Si torna sulle tracce di Vladimir Makarov, e in 4k

Benjamin
call of duty: modern warfare 2 remastered

Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered

Sviluppatore: Infinite Ward/Beenox
Distributore: Activision
Formato: Digital
Localizzazione: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

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Siamo nel 2009: sei appena tornato a casa da lavoro o addirittura ancora da scuola, e fremi dall’eccitazione perché stanotte stai per unirti ai tuoi amici e dominare le leaderboard di Call of Duty Modern Warfare 2. La vita, decisamente, ti sorride.
Ora, avanti veloce… facciamo circa 11 anni, e quasi due generazioni di console, e arriviamo nel 2020.

Le serie-capolavoro di Halo e Final Fantasy VII hanno ricevuto un lifting tale da riuscire a sfoggiare tutti i teraflop messi a disposizione dell’attuale generazione di console, tutti quei “muscoli” dei quali sentiamo sempre parlare. E adesso, viene pubblicata la più recente di queste reinterpretazioni estetiche: Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered (sì, praticamente uno scioglilingua) di Activision. In questo caso, il titolo indica esattamente il contenuto del gioco: stiamo infatti parlando solamente della “campagna”. Si vocifera che Activision abbia intenzione di pubblicare un’espansione a tema Modern Warfare 2 per il suo attuale ecosistema online a tema in modo da non dividere la fanbase, ma non è stato annunciato né pubblicato ancora nulla di ufficiale in merito.

All’epoca della sua apparizione iniziale nel 2009, Call of Duty: Modern Warfare 2 aveva rappresentato una vera e propria rivoluzione. Erano stati introdotti i mirini termici, i sensori per il battito cardiaco e molti altri innovativi accessori per le armi, che consentivano di creare un gameplay più vario e personalizzato, mantenendo un portentoso equilibrio nella difficoltà (dico a te, Black Ops III…) e consentendo al gioco di guadagnare dei fenomenali 9/10 e 94% rispettivamente su Steam e Metacritic – ma, ehi, era il 2009, forse semplicemente diventiamo più critici col passare degli anni. Ebbi modo di provare la versione PC del titolo originale e – devo ammettere – all’inizio non credevo fosse nulla di speciale, giusto un po’ di upscaling e qualche nuovo modello qua e là. Una volta accesa la mia Xbox 360 e giocato lo stesso tutorial, però, mi resi subito conto di quanto il gioco fosse eccellente – e ci arriviamo subito, tranquilli!

Call of Duty

I nuovi modelli poligonali rendono le cutscene particolarmente spettacolari

Prima però è necessario accennare brevemente alla trama – che, ne sono sicuro, la maggior parte di voi lettori conoscerà già. Questo gioco è ambientato cinque anni dopo gli eventi di Call of Duty: Modern Warfare (anche lui rimasterizzato in anni recenti): un gruppo di ultranazionalisti hanno preso il controllo della Russia e un ribelle di nome Vladimir Makarov intende lanciare un attacco contro l’Occidente. La CIA decide dunque di infiltrare un agente segreto nella squadra di Makarov, ma una volta che questo viene trovato ucciso durante un attacco, il governo russo si convince che ci sia stato lo zampino degli Stati Uniti decide di invaderli per rappresaglia. Il gioco vede dunque protagonista un ranger dell’esercito statunitense che prende parte alla difesa dall’invasione, mentre una task force cerca di individuare e terminare Makarov.
Per essere precisi, si ha di fronte un remaster in stile Halo, non un remaster in stile Final Fantasy VII; in altre parole, si fa fatica a trovare qualcosa di davvero diverso nella storia e nel gameplay. D’altra parte, non è quasi necessario sottolineare come, per essere un FPS d’azione, il gameplay è rimasto molto solido, così come lo era già nel 2009. La mia unica critica su questo fronte riguarda l’AI ai livelli di difficoltà più avanzata: mi sarei aspettato che, con i progressi nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, non avrei più dovuto ammirare nemici girarsi di 180 gradi per headshottarmi da 200 metri di distanza, il tutto mentre i miei compagni sono intenti a fissare gli alberi. Per questa ragione ho subito stabilito che la difficoltà veteran (la più alta possibile) non faceva per me – sebbene il gioco me l’avesse raccomandata in seguito al tutorial – e sono sceso a hardened (quella immediatamente inferiore), che ho trovato molto più gestibile.

UN FINE LAVORO FILOLOGICO

La storia viene ripercorsa grazie a un fantastico 4K, in modo estremamente fedele – se posso aggiungere. In sostanza, il gioco non cerca di liquidare diplomaticamente i temi della guerra e del terrorismo, e non intende censurare nulla dell’originale, nonostante i principi odierni di politically correctness siano molto diversi rispetto a dieci anni fa. Il principale cambiamento riguarda una breve cutscene immediatamente precedente il primo incontro con il Generale Shephard. Non era presente nel gioco originale e, anche se molto vistosa, riesce a collegare bene le due scene.
Questo remaster così palmare, pur con la sua grafica nuova di zecca, è una dimostrazione che il gioco originale è invecchiato in modo fantastico: grazie alle tattiche e alle tecnologie messe in scena, la storia e le ambientazioni continuano a esprimere un realismo inquietante nella rappresentazione di una ipotetica terza guerra mondiale. Ovviamente è molto improbabile che un qualsiasi nuovo conflitto di tale portata possa venire fermato dalla seconda venuta di un Rambo qualsiasi, ma questo tipo di narrazione continua sempre a solleticare efficacemente l’ego del giocatore. Il comparto visivo brilla per finezza, così come l’audio, anch’esso rimasterizzato e remixato dove possibile, cosicché la “presenza” dei personaggi risulti più vivida e più centrale rispetto alla musica e agli effetti sonori. Sul piano grafico, ammirare le iconiche scene di Modern Warfare 2 in 4K con tale livello di dettaglio è davvero una delizia: non solo i modelli tridimensionali hanno ricevuto uno smagliante rinnovamento estetico, ma sono state anche introdotte moltissime animazioni inedite. I personaggi sono in grado di esprimere molte emozioni convincenti grazie alle nuove, complesse animazioni facciali. Sul fronte ambientale, segnaliamo la revisione completa del sistema di illuminazione: le missioni diurne e serali non risultano più indistinguibili a causa delle luci statiche come nel titolo originale, e le nuove skybox instillano ancora più vita a ogni cosa.

Tutto è pervaso da un principio di assoluta fedeltà al concept, e Activision e Beenox possono sicuramente considerarsi orgogliosi di questo traguardo, anche perché questa fedeltà è tutto ciò che hanno effettivamente da offrire: come ho già accennato, il gioco manca del multiplayer (che è una grossa componente di Call of Duty) e anche della modalità cooperativa spec ops… ma sto divagando, ci arriveremo poi. Le armi sono state revisionate sia nella grafica che negli effetti audio, ora risultano molto più realistiche e presentano dettagli raffinati e precisi (dadi, bulloni, manopole, quadranti e mirini). Alcune possono essere impugnate in modo diverso, per migliorare l’immersività dell’esperienza: tra queste spicca la pistola automatica G-18, che ora viene finalmente tenuta con due mani, invece che con la ridicola impugnatura a una mano – non preoccupatevi, in nome dei vecchi tempi potrete continuare a usare il vecchio sistema, se lo desiderate. Sempre a proposito di armi, quelle lasciate cadere dai nemici ora sono fornite di diversi attachment loadout casuali, che permettono una grande varietà di stili di gioco. Non mi azzarderei a definirla una caratteristica unica, perché non lo è, ma resta comunque un tocco simpatico.
Gli scenari presentano un’impressionante varietà di texture e la diversità dei modelli denuncia la cura e l’attenzione al dettaglio da parte di Beenox, che fanno davvero risaltare questo remake in confronto alla relativa piattezza dell’originale. Un paragone più onesto sarebbe da instaurarsi con il precedente remaster Call of Duty: Modern Warfare (2016), rispetto al quale questo spicca assai di più grazie all’esperienza acquisita dal team. Ciò rende quello che – secondo me – resta il miglior titolo della serie ancora migliore, anche se…

La migliore storia mai raccontata in un Call of Duty?

…anche se, c’è un “ma”. Fossi in voi, mi avvicinerei a questo titolo esclusivamente nel caso in cui foste davvero, davvero, ma davvero appassionato di questa specifica campagna, perché oltre ad essa c’è ben poco. E credo proprio che Activision ne sia perfettamente consapevole, a giudicare dal prezzo tenuto più basso della media per un titolo della serie Call of Duty. Vi costerà praticamente quasi come una serata al cinema e un pieno di snack (24,99€), ma a differenza di un qualsiasi film questo gioco vi intratterrà almeno per 5-6 ore. Dopo, potrete sempre decidere di riprovare con armi più potenti o maggiori punti vita, impiegando i modificatori che vengono sbloccati quando si trovano oggetti collezionabili nascosti – e ciò offre, perlomeno, un minimo di rigiocabilità. La qualità resta alta e giustifica gli entusiasmi raccolti. Da parte mia, l’ho atteso sin dall’annuncio del remake del primo titolo, Call of Duty: Modern Warfare. È davvero bello poter indossare gli occhiali della nostalgia un’altra volta e rivivere quei tempi – forse più semplici, familiari, ma diversi. Grazie al successo che stanno ottenendo queste nuove versioni, una rimasterizzazione di Modern Warfare 3 è quasi sicuramente nei piani, e con essa il completamento della serie. Possiamo aspettarci un altro buon titolo, se la cura sarà la stessa che è stata riservata a questo Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered.

Traduzione ed editing a cura di Monica Neddi

verde

Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered si guadagna un 8 pieno. Se ci si concentra solo sull’esperienza single player, il remaster è stato eseguito alla perfezione e con grande cura: il gameplay è praticamente identico alla versione pubblicata nel 2009 – il che non è certo un difetto, dato che era già solidissima. Per certi aspetti, questa revisione dimostra come Infinity Ward fosse al suo apice tanti anni fa, e ripropone uno dei suoi maggiori successi in modo che una nuova generazione di giocatori possa rivivere quell’esperienza.

Good

  • Bellissimo da vedere
  • Fedele all'originale
  • Prezzo ridotto

Bad

  • Contenuti poco estesi
  • Rigiocabilità limitata
  • Campagna piuttosto breve
8

Benjamin
Great lover of arcade style gameplay and the more technical side of gaming & design.