi sulle solide fondamenta che i predecessori hanno gettato in passato. Se un’opera imponente come Dune non nasconde fortissime ispirazioni shakespeariane e buona parte della cinematografia si fregia di inquadrature e tecniche di ripresa rese celebri da Kubrick, perché mai i videogiochi dovrebbero nascondere le loro fonti d’ispirazione e simulare una falsa originalità che, nel mondo della creatività, ha davvero poco valore?
Genshin Impact, gioco d’azione open world e free-to-play sviluppato dalla cinese MiHoYo (già responsabile di un titolo mobile, Honkai Impact 3rd, dalla notevole qualità grafica ma noto per le pratiche commerciali estremamente aggressive), mette subito le carte in tavola scegliendo The Legend of Zelda: Breath of the Wild come sua principale fonte d’ispirazione. Anche senza l’esplicita dichiarazione presente nella press release, basterebbe un’occhiata al suo open world in cel shading nel quale le interazioni elementali la fanno da padrone per rendersi conto dello strettissimo rapporto di vicinanza con il titolo Nintendo. Eppure, sarebbe quantomeno un po’ ingenuo da parte nostra limitarsi a constatare questa somiglianza e liquidare Genshin Impact come un semplice clone.

La storia di Genshin Impact (illustrata anche attraverso un notevole webcomic commissionato dalla stessa MiHoYo, disponibile a questo indirizzo) si apre seguendo le disavventure di Aether e Lumine, due gemelli “outlanders” – ovvero persone in grado di saltare da una dimensione all’altra – che vengono intercettati da una misteriosa dea durante uno dei salti dimensionali. Al termine di una breve scena di combattimento l’entità li separa e li priva della loro capacità di salto dimensionale. Una volta scelto quale dei due personaggi interpretare, veniamo scagliati nel pianeta di Teyvat – un mondo in lento recupero da una calamità che 500 anni prima ha quasi cancellato la civiltà e che presenta un livello tecnologico molto simile al nostro medioevo.

Genshin ImpactAppena prese le redini del nostro personaggio e subito dopo aver fatto la conoscenza di Paimon (l’entità che ci fa da guida per il resto del gioco) veniamo sottoposti a un velocissimo tutorial e introdotti al secondo personaggio giocabile, la bella arciera Amber. In questo modo ci viene illustrata una delle meccaniche più importanti di Genshin Impact, vale a dire la capacità di cambiare personaggio giocabile alla sola pressione di un tasto.

Al momento del lancio, nel gioco sono presenti 23 personaggi di cui è possibile prendere il controllo, tutti provvisti di quest dedicate alla scoperta della loro storia personale. Alcuni sono disponibili semplicemente completando le avventure della storia principale, mentre altri (i più forti e desiderati) possono essere acquisiti solo tramite “pescate” fortuite chiamate wish, una meccanica gacha game che è la vera spina dorsale del gioco. – Ogni quest o sidequest completata, infatti, ci regalera una modesta quantità di “primogems”, moneta che può essere scambiata per gli “Aquaint Fates”: questi ultimi ci permettono di tentare la sorte e provare a ricevere un nuovo personaggio, anche se molto più spesso regaleranno armi e materiali per il potenziamento delle stesse.

Ogni personaggio ha un proprio stile di combattimento – gestito in tempo reale in modo non dissimile da un NieR: Automata, al quale sono ispirate anche alcune animazioni – e differenti mosse speciali, armi e statistiche personali. Il tutto è gestito da un sistema di level up e crescita basato sul loot sui wish: ogni arma o personaggio duplicato possono essere infatti utilizzati come “materiale di evoluzione” per i propri simili.

UN MONDO VIVACE E INTERESSANTE

Teyvat, a conti fatti, è un enorme parco dei divertimenti pieno di piccole attività ad ogni angolo: c’è sempre uno spiritello da seguire, un accampamento di hilichurls da battere per avere accesso al forziere nascosto, un enigma ambientale che sblocca tesori, e così via. L’esplorazione è concepita al solo scopo di ottenere primogens per poter finalmente sperare di ricevere il proprio personaggio preferito. Sia chiaro: questo non significa che il mondo di gioco sia completamente senz’anima, tutt’altro. L’impegno profuso dagli sviluppatori nel creare una lore intricata, presentata attraverso una moltitudine di libri che si rivelano veri e propri “muri di testo”, è più che ammirevole. Spesso, il solo gironzolare per le due grandi città e i numerosi piccoli borghi al solo scopo di chiacchierare con gli abitanti consente di scoprire piccole sottostorie di amori, gelosie e intrighi che rendono il setting attivo e brulicante di vita in modo non dissimile da quello di un qualsiasi Fable.

Genshin ImpactSul lato sonoro, oltre a delle musiche non certo in stato di grazia ma in grado di accompagnare con garbo la nostra avventura senza mai essere troppo invadenti, troviamo un mastodontico lavoro di doppiaggio disponibile in inglese, coreano, cinese e giapponese. Ogni personaggio giocabile vanta tantissime linee di dialogo, molte delle quali disponibili per l’ascolto in qualsiasi momento nella propria schermata status.

Allo stato attuale sono state inserite solo due grandi città: Mondstadt, dal sapore decisamente europeo con i suoi muri di cinta di nuda roccia, e la città portuale di Liyue, che con le sue architetture in legno e lacca ha un’ispirazione smaccatamente orientale. La promessa di MiHoYo è che con le nuove espansioni gratuite il gioco verrà costantemente arricchito di zone esplorabili – incluse cinque nuove città – e nuovi personaggi giocabili da ottenere tramite le pescate.

Genshin ImpactAl prezzo di alcune perdite di frame e problemi di pop-up, specialmente su PS4, Genshin Impact porta su schermo un mondo dall’aspetto gradevole e bucolico, con effetti climatici e cambi d’atmosfera che differenziano le diverse regioni.

Genshin Impact

Come già in Breath of the Wild, le ambientazioni producono una continua sensazione di wanderlust: il giocatore si lascia cioè facilmente prendere dal desiderio di trovare nuovi ingredienti per cucinare un piatto ristorativo, dalla voglia di raggiungere una nuova torre d’osservazione per sbloccare un’altra porzione di mappa o anche solo dalla curiosità di vedere cosa si nasconde dietro una montagna all’orizzonte. I personaggi principali, poi, pur incarnando la quintessenza dello stereotipo “anime” (giovani ragazze ammiccanti, bei tenebrosi e affascinanti streghe) sono rappresentati in modo competente; ogni giocatore troverà nel cast uno stereotipo capace di accendere il proprio interesse, complice anche il cel shading di buona fattura che trasforma i modelli in veri e propri disegni in movimento. Minore attenzione è stata posta, purtroppo, per gli NPC che popolano ogni angolo di Teyvat, che risultano dimenticabili e ripetitivi. Anche i dungeon che si devono affrontare collateralmente al mondo principale sono quasi tutti suddivisi in stanzoni di pietra dall’aspetto quasi identico tra loro e affollati di orde di nemici generici.

Avvertenza importante: coloro che ne hanno seguito con più attenzione lo sviluppo ricorderanno che Genshin Impact era stato presentato come un “quasi MMO”, e ciò ha creato la falsa illusione di potersi trovare in un mondo condiviso da più giocatori. La funzionalità “social” del gioco, invece, si limita a permette ai giocatori nella lista amici di creare un party condiviso e visitare temporaneamente l’istanza dell’altro giocatore senza però poter interagire propriamente con il suo mondo.

Se consideriamo la sua natura di free-to-play e il suo focus su pratiche gacha non a tutti gradite, Genshin Impact resta comunque un piccolo gioiellino pieno di trascurabili difetti: tra gli altri, segnalamo una trama spesso molto ingenua, il fatto che non ci si possa muovere nei menu con le frecce direzionali, e il maldestro funzionamento della ruota di selezione rapida. Merita in ogni caso di essere provato per riscoprire quella stessa fascinazione fanciullesca che ci ha portati a esplorare ogni angolo di Hyrule o trovare ogni stella in Mario 64. La speranza è che, a questo punto, anche le grandi software house capiscano che non serve fingere di saper reinventare la ruota ogni volta: spesso, basta un po’ di umiltà e la capacità di salire sulle spalle dei giganti per ottenere buoni risultati.

La seconda opinione

Genshin Impact sarebbe, sulla carta, quanto di più distante dai miei gusti personali e dalla mia esperienza pregressa di giocatore. Nonostante ciò, è davvero difficile non lasciarsi attrarre dal fascino di un universo certamente (molto) derivativo, ma allo stesso tempo dotato di una invidiabile “croccantezza” fisica che rende l’esplorazione piacevole e divertente. Si passa facilmente sopra un’interfaccia non sempre limpida e controlli migliorabili. Considerato che si tratta di un titolo gratuito, vale decisamente la pena fare un tentativo.

Ilya Muromets

Voto: 7.5

Good

  • Free-to-play
  • Tantissime cose da fare
  • Comparto artistico piacevole e funzionale

Bad

  • Il sistema gacha...
  • Eccessivamente dispersivo
  • Per ora, non c'è l'italiano
8

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A differenza degli altri mammiferi, non è capace di mantenere la temperatura corporea costante: a causa di questa caratteristica, che lo rende simile ai rettili, il recensore vive tra console accese e schede video surriscaldate per tutto l'anno. La sua caratteristica lentezza lo rende la preda perfetta per il Caporedattore Horribilis. Abbandona il suo nido di cavi e controller solo occasionalmente, per nutrirsi e leggere e scrivere storie di fantascienza.