Come un orologio rotto

Clockwork Aquario

Sviluppatore: Westone
Distributore: United Games Entertainment GmbH, ININ Games
Formato: Digital
Localizzazione: Inglese
Versione Testata: PS4
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

In un mondo alternativo, Clockwork Aquario sarebbe dovuto uscire in sala giochi nei primi anni ’90 (1992 per essere precisi) e sarebbe dovuto essere ricordato come un titolo pioneristico, capace di spingere al limite la grafica 2D del hardware arcade dell’epoca. Purtroppo per il gioco di Westone (conosciuta dai più per i Wonder Boy, Wonder Boy in Monster Land, Wonder Boy in Monster World) i tempi erano ben diversi, e il periodo di transizione dal 2D al 3D non gli giovò, tanto da risultare nella sua cancellazione a un passo dal suo completamento. Dopo anni di trattative per ottenere diritti e il materiale originariamente prodotto, è infine uscita una versione completa del gioco, rilasciata in forma emulata da Arcade System 16 sulle console attuali.

Il gioco è un arcade, per la precisione un platform action, quindi sapete cosa potete attendervi da esso: una difficoltà urticante, che normalmente vi imporrebbe il continuo inserimento di monetine, e una durata assai ridotta, tipica di una categoria di prodotti che difficilmente superava la mezz’ora. La versione per console permette di scegliere tra diverse modalità di difficoltà, che differiscono però solo per il numero di crediti disponibili per completare il gioco. Una volta che l’avrete terminato sbloccherete la possibilità di giocare in modalità arcade con i selettori del cabinato e di impiegare la modalità bonus a due giocatori.

La prima cosa da fare una volta avviato Clockwork Aquario sarà scegliere il personaggio dalla tipica “trinità” degli arcade: maschio, femmina e forzuto (in questo caso un robot). Sul piano del gameplay, il titolo è platform molto incentrato sull’azione offensiva, sulla falsariga di Liquid Kids o Toki; lo caratterizza però la sua meccanica di attacco, visto che in questo caso bisogna prendere a sberle i nemici per stordirli, raccoglierli e lanciarli nelle quattro direzioni principali, cercando di colpirne con il maggior numero con un singolo lancio moltiplicando i punti. È anche possibile saltare in testa ai nemici o evitare del tutto di lanciarli continuando a colpirli a suon di sberle – caratteristica che ci permette di uccidere i boss molto più velocemente.

Clockwork Aquario ci omaggia delle classiche 3 vite per credito e la salute del personaggio è visualizzata direttamente dal suo sprite, che una volta colpito apparirà danneggiato – si muore al secondo colpo ricevuto. Anche alla difficoltà più facile (quella con 9 crediti a disposizione) sarà necessario un minimo di impegno per completare il gioco, potrete affrontare l’avventura a cervello spento solo dalla seconda run in poi, quando avrete sbloccato la modalità arcade che permette di aumentare i crediti a proprio piacimento.

Sul fronte grafico, la palette è estremamente vivace per un arcade dell’epoca: gli sprite graziosi, i colori lisci e smaglianti e gli sfondi conferiscono un carattere coerente a tutto il prodotto. Questa edizione consente di utilizzare i classici filtri da emulatore per ottenere vari effetti CRT e shader, e rendere l’esperienza più autentica.

In conclusione Clock Work Aquario è un arcade classico che “non c’è stato”. La caparbietà e l’amore filologico per i media perduti lo hanno riportato alla luce, a beneficio però di un pubblico molto diverso da quello a cui era stato destinato e che potrebbe non apprezzare la sua breve durata e la sua natura hardcore. La sua qualità grafica 2D, sono sicuro, risulterà certamente gradita – ed è paradossale, considerando che essa fu probabilmente la causa principale per cui il progetto venne abbandonato anni fa. Ora che ci siamo ripuliti dalla smania progressista del 3D a tutti i costi, non va escluso che anche i giocatori moderni siano pronti ad accogliere titoli come Clockwork Aquario.

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