Game Studies

The Witness e la filosofia dei pannelli

Il seguente articolo ha come destinatari tre categorie di lettori: 1) chi sta giocando a The Witness e ha già risolto più di un centinaio di pannelli e anche qualcuno degli ambientali; 2) chi ha giocato e ha terminato il gioco o lo ha abbandonato definitivamente; 3) chi non è interessato all’opera di Jonathan Blow, ma, comunque, è incuriosito dalle implicazioni filosofiche di un videogioco. ...[Read More]

Dear Esther e Gone Home: esplorare il significato dei videogiochi

Prima di tutto, una piccola avvertenza: questo articolo contiene spoiler dei due giochi presenti nel titolo. L’obiettivo che mi propongo in questa sede è di mostrare come spesso, nel momento in cui attuano una critica nei confronti di un videogioco, i giocatori diano per scontato una definizione di questo medium piuttosto che un’altra, senza tuttavia chiedersi se le cose stiano effettivament...[Read More]

Videogiochi e violenza: i giocatori non sono zombi morali

La mattina del 20 aprile 1999, due adolescenti, Eric David Harris e Dylan Bennet Klebold, entrarono nella loro scuola, la Columbine High School, nella contea di Jefferson, vicino Littleton (Colorado), armati fino ai denti (fucili a pompa e semi-automatici). Quando incominciarono a sparare all’impazzata uccisero 12 studenti e un insegnante, mentre i feriti furono 24. Da tempo i due ragazzi avevano ...[Read More]

Non solo film. Lo storytelling nei videogiochi

Quando negli anni ’70 uscirono i vari Pong e Space Invaders, il videogioco si presentava come mezzo interattivo privo di storytelling. La pretesa di raccontare storie attraverso il medium videoludico emerse successivamente con i giochi di ruolo (Ultima: The First Age of Darkness), le avventure testuali (la serie Zork) e grafiche (Maniac Mansion). Tuttavia, se in passato era inevitabile, per ...[Read More]