NOI POCHI, NOI POCHI FORTUNATI, NOI BANDA DI FRATELLI

Chivalry 2

Sviluppatore: Torn Banner Studios
Distributore: Tripwire Interactive
Formato: Digital+retail
Localizzazione: Italiano
Versione Testata: PS5
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

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Spade, surcotti, vessilli al vento e lo squillo di trombe che anticipa la carica della carne da cannone. L’immaginario guerresco medievale ha una presa enorme su gran parte della gioventù moderna, in parte grazie all’ideale “romantico” delle disfide tra nobili cavalieri bardati d’acciaio, in parte perché siamo cresciuti con una letteratura fantastica costruita quasi interamente su rivisitazioni edulcorate degli eventi dell’Età di Mezzo.
Tra gli inevitabili alti e bassi delle mode, questo immaginario sembra non cedere di un millimetro, e tra un podcast di Alessandro Barbero e un pezzo di folk metal c’è sicuramente sempre spazio per un nuovo videogioco che affronti la Storia in modo serio – o meglio semi-serio. Nell’ormai lontano 2012, mentre il mondo pop si destreggiava tra profezie apocalittiche e la fine della prima stagione di Game of Thrones, i Torn Banner Studios festeggiavano il successo della campagna Kickstarter per finanziare il primo Chivalry: Medieval Warfare – definito da loro stessi uno “slasher medievale”, ispirato a film come 300 e Braveheart. Il titolo incontrò notevole favore di pubblico ed è oggi ricordato come un piccolo classico delle battaglie online.
A distanza di parecchi anni, giunge finalmente il momento di provare il suo diretto erede, Chivalry 2, un sequel dal budget e dalle ambizioni decisamente più alti, anche grazie al sodalizio con il publisher Tripwire Interactive.

“OH GRAN BONTÀ DE’ CAVALLIERI ANTIQUI!”

La trama di Chivalry 2 resta un esempio geniale di narrazione organica, appena accennata tramite brevi filmati al termine dei tutorial e portata avanti grazie ad elementi di gameplay. Sia ben chiaro, non parliamo certo di un titolo “cinematico” che vuole fare della narrazione il suo punto forte: eppure, una volta vestito il surcotto azzurro dei Cavalieri di Agatha o il rosso farsetto d’arme dell’Ordine dei Massoni, la posizione dei due schieramenti diventa immediatamente chiara grazie agli obiettivi imposti agli uni e agli altri sul campo di battaglia. Le enormi zone di guerra, in grado di ospitare fino a 64 giocatori alla volta, sono ricche di carattere e forniscono di volta in volta suggerimenti sulla natura e gli obiettivi degli scontri: si passa dal discorso pre-battaglia del proprio comandante alla liberazione di ostaggi, dall’incendio di una cittadina all’uccisione di un nobile dopo un assedio lampo.

A rendere ancora più interessanti le dinamiche degli scontri tra fazioni vi è la possibilità di scegliere la propria classe tra le quattro disponibili, ognuna con i propri bonus ed equipaggiamenti: il valletto non è corazzato quanto un cavaliere, ma è più agile e può guarire i propri compagni; l’avanguardia è una classe mediamente corazzata in grado di lanciare pentole di fuoco greco e bruciare un’intera area; gli arcieri sono estremamente fragili ma possono cambiare le sorti della battaglia lanciando nugoli di frecce da distanza di sicurezza. Ognuna di queste classi è poi dotata di diversi equipaggiamenti e oggetti sbloccati tramite un sistema di progressione basato sull’esperienza: l’arciere – per esempio – ottiene la balestra, decisamente più potente dell’arco ma anche lenta nella ricarica.
Il combattimento è senza dubbio alcuno il vero cuore di Chivalry 2, esattamente come lo era nel primo gioco. La visuale in prima persona rende ancora più facile calarsi nei panni del proprio combattente e la sensazione di “peso” associata alle armi rende incredibilmente soddisfacente ogni colpo messo a segno. Il sistema di battaglia, poi, basato sulla possibilità di utilizzare affondi, tagli, o letali quanto incontrollabili sgualembri è reso ancora più interessante dalla presenza del “fuoco amico”: combattere in squadra è conveniente ma difficile e bisogna concentrarsi e trovare una sincronia con i propri compagni d’arme per diventare un’efficiente macchina da guerra.
Una volta presa la mano ai controlli e trovato il giusto tempismo per parate e contrattacchi, ogni scontro sul campo di battaglia diventa un concentrato di adrenalina: un semplice fante può avere la meglio su due o tre cavalieri se è in grado di maneggiare bene la sua lama, e una volta affondato l’arma nelle carni dell’avversario non è raro assistere a smembramenti ed esecuzioni truculente.
Chivalry 2, però, non è solo sangue e fango, anzi. Uno spirito leggero e ironico permea ogni minuto di gioco, in parte grazie alla possibilità di far esprimere il proprio personaggio con urla, pianti e battutine, in parte perché una delle meccaniche chiave del gioco è quella di poter raccogliere e lanciare quasi tutto – armi, certo, ma anche pesci, feci di cavallo e addirittura tacchini.

Il focus assoluto su un gameplay immediato e accattivante, però, ha fatto sì che il gioco sia davvero eccellente sotto l’aspetto ludico ma mancante sotto diversi punti di vista sul piano tecnico-estetico: i modelli dei personaggi, su tutti, sono piuttosto grezzi e in linea con produzioni che hanno ormai qualche anno sulla schiena. Lo stesso discorso vale per gli elementi scenografici e gli effetti refrattivi della luce sul metallo o del bagnato sul terreno, quasi assenti e ben lontani da ciò a cui ci hanno abituato i giochi più recenti.
Anche l’audio, pur avendo un buon lavoro di doppiaggio (unicamente inglese) manca quasi completamente di supporto musicale, presente solo nei menu. Una scelta parzialmente condivisibile, per preservare il senso di realismo delle battaglie, ma un accompagnamento sonoro avrebbe contribuito all’epicità dei momenti salienti (come succede, per esempio, nei vari Battlefield).
Purtroppo, per quanto riguarda l’adattamento in lingua italiana, si può contare solo sulla traduzione di menu e UI, mentre i dialoghi all’inizio e durante le battaglie rimangono godibili esclusivamente dagli anglofoni.

C’è poi una questione che non può essere ancora valutata, ossia quella delle microtransazioni. Al momento Chivalry 2 presenta un sistema di sblocchi tramite EXP e monete di gioco, e man mano che si procede nella carriera di soldato di ventura si ottengono nuove armature, stemmi araldici e skin per le armi. Per velocizzare il processo, però, si possono acquistare più monete con soldi reali, e alcuni elementi estetici restano esclusivamente ottenibili in questo modo. Fortunatamente, per ora, nessun oggetto acquistabile permette di ottenere vantaggi nel gameplay – e speriamo davvero che le cose restino così.

verde

Chivalry 2 è il sogno d’infanzia di chi è cresciuto tra Artù e Lancillotto, e trasforma la guerra all’arma bianca in un’esilarante ammucchiata di lame, frecce e pollame da lancio. Sebbene non ci sia enorme profondità al di fuori delle letterali mazzate da scambiare con altri giocatori, la formula è abbastanza intrigante da diventare irresistibile.

Good

  • Combattimenti al cardiopalma.
  • Diventerete dei veri esperti d'armi medievali.
  • Divertentissimo con un gruppo di amici.

Bad

  • La mancata localizzazione mutila il gioco.
  • Longevità piuttosto limitata per chiunque non sia un fanatico.
  • Tecnicamente non all'avanguardia.
8.5

A differenza degli altri mammiferi, non è capace di mantenere la temperatura corporea costante: a causa di questa caratteristica, che lo rende simile ai rettili, il recensore vive tra console accese e schede video surriscaldate per tutto l'anno. La sua caratteristica lentezza lo rende la preda perfetta per il Caporedattore Horribilis. Abbandona il suo nido di cavi e controller solo occasionalmente, per nutrirsi e leggere e scrivere storie di fantascienza.