Rosso, Giallo e Gattone

About An Elf

Sviluppatore: Meringue Interactive
Distributore: Meringue Interactive
Formato: Digital
Versione Testata: Nintendo Switch
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

È molto difficile per me cercare di dare un senso a quello che ho giocato negli ultimi giorni, anche perché About an Elf sarebbe già di per sé un prodotto lontano dai miei consueti gusti. Nonostante ciò, il trailer era costruito in maniera talmente originale da suscitare in me grande curiosità e da indirizzarmi verso quello che poi sarebbe diventato uno dei videogiochi più fuori di testa che abbia mai avuto modo di provare.

Ogni tanto About An Elf è cosciente di quello che stiamo giocando

La vicenda raccontata da About an Elf è piuttosto semplice. La principessa Dam è un elfo che vuole ricreare Elftopia, una sorta di mondo paradisiaco per gli elfi, andato perduto in seguito a una non meglio precisata catastrofe. La trama viene raccontata per mezzo di una serie di flashback che Dam racconta all’amica Dido, un elfo che brandisce un lecca-lecca gigante e che sembra riluttante ad ascoltare le fantasticherie della principessa. Oltre a Dam, troviamo altri protagonisti: il suo compagno di avventure Roland (un gatto parlante che ella recluta dopo aver rischiato di essere da lui divorata) e numerosi mostri che i due affrontano lungo il cammino, da abbattersi sfruttando attacchi magici rappresentati da biglie colorate, ciascuna infusa con poteri diversi.

About an Elf ha il suo punto di forza nell’atmosfera completamente nonsense, che trasforma quella che è essenzialmente una visual novel con componenti puzzle/rpg di circa 5-6 ore in un’esperienza davvero particolare. La protagonista viene affiancata dal suo gatto – suo potenziale predatore, ricordiamolo – all’interno di scenari che sembrano venir fuori dalla fantasia di un bambino alle prese con tanti giocattoli nuovi. Il gioco procede in un susseguirsi di situazioni al limite dell’assurdo, nelle quali la vicenda raccontata sembra un semplice pretesto per uno sfoggio continuo di creatività e immaginazione. Durante la nostra avventura saremo chiamati ad affrontare mostri all’interno di brevi dungeon, caratterizzati anche da puzzle piuttosto lineari – seppure non privi di qualche elemento criptico. È possibile inoltre riprovare scontri ed enigmi utilizzando orsetti di gomma recuperati alla fine dei labirinti oppure regalatici da Dido.

Gli orsetti gommosi non sono solo buoni, ma salvano anche la vita

La bizzarria lynchiana di About an Elf lo rende un progetto difficile da comprendere appieno. Gli sviluppatori hanno del resto affermato di essere stati ispirati dal lungo periodo di lockdown dovuto al COVID-19, e non fatichiamo a crederlo: il gioco sembra voler uscire intenzionalmente dalle righe e regalare qualche ora di sano escapismo in un momento storico non proprio sereno. About an Elf riesce ad essere allo stesso tempo divertente e imbarazzante, con situazioni e dialoghi che rasentano il filosofico salvo poi precipitare al livello di uno sketch comico malriuscito. Le animazioni – se possiamo chiamarle così – consistono pochissimi frame renderizzati per ciascun personaggio, che contribuiscono a rendere il tutto ancor più caratteristico e surreale. La colonna sonora si avvale di brani cartooneschi e martellanti, che conferiscono ulteriore personalità all’opera. I personaggi si dimostrano uno più strampalato dell’altro, a partire dall’energetica e indomita principessa Dam, passando per il felino Roland – che non sembra ambire ad altro che a comportarsi come un semplice animale domestico – fino a degli oggetti di uso comune, che sfoggiano fattezze quasi umanoidi. Degni di nota sono la rosa parlante e il broccolo dispensatore di saggi consigli.

Il coraggio dell’operazione va senz’altro apprezzato moltissimo, anche perché About an Elf non può certo ambire a grandi numeri, tanto peculiare esso risulta anche all’interno della sua nicchia indipendente e del suo genere di appartenenza, certo non remunerativo come altri. Il prezzo potrebbe sembrare eccessivo per un prodotto di questo tipo, considerati i suoi contenuti – forse nemmeno adatti ai fan delle visual novel tout court – e la mancanza di rigiocabilità. Nonostante ciò, mi sento di consigliarlo, se non altro perché esso rappresenta un’esperienza assolutamente unica, difficilmente rintracciabile altrove.

semafori indie-03

7

Sommerso da una montagna di film vecchi e nuovi da recuperare, trova il tempo per i videogiochi dei quali è fan sin dai tempi dei Puffi sul Super Nintendo!