A spasso per grattacieli

Ilya Muromets
Cloudpunk

Cloudpunk

Sviluppatore: Ion Lands
Distributore: Maple Whispering Limited
Formato: Digital
Localizzazione: Inglese con sottotitoli in italiano
Versione Testata: PS4
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Ora, che il cyberpunk sia destinato a tornare prepotentemente di moda non costituisce certo una previsione, quanto un fatto acclarato. Volendo cimentarci in un tentativo di trita antropologia sociale, si potrebbe anche pensare che questo revival non dipenda esclusivamente dal traino della corazzata imperiale Cyberpunk 2077, ma che rappresenti per certi versi una risposta escapista (e diciamolo, anche nostalgista) alle incertezze di un periodo storico globalmente non luminosissimo. Fatto sta che tra avventure grafiche nostrane e promettenti esperimenti cinesi, questa fase intergenerazionale sembra caratterizzarsi per un’inusuale abbondanza di distopie retrofuturiste che attingono a piene mani da un immaginario tanto stereotipato quanto innegabilmente fascinoso. Questo Cloudpunk dei tedeschi Ion Lands, già pubblicato in relativa sordina lo scorso aprile su PC e approdato da pochissimi giorni su console, non fa eccezione: almeno sul piano delle ambientazioni, anche solo guardando la (bella) cover chi deciderà di acquistarlo è ben conscio di ciò che troverà.

Cloudpunk

Trattasi di un’avventura esplorativa in terza persona nella quale si interpreta il ruolo della giovane Rania, approdata da poco nella sterminata città di Nivalis e impiegata presso una ditta di trasporti illegali chiamata, appunto, Cloudpunk. Lo scopo del gioco è semplicemente quello di muoversi da una parte all’altra della megalopoli a bordo di una macchina volante (detta HOVA) per ritirare e consegnare vari generi di mercanzie, in gran parte sospette o pericolose. Alle conversazioni con i vari NPC, invero piuttosto abbondanti, è affidato il compito di “costruire” a poco a poco la trama, che non si distacca purtroppo in nulla da quello che ci si potrebbe aspettare: un protagonista motivato ma disilluso, imprigionato in una routine alienante, entra suo malgrado in contatto con una rete nascosta di giochi di potere e interessi corporativi. Se la linea diegetica resta senz’altro incatramata nei topoi del genere di riferimento, la scrittura ha almeno il pregio di non risultare monocorde e riesce a mettere in scena un universo credibile nella sua alternanza di registri e tonalità. Alcune trovate simpatiche – la storia del cane-automata Camus è inusuale, in un contesto simile – contribuiscono a stemperare la cupezza delle atmosfere.

Sul piano ludico, siamo di fronte a un titolo che interesserà coloro che ricercano soprattutto esperienze audiovisive di grande impatto, perché a guardar bene in Cloudpunk non c’è poi moltissimo da fare. Il gameplay consiste infatti nel pilotare l’HOVA verso destinazioni sempre ben segnalate sulla minimappa e risolvere alcuni bivi narrativi che impongono la scelta tra alternative diverse (ci liberiamo di un carico troppo controverso o effettuiamo comunque la consegna?). Poco altro. Il denaro serve sostanzialmente all’acquisto di migliorie cosmetiche per il proprio veicolo o per il proprio appartamento, e il fatto che il game over sia impossibile rende piuttosto superfluo l’accumulo dei pur numerosi oggetti collezionabili.

Cloudpunk

Nonostante sia un videogioco funzionalmente molto esile, Cloudpunk riesce comunque a sfruttare al meglio le sue poche carte a disposizione puntando quasi tutto sulle sezioni di guida – quelle sì, davvero degne di nota. I labirinti notturni di grattacieli coperti di passerelle metalliche e insegne al neon costituiscono uno sfondo ideale per sfrecciare a bordo del proprio HOVA, accompagnati da una eccellente colonna sonora e dalle comunicazioni del quartier generale. Va dato merito a Ion Lands per aver saputo erigere una megalopoli cyberpunk davvero convincente, che dà l’impressione di essere molto più vasta, complessa e arzigogolata di quanto ci sia dato di esperire. Il trucco sta nell’aver nascosto alla vista (e all’esplorazione) sia le fondamenta che le cime dei palazzi, confinando Rania a una “terra di mezzo” che amplifica l’impressione di essere solo pedine irrilevanti all’interno di un sistema enormemente più ampio.

A volte basta un po’ di buon vecchio illusionismo e un po’ di faccia tosta per sopperire con successo alla mancanza di mezzi. Se rientrate nel target di riferimento, date uno sguardo a Cloudpunk, lo troverete piacevole.

verde

7

Ilya Muromets
Storico dell'arte, musicista e sarto dilettante, giocatore compulsivo da ormai svariati decenni. Specialista in cRPG, fantasy europeo e Magic the Gathering. Quando non è alle prese con un videogioco di ruolo occidentale indie (più sono marroni e tristi, più ci si diverte), si nasconde nelle steppe siberiane in attesa di rientrare trionfalmente recando con sé qualche testa di idra come trofeo.