Once More With Feeling

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Dark Souls III: The Ringed City

Sviluppatore: From Software
Publisher: Bandai Namco
Genere: Action RPG
Disponibile: Digital+retail (Game of the year)
PEGI: 18+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PS4
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

“Vorrei che non finisse mai”, è forse il desiderio più comune tra le persone felici. Che si tratti di una relazione amorosa, di un cibo particolarmente buono o persino di un videogioco dalle chiare tendenze sadiche,  la sensazione che non ne avremo mai abbastanza ci porta a desiderare sempre di più, facendoci scordare per qualche tempo come la ripetitività e la monotonia siano sempre in agguato, pronte a farci detestare anche ciò che un tempo amavamo alla follia. L’unico rimedio a questo lento e inesorabile decadimento, almeno nelle opere d’ingegno, è quello di mettere la parola “fine” al momento giusto, permettendo alla storia in questione di terminare naturalmente una volta espresso il suo pieno potenziale, piuttosto che lasciarla trascinare per decenni pur di cavalcare l’onda del successo.

Se le promesse di From Software verranno mantenute (e se bieche operazioni commerciali non forzeranno la mano dei creatori), The Ringed City potrebbe essere per davvero l’ultimo capitolo di una saga che è riuscita a ritagliarsi con la forza bruta un posto d’onore nell’olimpo videoludico.

UN’EPILOGO DOVUTO

A fare da sfondo all’ultimo giro di giostra degli appassionati nel tetro mondo di Dark Souls sono due nuove aree, il Cumulo dei Rifiuti e la titolare Città ad Anelli, due luoghi che – a differenza dei precedenti DLC della saga – non si pongono come semplici scenari bonus del mondo di gioco, ma essendo accessibili solo tramite l’ultimo falò, rendono immediatamente chiaro come The Ringed City sia pensato come “vera” conclusione del gioco, un extra da affrontare solo una volta portata a termine la storia principale.

È proprio in quest’ottica che bisogna affrontare e analizzare questo contenuto aggiuntivo, che soprattutto nella fase iniziale sembra impegnarsi attivamente per frustrare il giocatore con una serie di trovate piuttosto infelici; per certi versi queste novità sembrano ricordare le peggiori meccaniche di Dark Souls II: nemici decisi a balzare in gruppo sul malcapitato giocatore, trappole ambientali che sembrano premiare più il trial and error che l’attenzione e l’abilità e un nuovo genere di avversario che bersaglia dalla distanza, obbligandolo a scattare da un punto sicuro all’altro punendo ogni errore con una morte quasi assicurata.

Questa corsa forzata, inoltre, non giova proprio alla godibilità del Cumulo dei Rifiuti, il cui punto forte è indubbiamente l’architettura escheriana che stravolge l’orientamento del giocatore, proiettandolo in un contorto guazzabuglio di architetture appartenenti ai momenti topici della saga, stavolta sapientemente rivoltate su loro stesse e ripresentate da angolazioni impensabili, scenari ricchi d’atmosfera e ricordi che raramente il giocatore ha avuto modo di apprezzare in precedenza. Fortunatamente i NPC che popolano quest’area, pur mantenendo i dialoghi tipicamente ermetici, lanciano più di un suggerimento al giocatore riguardo il lore della serie, informandoci che nel Cumulo dei Rifiuti tutti i regni trovano la loro congiunzione, quasi invitandoci a osservare con sguardo più attento in cerca di riferimenti ai capitoli precedenti.
Il viaggio che ci porta attraverso questa prima metà del contenuto scaricabile, seppur periglioso, sembra sin troppo affrettato nel riproporre scenari così diversi tra loro, e il passaggio da un’area alla successiva, quasi sempre segnato da un salto nel vuoto verso un baratro sempre più profondo, finisce per creare un collage troppo disomogeneo, rovinando un po’ quell’aura di mistero e sorpresa che accompagna l’accesso a una nuova zona durante il gioco principale.

A regalare nuovamente al giocatore quel sense of wonder, che sembrava ormai spento come le ultime fiamme del titolo, è l’ingresso nella seconda metà del DLC, quella Città ad Anelli, da cui l’espansione prende il titolo.
Una volta superati i boss guardiani della prima zona, che ricordano molto da vicino gli altri “scontri di coppia” della serie (in special modo gli insopportabili Maneater di Demon’s Souls e Ornstein e Smough del primo capitolo), il tono muta in modo repentino, abbandonando i lugubri scenari coperti di cenere nivea e portandoci invece in una soleggiata e verdeggiante cittadella dall’architettura alto medievale.

È in quest’area, molto più spaziosa e ben coordinata della precedente, che il DLC riesce veramente a risplendere di luce propria: man mano che ci si avventura tra i vicoli e le stanze della Città ad Anelli le atmosfere si fanno sempre più vicine a quelle “canoniche”, con scontri all’ultimo sangue con i nemici cavalieri che proteggono i saloni e nuove aree, spaziose e ricche di segreti, come la grande palude. A rendere ancora più aspra la competizione, per la gioia dei giocatori più hardcore, sono i tre boss che presiedono questa seconda parte del contenuto scaricabile, due dei quali sono necessari per il completamento della storyline, mentre l’ultimo, davvero colossale e in grado di mettere alla prova anche il più agguerrito tra i fan, è uno scontro opzionale pensato come vero e proprio “test finale”.

La città ad Anelli è un DLC atipico, che richiede al giocatore una grossa dose di pazienza durante un poco lusinghiero primo impatto. Una volta superata la prima area, però, la perseveranza paga, e vien da sé che l’opportunità di mettere la parola fine alla trilogia di Dark Souls in puro stile From Software valga da solo il biglietto: con scontri epici, personaggi non giocanti che offrono criptici frammenti della storia del mondo di gioco e una conclusione cupa e tutt’altro che roboante, simile a una fiammella che viene smorzata per l’ultima volta, sino a spegnersi definitivamente.

 

 

 

 

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In definitiva, pur non introducendo nuove meccaniche rivoluzionarie e presentando una prima metà molto sottotono rispetto al resto del contenuto, The Ringed City è un DLC che vale indubbiamente il prezzo di ammissione, soprattutto per coloro che dopo ben tre giochi, non si sentono ancora pronti a lasciar andare la saga.

verde

Good

  • Ricco di contenuti.
  • Boss impegnativi ed evocativi.
  • Espande - completandolo - il lore della serie.

Bad

  • Prima metà frustrante e poco ispirata.
  • Non introduce nuove meccaniche se non un nuovo patto.
7.5

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A differenza degli altri mammiferi, non è capace di mantenere la temperatura corporea costante: a causa di questa caratteristica, che lo rende simile ai rettili, il recensore vive tra console accese e schede video surriscaldate per tutto l'anno. La sua caratteristica lentezza lo rende la preda perfetta per il Caporedattore Horribilis. Abbandona il suo nido di cavi e controller solo occasionalmente, per nutrirsi e leggere e scrivere storie di fantascienza.