Spade & Loli

Simone

Croixleur Sigma

Sviluppatore: Souvenir Circ.
Publisher: Playism
Genere: Hack’n’slash
Disponibile: Digital
PEGI: 12+
Lingua: Inglese
Versione Testata: Nintendo Switch
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Nintendo Switch significa principalmente porting? A questo punto, sembrerebbe proprio che sia così. La lista dei titoli “trasportati” sulla console ibrida della grande N in questi primi due anni di vita è del resto lunghissima, e sembra che la tendenza non accenni a scemare. Ora è la volta di Croixleur Sigma, gioco già rilasciato per altre piattaforme nell’ormai lontano 2016 (ma ormai non più disponibile su Steam) e rispolverato per offrire agli utenti Nintendo un action frenetico, in attesa del prossimo episodio della serie Bayonetta. Siamo su due piani molto diversi sia per valori di produzione che per ambientazione/trama, ma l’opera targata Souvenir Circ./Playism può regalare ottime sensazioni agli affamati di combattimenti al cardiopalma.

Ci troviamo in un regno lontano lontano in ambientazione fantasy (oh noes!), pacifico da decenni grazie all’illuminata guida della regina di turno. Due fazioni, una di retaggio nobiliare e l’altra di origini militaristico/cavalleresche, si contendono a scadenza regolare il privilegio di poter formare la guardia personale della regina tramite una serie di prove. Una misteriosa e antichissima torre rappresenta il “ring” sul quale si scontrano le due fazioni: si passa magicamente da un piano all’altro e centinaia di mostruose creature appaiono dal nulla pronte ad affettare i malcapitati contendenti. Colui che riesce a resistere garantisce alla propria fazione l’onore di formare la difesa personale della regina.

TAGLIA & AFFETTA

Tralasciando l’ambientazione fantasy colorata che mescola elementi del Rinascimento europeo con influenze gotico/ottocentesche – già vista ovunque in produzioni nipponiche – occorre innanzitutto menzionare la terrificante caratterizzazione dei personaggi principali. Naturalmente si tratta di ragazzine, dotate di vestiario che ricalca lo stile gothic lolita ma con forti influenze desunte dalle divise scolastiche, per indicare l’inquadramento in due differenti casate. Perchè “terrificante caratterizzazione”? Perché in Croixleur Sigma si passa da uno stereotipo all’altro: la tizia allegra e spensierata/risoluta fa il paio con quella seria che parla solo di doveri e missioni, per poi passare alla pacata “follower” della più frizzante controparte figlia-della-regina. Il tutto viene condito con abbondanti allusioni a relazioni saffiche, per puro amore del fanservice: non che ci sia qualcosa di male, sia chiaro, ma incontrare per l’ennesima volta gli stessi stereotipi da shojo/shonen inizia a diventare difficile da digerire.

Tutto il resto, per fortuna, funziona molto meglio. Come già accade nella più celebre serie Touhou, infatti, la trama scarna e i personaggi stereotipati fanno da semplice cornice ad un gameplay molto più interessante: Croixleur Sigma è di fatto un hack & slash a livelli con tanto di timer ad esaurimento, contro il quale competere costantemente. Sebbene il gioco non abbia neanche lontanamente la profondità di combat system che è possibile trovare nella serie Bayonetta, tutto funziona molto bene. Ogni personaggio dispone di quattro armi intercambiabili con quelle acquisite già durante la progressione: le armi si possono piazzare su uno specifico tasto e sono richiamabili premendo quel tasto in contemporanea al grilletto ZL. Così facendo viene rilasciato l’attacco speciale dell’arma in questione, automaticamente equipaggiata per l’utilizzo standard. In aggiunta alle varie armi il giocatore può saltare, attaccare in aria ed utilizzare una sorta di “dash” in avanti che ha un costo in Magic Points. La gestione dei MP è fondamentale per sopravvivere a lungo poiché, nonostante si ricarichino abbastanza in fretta, è facile esaurirli rapidamente nelle sessioni più frenetiche.

I nemici sono numerosi e ci si ritrova spesso circondati: l’abilità di “dashare” in avanti e mescolare salti ad attacchi normali/speciali diventa fondamentale. Il combat system, per quanto complesso, si riduce poi alla pressione rapida e ripetuta di alcuni tasti e per questo motivo la noia potrebbe far capolino abbastanza in fretta. Ma si tratta comunque di un problema secondario: il gioco si difende bene portando il giocatore ad affrontare sfide assai intense che mettono a dura prova anche i riflessi più rapidi. Le monete guadagnate nei livelli (oro e argento) servono sia al potenziamento delle abilità, sia all’acquisto di oggetti cosmetici per le protagoniste; un must nelle produzioni nipponiche che riporta alla mente la serie Senran Kagura. Le armi invece sono equipaggiabili a partire dalla run successiva: un approccio quasi roguelike se vogliamo, che si associa bene alle modalità alternative alla classica “story mode” e che si rivelano utili in termini di longevità. Un titolo ben costruito questo Croixleur Sigma, che su Nintendo Switch dà il meglio di sé grazie ad un eccellente lavoro di ottimizzazione: il gioco va alla grande sia in versione docked che in versione portatile.

 

 

 

 

Dove posso acquistarlo?

PS Store

Croixleur Sigma è un titolo di buona qualità che su Switch trova una nuova “casa”. Il gioco è perfettamente ottimizzato per la console ibrida Nintendo e mostra i muscoli con un gameplay appassionante basato su riflessi ed azione al cardiopalma. I difetti? Una certa ripetitività causata principalmente da ambientazione scarna e nemici poco ispirati che fa il paio con una trama che definire scontata e stereotipata è un complimento. Alla fine però la fa da padrone il gameplay, e su quel fronte il divertimento è assicurato.

semafori indie-03

Good

  • Gameplay frenetico ed appagante.
  • Ben ottimizzato per Nintendo Switch sia in versione docked che portatile.
  • Un connubio che farà felici i fan di titoli giapponesi...

Bad

  • ...ma che rivela una struttura narrativa scarna e stereotipata.
  • Combat system a volte difficile da padroneggiare.
7

Simone
Entrato nel castello di Dracula negli anni '80, non ne è più uscito e vaga per i saloni in 8-bit chiedendosi che fine abbiano fatto i bei videogiochi di una volta