l blue bomber incontra l'Azure Striker!

Majkol

Con l’abbandono da parte di Capcom dell’amatissima mascotte Mega Man, una moltitudine impressionante di giocatori (ed ex-tali) cominciò a dilettarsi nello sviluppo di cloni e versioni modificate delle vecchie glorie per NES tratte proprio dal passato storico del blue bomber. Malgrado la spinta proveniente dalla fanbase, capace di consegnare ai posteri titoli come Street Fighter X Mega Man (scaricatelo, è gratis!), Keiji Inafune, creatore della serie, e l’affiatato team di Inti Creates decisero di prestare il loro talento e la loro esperienza nell’industria del videogioco per dare agli appassionati del tenero tetsutwan atom di Capcom un vero e proprio erede a cui affezionarsi.

azure striker gunvolt artD’altronde il team di sviluppatori cui Inafune-san fece riferimento, già autori dell’ottima serie Megaman Zero per Game Boy Advance e dei sequel “postumi” della serie Mega Man classica, Mega man 9 e Mega Man 10, era una vera e propria garanzia di qualità.

Dapprima si parlò di Mighty No.9, sviluppato in collaborazione con il team indipendente Comcept, ma paradossalmente oggi vi parleremo sulle nostre pagine di un titolo annunciato solo successivamente, eppure giunto sul Nintendo eShop con largo anticipo rispetto al gemello del tenero cyborg di Capcom. Azure Striker Gunvolt sta a Mega Man X come Mighty No.9 sta a Mega Man, il che significa che nel titolo per Nintendo 3DS ritroveremo proprio quelle atmosfere robotiche a cui la software house giapponse ci abituò nelle sue serie platform approdate inizialmente su Super Nintendo per poi continuare su PlayStation, Sega Saturn, PlayStation 2, Game Boy Advance e infine su Nintendo DS. Malgrado ciò, è utile precisare che Gunvolt, il biondo protagonista dal ciuffo ribelle e dall’inconsueta treccia fluttuante, può contare su una serie di caratteristiche che, seppur ispirate a quanto visto nella storia del leggendario brand Capcom, riescono a ritagliargli attorno una propria identità.

Spara e… marca?!

Col gioco è incluso uno spudoratissimo clone dei titoli Mega Man in stile NES intitolato Mighty Gunvolt.

La formula di gioco è quella classica inaugurata proprio da Mega Man su NES. Una decina di livelli fra cui scegliere, ognuno dei quali dominato da un super robot colorato, dotato di poteri e caratteristiche peculiari. Sconfiggendo i cibernetici avversari è possibile entrare in contatto con armi differenti e materiali da impegnare nella creazione di equipaggiamenti con i quali è possibile potenziare le caratteristiche del protagonista. Al termine di ogni missione vi è poi una valutazione che, in base alla performance, ricompensa il giocatore con un punteggio maggiorato, bonus e quant’altro.

 

La novità dal punto di vista ludico è rappresentata dai poteri stessi di Gunvolt, vera e propria saetta azzurra in grado di controllare l’intensità delle scariche elettriche attorno al proprio corpo. Se la tipica azione “Jump and shoot” (salta e spara) di Mega Man poteva sembrare semplicistica agli occhi di neofiti o delle persone poco avvezze al retrogaming, Inti Creates ha dedicato alla sua nuova creatura un indovinato sistema di “marcatura” con il quale è possibile sparare a più nemici per poi elettrizzarli da lontano. Come viene spiegato dal tutorial iniziale, le battaglie pistola alla mano sono fondamentalmente sconsigliate e il potere vincente del protagonista deve essere padroneggiato a dovere per poter assicurare le esecuzioni migliori sul campo. L’elettrosfera non è solamente uno strumento mortifero, ma anche una fida compagna di viaggio che, al costo di preziosi PE, rappresentati da un comodo indicatore vicino all’energia vitale, può interagire con l’ambiente ed essere impegnata in semplici quanto immediati enigmi ambientali.

I dialoghi sono “raccontati” attraverso semplici box testuali, ma le scene più importanti sono ritratte in pregevoli illustrazioni.

I dialoghi sono “raccontati” attraverso semplici box testuali, ma le scene più importanti sono ritratte in pregevoli illustrazioni.

In tal senso, si capisce fin da subito che i level designer impegnati nello sviluppo del titolo non sono propriamente degli sprovveduti, e parecchie soluzioni architettoniche fanno tornare alla mente dei giocatori più attempati alcuni schemi della serie Mega Man X. Anche la gestione dei già citati “PE” è da tenere in conto a ogni utilizzo delle abilità sovrumane del protagonista, poiché, una volta esauriti, è necessario attendere in una sorta di stato di affaticamento temporaneo, svelando il fianco alle centinaia di colpi che gli avversari robotici (e non) non si fanno alcun scrupolo a scagliarvi contro. L’energia speciale torna a caricarsi lentamente quando non viene utilizzata, ma è possibile ripristinarla istantaneamente agendo due volte sul dpad basso, una volta che ci si è impratichiti e ci si è fatti le ossa con la velocità con cui il gioco scorre su due schermi di Nintendo 3DS.

Ovviamente esistono più derivazioni del meccanismo di “marcatura”, e un sistema di combo e punteggi chiamato “prestigio” trasforma ogni scorribanda nelle ambientazioni sci-fi in una vera e propria palestra per i riflessi del giocatore. Il titolo implementa anche un sistema di crescita del personaggio concretizzato in canonici “livelli” sulla falsariga degli RPG o dei titoli della serie Castlevania successivi all’eterno capolavoro che prende il nome di Symphony of the night, ma non ci si sente mai davvero partecipi nella crescita “statica” di Gunvolt. Il titolo consiglia al giocatore di tentare determinati passaggi solo quando pensa che il suo livello sia in linea con il grado di sfida offerto, ma onestamente non siamo mai incappati in problematiche di questo tipo.

Nuovi eroi e vecchie leggende

Addirittura ci saremmo scordati della presenza di punti esperienza e della loro implicazione nelle logiche platform-shooteristiche del gioco se ogni tanto non fosse spuntata una notifica in alto nello schermo che ci avvisava di aver da poco sbloccato un’abilità speciale successivamente a un level up. E proprio quest’ultime, le abilità, attivabili dal touch screen inferiore di Nintendo 3DS, rappresentano un po’ “le super mosse” del protagonista. Le mosse offensive prime permettono di scagliare contro i nemici colpi dalla potenza estrema, mentre quelle di supporto permettono di recuperare le forze o i PE, evitando così di soccombere alla prima difficoltà. Durante il gioco è possibile fare la conoscenza di Joule, una giovane ragazzina che potrà accorrere in aiuto del protagonista aleatoriamente, resuscitandolo e donandogli capacità al di sopra dell’umano fino alla fine del livello. Il prezzo? La perdita dei punti prestigio fino a quel momento raccolti, ma, hey, almeno si arriva tutti interi fino alla fine dello schema, guardiamola dal lato positivo.

Non vedete l’ora di fare la conoscenza del “fichissimo” Copen? Beh, sappiate che il gioco non vi dirà molto. Forse in un sequel…

Non vedete l’ora di fare la conoscenza del “fichissimo” Copen? Beh, sappiate che il gioco non vi dirà molto. Forse in un sequel…

Fortunatamente la curva di difficoltà di Azure Striker Gunvolt è sensibilmente più bassa rispetto agli esponenti della serie Mega Man, denotando una filosofia di gioco più accessibile e multisfaccettata: nel caso non ci si volesse impegnare in sfide secondarie, raccolta di oggetti o semplicemente nel collezionare giudizi positivi alla fine dei livelli, si può puntare dritti alla conclusione della storia principale senza alcuna paura di perdersi le sfumature di un gameplay che rimane comunque veloce e gratificante. È anche vero, tuttavia, che approcciare il titolo in questo modo potrebbe finire per far alzare più di un sopracciglio, specie considerando come l’avventura possa essere completata in meno di cinque ore nel caso si decidesse di fermarsi al primo “epilogo” e si evitasse di dedicarsi alla scoperta di segreti o alla scalata dell’high score. La creatura Inti Creates è baciata da quel tipico e inconfondibile carisma ludico che prende il nome di “rigiocabilità”, seppur questa si concretizzi nel più dei casi nel riaffrontare lo stesso livello più e più volte alla conquista del record di velocità migliore o nella vana speranza di raccogliere oggetti necessari per la scoperta di equipaggiamenti più potenti.

Cosmesi e direzione artistica della produzione sono chiaramente legate alla serie Mega Man, in particolare a quanto visto nella serie Mega Man Zero per Game Boy Advance e Mega Man ZX per Nintendo DS. Effettivamente anche il comparto bidimensionale non è poi molto diverso da quello che ci si sarebbe aspettati proprio sulla vecchia portatile Nintendo, ma, tutto sommato, il colpo d’occhio è sempre ripagato da una coerenza stilistica alla quale è perdonabile la mancanza di una stereoscopia tridimensionale convincente o l’assenza di sequenze animate atte a rappresentare i punti salienti del dimenticabile intreccio che fa da sfondo alle avventure giovane protagonista. Inoltre, beh, non fatevi ingannare dalla cosmesi colorata e dal suo strizzare l’occhio ai fan dell’animazione giapponese, perché i protagonisti non si fanno alcuno scrupolo a parlare fuori dai denti. O dal proprio esoscheletro futuristico, ecco. Per concludere, i possessori di New Nintendo 3DS saranno lieti di sapere che il gioco è compatibile con la nuova console e utilizza i tasti dorsali aggiuntivi per permettere una navigazione più veloce fra le diverse tipologie di armi.

azure striker gunvolt coverAzure Striker Gunvolt

Sviluppatore: Inti Creates
Publisher: Inti Creates
Genere: Platform/Sparatutto
Disponibile: Digital
PEGI: 12+
Lingua: Italiano
Sito Ufficiale

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Azure Striker Gunvolt è una lettera d’amore a tutti quei giocatori che piansero alla scomparsa di X e si emozionarono per l’epopea di Zero; un prodotto capace di racchiudere dentro di sé l’eredità di una serie andata spegnendosi negli anni. La creatura Inti Creates è, inoltre, un ottimo esempio di platform dal gameplay veloce e aggressivo che da anni ci aspetteremmo da Capcom, ma che, puntalmente, ci troviamo offerto da altri autori. E alla fine, considerando la bontà dell’opera, ci chiediamo anche perché si dovrebbe rifiutare… ma la memoria torna sempre là, al caro casco bluastro! Mighty No.9 riuscirà a farcelo dimenticare? Gunvolt ci è andato vicino…

verde

Good

  • Il sistema di marcatura dei nemici è una trovata intelligente
  • Level design d'autore
  • Tante sfide opzionali da completare e molteplici epiloghi
  • Adatto sia a neofiti in cerca di sfide sia ad aficionados di Mega Man

Bad

  • Dialoghi e storia un po' inconcludenti, con risultati anticlimatici
  • I boss vengono riciclati troppe volte.
8

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.