Far Cry: New Dawn

Simone

Far Cry: New Dawn

Sviluppatore: Ubisoft Montreal
Publisher: Ubisoft
Genere: FPS Open World
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 18+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Chi conosce la saga di Far Cry, longeva IP targata Ubisoft, sa bene a cosa va incontro ogni volta che imbraccia le armi e si scaglia contro il cattivone di turno. E’ passato ormai un anno dall’uscita di Far Cry 5 (qui la mia recensione) e, di punto in bianco, ci si ritroverà di nuovo ad attraversare le strade di una nuova Hope County. Abbandonato il setting realistico che tante polemiche aveva scatenato ai tempi sui social, Far Cry New Dawn immerge il giocatore in uno scenario post-apocalittico un po’ diverso da come spesso lo si immagina. Niente terre deserte e devastate da bombe atomiche, o comunque non dove si svolgeranno gli eventi di gioco. Fiori sgargianti e scagnozzi malvestiti sono in attesa degli ignari esploratori.

Il folle predicatore Joseph Seed e la sua setta di fanatici sembrano ormai scomparsi, spazzati via insieme a tutto il resto dalle esplosioni atomiche che hanno sconvolto il Montana. Diciassette anni sono passati ed Hope County sembra radicalmente cambiata: le radiazioni hanno mutato l’ambiente circostante trasformando la regione in una landa quasi “incantata” a vedersi. Fiori dai colori sgargianti, acque cristalline ed animali dagli strani colori rendono la nuova Hope County un luogo fatato, davvero simile al “Nuovo Eden” profetizzato da Joseph Seed anni prima. E’ curioso notare, ad eventi avvenuti, quanto realistiche ed azzeccate fossero le parole del capo della setta Eden’s Gate. Nei panni di un nuovo avventuriero, il giocatore sarà chiamato ad affrontare una nuova minaccia: i violenti attaccabrighe Guerrieri della Strada, versione rosa shocking dei cattivi di Hokuto No Ken e guidati da una coppia di gemelle dal grilletto facile. Riuscirà il nuovo eroe di Hope County a ristabilire l’ordine in una terra ormai senza legge?

APOCALISSE MORBIDA

Far Cry New Dawn ha un problema principale rispetto al gioco precedente: la mancanza di un villain convincente. Sebbene i Guerrieri della Strada assolvano bene il loro compito di “cattivi ignoranti da massacrare” manca un leader interessante che porti il giocatore a combattere attivamente. Di fatto si tratta di teppisti qualunque meglio armati e con un minimo di organizzazione: le due leader non sono differenti purtroppo. Si rimpiange in fretta il fanatismo religioso dell’Eden’s Gate, i carismatici capi della setta e le vicende narrate nel gioco precedente. Nonostante i numerosi richiami ad eventi passati, la narrazione non convince e ci si ritrova presto a vagare senza un interesse particolare verso gli avversari. Un vero peccato, considerato il valore aggiunto portato in Far Cry 5 dalla presenza di nemici convincenti e ben concepiti. Per quanto riguarda gli “amici” invece a questo giro avremo a che fare con gli speranzosi abitanti di Prosperity, gente perbene in un mondo cattivo che spera di ricostruire una comunità dalle ceneri nucleari che hanno devastato il mondo.

Se nel titolo precedente si era (proprio su queste pagine virtuali) contestata la presenza di elementi “deus ex machina” che permettevano di eliminare ogni pianificazione in favore di assalti armati ignorantissimi, in Far Cry New Dawn abbiamo nuove armi fondamentalmente invincibili. E’ il caso del famigerato Sparaseghe (!!) arma che viene consegnata quasi immediatamente nelle mani del giocatore a costo zero e che si rivela di fatto l’oggetto più potente del gioco in grado di risolvere la maggior parte delle situazioni. Considerato questo difetto (non da poco) il titolo si comporta come qualunque altro capitolo della serie, salvo alcune sostanziali modifiche che avrebbero dovuto sistemare le meccaniche di gameplay ma in realtà aprono ulteriori interrogativi. La scelta di inserire veri e propri elementi RPG come i livelli per i nemici è curiosa: di fatto è impossibile effettuare attacchi furtivi contro nemici di livello superiore al tratto specifico, ovviamente da acquistare nel menu tramite punti esperienza accumulati tramite sfide e ricerche sul campo. In aggiunta il giocatore avrà la possibilità di sviluppare la colonia Prosperity ed altri elementi tramite l’acquisizione di prezioso etanolo: tale importante risorsa è ottenibile dopo aver conquistato avamposti nemici oppure rubando risorse da trasporti vaganti. E’ quindi possibile trovare elementi RPG ed anche strategici in questo episodio della saga: un gran calderone di “roba” che funziona fino ad un certo punto, limitando più che migliorando le possibilità del giocatore.

Per il resto si trovano i classici difetti che i giocatori veterani della serie non tarderanno a riscoprire: IA dei nemici che passa da momenti di sonno totale ad allerta istantanea per ogni granello di polvere sollevato, alcuni bug qui e là ed un mondo ampio dove si possono affrontare varie missioni in ordine sparso. Un open world con meccaniche shooter, stealth, RPG, strategiche e quant’altro. Il risultato: un guazzabuglio un po’ disordinato con alcune cose che funzionano ed altre meno.

Pollice alzato per il comparto tecnico: uno stile grafico intrigante e textures di alta qualità mostrano in modo convincente un mondo post-apocalittico curiosamente fuori dagli schemi per scelta di colori dominanti. A parte i soliti bug ai quali Ubisoft ha ormai assuefatto gran parte dell’utenza non c’è molto altro da segnalare. Convincente anche il comparto sonoro che può vantare temi musicali convincenti ed un ottimo doppiaggio in lingua italiana.

Un gioco fondamentalmente discreto questo Far Cry New Dawn, benchè rappresenti un mezzo passo all’indietro rispetto al gioco precedente. Se si svuota il comparto narrativo e si aggiungono limitazioni forti in un open world, l’esperienza risulta inevitabilmente mozzata in buona parte. Tutto ciò che di buono ha la serie Far Cry è comunque presente. Fate vobis.

 

 

 

 

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Far Cry: New Dawn ripropone uno schema: quello visto in Far Cry 5. Il problema è il modus operandi degli sviluppatori che, nel tentativo di sistemare i difetti riscontrati nel titolo precedente, hanno imposto limitazioni specifiche senza accomodare tutto il resto. Armi tremendamente potenti fanno il paio con la solita IA traballante, ma questa volta abbiamo anche nemici poco caratterizzati. Per il resto è il classico Far Cry con qualche spintarella RPG atta a rendere l’esperienza differente. Un titolo discreto tutto sommato.

giallo

Good

  • Tecnicamente ottimo a livello grafico e sonoro.
  • Interessanti alcuni spunti RPG inseriti nelle meccaniche di gameplay.

Bad

  • Nemici ridotti quasi al ruolo di comparse a livello di caratterizzazione.
  • IA e meccaniche di gioco traballanti.
  • Niente di nuovo sotto il sole a tutti i livelli.
7

Simone
Entrato nel castello di Dracula negli anni '80, non ne è più uscito e vaga per i saloni in 8-bit chiedendosi che fine abbiano fatto i bei videogiochi di una volta