Un tunnel verso il passato

Baldur's Gate Dark Alliance

Baldur’s Gate: Dark Alliance

Sviluppatore: Black Isle Studios
Distributore: Black Isle Studios
Formato: Digital
Localizzazione: Inglese
Versione Testata: PS4
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Il mercato, si sa, vive di corsi e ricorsi storici, e quello videoludico non fa molta eccezione: dopo un certo periodo trascorso nella semi-oscurità, il marchio Dungeons & Dragons pare voler tornare alla ribalta per tentare di riconquistare quella larga fascia di giocatori rimasti ammaliati – ai tempi che furono – dalle immortali saghe di Baldur’s Gate, Icewind Dale e Neverwinter Nights. Non che siano mancati, nel frattempo, tentativi di riportare con successo il regolamento del GDR più celebre di sempre sui vari hardware di PC e console. Ma per una qualsiasi casa di produzione ottenere la licenza D&D significa, il più delle volte, sobbarcarsi di responsabilità gravose nei confronti di un pubblico piuttosto conservatore e ben poco incline a mostrare tolleranza e comprensione – e lo dimostra la ricezione non molto tenera (e non a torto) di quasi tutte le varie Enhanced Edition pubblicate da una decina di anni a questa parte. Non c’è da sorprendersi che in pochi siano disposti a correre simili rischi, specie nelle attuali congiunture.

Mentre Baldur’s Gate III, affidato alle mani benedettissime di Larian, si crogiola ancora nella culla dell’early access, è comunque evidente che qualcosa sta bollendo in pentola. L’imminente Dungeons & Dragons: Dark Alliance dei semi-esordienti canadesi Torque non sembra roba capace di generare sfrenati entusiasmi a giudicare dai filmati in circolazione (attenzione: pericolo epilessia per il troppo screen shaking…), ma chissà che non serva a far rinvigorire un brand dai trascorsi videoludici senza dubbio gloriosi e da un recente passato non troppo brillante.Baldur's Gate Dark Alliance

Del resto, soltanto l’intenzione di cavalcare un’ipotetica new wave D&D sembrerebbe poter giustificare la messa in vendita di questo port per nuova generazione di Baldur’s Gate: Dark Alliance dei defunti Snowblind Studios, originariamente pubblicato per PS2, Xbox e Gamecube nel lontanissimo 2001, e approdato qualche settimana fa su PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X, Series S e Nintendo Switch. L’operazione, di per sé, lascia in effetti piuttosto perplessi: si tratta infatti di una riproposizione letteralmente palmare del titolo originale (non un remaster né un reboot, insomma), con la sola aggiunta delle opzioni necessarie per farlo girare su schermi in 4k: insomma, poco più di quello che potreste ottenere attraverso l’emulazione.

Dark Alliance vanta il piccolo primato di essere stato il primo prodotto a marchio D&D concepito per sole console, fatto davvero inusitato per una serie come quella di Baldur’s Gate, incensata per la sua capacità di trasporre nel medium videoludico i complessi regolamenti del GDR originario – impresa ai tempi ritenuta possibile solo su PC. E in effetti, nonostante l’eredità prestigiosa, Dark Alliance sembrava appartenere a tutt’altra scuola di pensiero: hack and slash estremamente semplice e lineare, caratterizzato dalla possibilità di impiegare un solo personaggio (un nano guerriero, un arciere umano e una maga elfa) da condurre entro corridoi il più delle volte monodirezionali, aveva in comune con i Baldur’s Gate solo il fatto di essere ambientato all’interno dello stesso universo.

Baldur's Gate Dark Alliance

La ricezione di critica e pubblico fu positiva, spesso anche molto positiva. Riprovato a distanza di vent’anni e senza filtri nostalgici a oscurarci lo sguardo, bisogna ammettere serenamente che Dark Alliance non ha più molto da raccontare. Tutt’al più, resta testimonianza di un periodo della storia del videogioco che ci siamo da tempo lasciati alle spalle: quello degli esperimenti ibridi, delle maldestre osmosi tra mondo PC e mondo console, delle commistioni di generi basate più sul principio del ‘ndo cojo, cojo che sull’effettiva ricerca ragionata di direzioni nuove. Dark Alliance voleva essere il Diablo della generazione PS2-One, ma si trascinava dietro il fardello ereditario della serie a cui apparteneva, e cercava di decantarlo attraverso un battle system dalle collisioni quantomeno approssimative e una visuale 3D rotante che doveva sembrare molto futuristica a chi veniva dai fondali prerenderizzati di Icewind Dale, ma che risultava nei fatti assai scomoda da gestire su pad, oggi come allora. Fatto sta che gli Icewind Dale, così come i primi due Diablo, li giochiamo ancora, al netto di qualche connaturata farraginosità. Con questa reissue di Dark Alliance, invece, siamo dalle parti di un modernariato invecchiato molto peggio, anche a causa di una cornice high fantasy che oggi fa un po’ sorridere nelle sue inevitabili ingenuità d’antan – si vedano le floride zinnone della locandiera di inizio gioco, che sballonzolano per tutto il tempo con movimenti ipnotici mentre vi dice qualcosa a proposito di goblin nei sotterranei.

Per farla brevissima: Baldur’s Gate: Dark Alliance è un prodotto destinato ai nostalgici della prima ora, quelli che giocarono all’originale e ne approvarono all’epoca l’approccio innovativo. Per tutti gli altri, rappresenta poco più che una curiositas da provare per un pomeriggio e poi mettere da parte.

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Storico dell'arte, musicista e sarto dilettante, giocatore compulsivo da ormai svariati decenni. Specialista in cRPG, fantasy europeo e Magic the Gathering. Quando non è alle prese con un videogioco di ruolo occidentale indie (più sono marroni e tristi, più ci si diverte), si nasconde nelle steppe siberiane in attesa di rientrare trionfalmente recando con sé qualche testa di idra come trofeo.