Turbo Nostalgia

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Crash Team Racing Nitro-Fueled

Sviluppatore: Beenox
Publisher: Activision
Genere: Racing game
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 3+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PS4
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Correva l’E3 2016, precisamente durante la conferenza PlayStation (ricordate che c’era anche una conferenza PlayStation? Bei tempi…), quando Shawn Layden, presidente di Sony Interactive Entertainment and Worldwide Studios, faceva la sua entrata trionfale sul palco accompagnato dal main theme di Crash Bandicoot e della sagoma del celebre marsupiale come ombra (tra l’altro è fantastico notare come molti presenti non abbiano riconosciuto il tema musicale). L’evento segnava il tanto agognato annuncio del ritorno della trilogia originale di Crash Bandicoot, ma, si sa, i fan non sono mai contenti e bramano subito una novità dietro l’altra: ecco dunque il ritorno di Crash Team Racing, o più semplicemente CTR, come è noto a tutti. Sebbene i nostalgici dell’era PlayStation 1 abbiano potuto già assaporare la Spyro Reignited Trilogy verso la fine del 2018, la loro fame di ricordi è ancora tanta, e Activision sa bene che nulla è più redditizio della nostalgia.

Dopo aver stuzzicato la fantasia dei fan consegnando a influencer e giornalisti del settore alcuni dadi arancioni da appendere in macchina, il publisher ha colto l’opportunità data dal palcoscenico dei The Game Awards 2018 per annunciare la versione modernizzata di CTR: Crash Team Racing Nitro-Fueled, a.k.a. il titolo analizzato in queste righe. Qualche mese dopo, precisamente il 21 giugno di quest’anno, fan di vecchia data e nuovi giocatori (sotto si spiegherà perché quest’ultimi potrebbero essere meno entusiasti dei primi) hanno potuto riaccendere il motore dei kart rimasterizzati e tornare a sfrecciate a suon di turbo nella Baia di Crash o nella Rocca del Dr. Cortex e le sue curve a spigolo. Nonostante una leggera modifica del feeling dei Kart, scelta dovuta – e forse doverosa – per rendere la maneggevolezza dei veicoli più moderna e immediata – il resto sembra essere rimasto come era nei ricordi dei giocatori dal lontano 1999, e questo potrebbe non essere necessariamente un bene. Per quanto sia doveroso precisare che si tratta di un gioco di vent’anni fa, non tutti gli elementi sono invecchiati a dovere, e – come spesso accade – la memoria del videogiocatore tende ad addolcire i difetti delle produzioni che hanno segnato i momenti più felici dell’infanzia/adolescenza.

KART, MARSUPIALI E ALIENI

Tengo a precisare che giocando a Crash Team Racing Nitro-Fueled è incredibile pensare al gioco che erano riusciti a concepire i Naughty Dog. Nonostante il percorso dei Kart Racing fosse stato aperto da Super Mario Kart nel 92’ e il genere potesse contare già di titoli quali Mario Kart 64 e Diddy Kong Racing, lo spin-off di Crash introduceva elementi innovativi, pur attingendo dai titoli appena citati. Le basi erano le stesse: un sistema di guida arcade, personaggi carismatici e differenziati da caratteristiche differenti al fine di dare un feeling alla guida vario e, naturalmente, una buona dose di oggetti atti a creare caos. Ma l’elemento che differenziava CTR dagli altri giochi era la modalità storia, la quale forniva un primitivo ed accennato elemento narrativo che giustificava il susseguirsi di sfide e che – in questa nuova edizione – vanta tre livelli di difficoltà. Per farla breve, il buon Crash e la fida Coco vengono interrotti da Nitros Oxide, un alieno che minaccia di trasformare il pianeta Terra in un immenso parcheggio. Naturalmente c’è un “ma”: Oxide concede al marsupiale arancione la possibilità di salvare il suo mondo, a patto di riuscire a sconfiggerlo in una gara di velocità. Una trama assurda, volutamente assurda: gli sviluppatori hanno infatti rivelato che la loro intenzione era introdurre un alieno come antagonista al fine di uccidere l’interesse del pubblico per Crash, in quanto Naughty Dog aveva già pianificato di voltare pagina. Ironico come il gioco sia ancora venerato da molti vent’anni dopo, Oxide incluso. Escamotage narrativo a parte, il giocatore si trova quindi a dover sconfiggere i migliori piloti del mondo per poter sfidare Oxide, questo si traduce in un hub diviso in 5 macro-aree nelle quasi si trovano i portali per accedere alle diverse piste di gioco. Vincendo le gare di ogni zona, si ottiene la possibilità di sfidare un boss. Questi sono introdotti da cutscene totalmente nuove che conferiscono molto più carisma a ciascun personaggio. I boss vengono affrontati da soli, non ci sono gli altri NPC e il tutto si traduce in sfide 1 vs 1; a colmare la mancanza degli altri avversari, il Papu Papu di turno è dotato di un numero infinito di oggetti disseminabili attraverso i circuiti di gioco allo scopo di infastidire il giocatore.

Si nota subito un problema tipico dei racing games di vecchia data: il cosiddetto effetto elastico. In cosa consiste? Praticamente, ogni volta che il boss viene superato, la sua velocità aumenta improvvisamente, cosicché si ricava la sensazione di essere superati ingiustamente. Di contro, quando ci si trova dietro all’avversario, il suo vantaggio non aumenterà esponenzialmente, dando sempre la sensazione di poter recuperare lo svantaggio. Naturalmente questo non vale se si continua a cadere fuori dai bordi del circuito. Non si tratta della scelta di game design più brillante di sempre, e sicuramente risulta un metodo vetusto per affrontare la tematica della difficoltà, anche perché facilmente aggirabile. Infatti, ho provato ad affrontare queste sfide senza superare i boss, restando sempre dietro a loro, senza mai utilizzare i turbo, ma semplicemente aspettando di ottenere un oggetto per poterli colpire. Tutte le volte i boss non accennavano ad aumentare il loro vantaggio e mi bastava lanciare l’oggetto conservato per vincere all’ultima curva.
Oltre le boss battle, ci sono diverse alternative alle gare tradizionali, come le gare per le reliquie del tempo, nelle quali bisogna percorrere i tracciati nel minor minutaggio possibile, o le sfide per i gettoni CTR, divise tra in due categorie. Nella prima il giocatore deve prendere tutti i cristalli disseminati nelle mappe prima dello scadere del tempo; nella seconda tipologia, invece, si chiede al giocatore di trovare le lettere “C”, “T” ed “R” ed arrivare primo nelle gare.

La rivincita femminile si compie in Crash Team Racing Nitro-Fueled

Al di fuori della modalità storia, si possono affrontare le Prove a tempo nelle quali si può affrontare il fantasma di N.Tropy, in una delle modalità classiche dei racing. Altro tormentone dei kart game è la modalità Battaglia, nella quale l’obiettivo diventa colpire svariate volte gli avversari con gli oggetti di gioco al fine di restare l’unico giocatore in vita. No, niente modalità per 100 giocatori in una mappa sconfinata.
Nonostante questo pacchetto assicuri diverse ore di gioco, Beenox ha voluto arricchire ancora di più il pacchetto, inserendo nuovi personaggi (il cui carisma però lascia a desiderare) e oltre 10 piste prese da Crash Nitro Kart, portando il numero di circuiti a 44 (contando le 12 arene della modalità Battaglia). Purtroppo, i circuiti ricordano che si tratta di un titolo di vent’anni e fa e se si escludono alcuni percorsi ancora eccellenti, il level design delle piste risulta invecchiato maluccio, e questo potrebbe scoraggiare chi non ha giocato al titolo originale ed è abituato alle piste degli ultimi Mario Kart. Questa è più un’avvertenza che una critica vera e propria: è giusto che gli sviluppatori abbiano rispettato il materiale originale, andando a modificare solamente scorciatoie troppo generose, e limitandosi a restituire un look moderno ai circuiti. Ho apprezzato meno l’introduzione di skin e oggetti per personalizzare esteticamente veicoli e personaggi, così da renderli unici nelle gare online. Parlando dell’online, la stabilità non fa gridare al miracolo, con personaggi che spariscono o si teletrasportano davanti ai nostri occhi, minando l’esperienza di gioco. Non accade sempre, ma non si tratta nemmeno di casi molto isolati.

 

 

 

 

Dove posso acquistarlo?

PS Store

XBOX MARKETPLACE

Crash Team Racing Nitro-Fueled è un titolo che riesce a fare centro nel cuore dei nostalgici, conferendo una nuova freschezza ad un titolo rimasto nel cuore di molti da vent’anni. I giocatori che hanno amato il gioco per PlayStation 1 si troveranno a casa, con il vantaggio di avere nuovi circuiti e un roster di personaggi molto ampio (e che si allargherà ancora di più con i DLC). A questa fetta di pubblico non sto nemmeno a consigliare l’acquisto perché avranno effettuato il pre-order da tempo. Dovrebbero stare più attenti i giocatori che non si sono mai affacciati al gioco originale, a causa di un level design dei circuiti non sempre al passo con i tempi e nettamente inferiore ai titoli concorrenti. Una modalità online non eccellente non permette al gioco di elevarsi maggiormente, ed è una grande occasione persa.

verde

Good

  • Le diverse modalità assicurano numerose ore di gioco.
  • É CTR...

Bad

  • ... e ne rispetta il design antiquato.
  • Online non all'altezza.
7

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Giocatore da tempo immemore, crede fortemente nella forza del medium videoludico e cerca, nel suo piccolo, di favorirne la sua diffusione culturale.