Ho provato un metroidvania con le bambine salvifiche: Ender Lilies

Ender Lilies

Che poi, per questo Ender Lilies: Quietus of the Knights di Binary Haze Interactive – freschissima software house giapponese di stanza a Tokyo – non si può parlare nemmeno di “metroidvania” vero e proprio, ma ci siamo capiti, suvvia. Trattasi più specificatamente di un platform 2D che combina elementi action e RPG alla stregua di un Blasphemous, per intenderci, anche se per fortuna con risultati ben superiori.

Ender Lilies

Previsto per l’early access a partire da domani 21 gennaio, Ender Lilies affida una ricca percentuale della sua efficiacia alla confezione cosmetica – che, va ammesso, lascia davvero poco a desiderare. È ovvio a qualsiasi giocatore con un minimo di esperienza che non siamo di fronte a un prodotto di straordinaria originalità formale: molte delle espressioni di questo horror zuccherino e bamboleggiante sono state già condotte a un assoluto grado di perfezione da Vanillaware – al quale Binary Haze deve ben più di qualcosa – e l’intervento di una colonna sonora tutta carillon, valzerini e accordi minori non fa sobbalzare sulla sedia dalla sorpresa. Siamo dalle parti del gotico come potrebbe concepirlo un brand di abbigliamento visual giapponese tipo Moi-même-Moitié, ove il terrore resta sempre nell’orbita del relativamente controllabile e, quando c’è, assume comunque una facies di decadente eleganza. Lo staff artistico porta a termine il proprio compito con molta competenza, lavorando di fino su proporzioni e distorsioni e avvalendosi di una suggestiva tavolozza di colori invernali e cangianti.

Ender Lilies

La trama che vede al centro la piccola protagonista Lily, una bambina pallida e fragilissima vestita di merletti bianchi, percorre strade già battute nella tradizione recente della “darkwave” giapponese: a cominciare dal classico incipit con l’inspiegabile risveglio in mezzo al nulla per continuare con una vicenda tutta dannazione e purificazione nella quale Lily interpreta il ruolo della salvatrice dai mistici poteri divini. I dialoghi, tradotti in numerosissime lingue – incluso l’italiano – sono brevi e semplici, e servono bene allo scopo. Sul piano del ritmo, la narrazione è gestita in modo intelligente e consente al giocatore di empatizzare facilmente con le anime corrotte un tempo parte del quotidiano di Lily e ora in cerca di salvezza dopo essere cadute vittime di una “piaga” non meglio specificata. L’incontro della bambina con gli amici conosciuti in una vita precedente e trasformatisi in efferati boss da sconfiggere si carica di toni leggiadri e malinconici, enfatizzati dalla bella trovata di accompagnare questi scontri-chiave con un sottofondo musicale triste e nostalgico, in netto contrasto con la freneticità delle azioni che si svolgono su schermo.

Ender Lilies

Sul piano ludico, Ender Lilies ha buone carte da mettere sul tavolo. Il titolo non ambisce a rivoluzionare il genere di appartenenza e preferisce muoversi su terreni più che sicuri, limitandosi a dare il massimo con i mezzi a disposizione e privilegiando la solidità di un gameplay ben strutturato all’azzardo della sperimentazione. Vi è una blanda componente RPG, limitata alla personalizzazione delle abilità acquisite man mano che si assimiliano nel proprio gruppo gli spettri dei compagni perduti e ritrovati, e vi è tutto quello che ci si potrebbe aspettare da un prodotto di questo tipo: piattaforme, salti doppi, un leggero (mai troppo) backtracking e un approccio agli scontri basato su tempismo e apprendimento degli schemi di attacco avversari. L’effetto Dark Souls è fortunatamente evitato dalla curva di apprendimento razionale, dalla buona reattività di Lily sia nel salto che nella schivata e dall’espediente dello scintillio che compare negli occhi dei nemici appena prima che essi sferrino i propri colpi; di conseguenza, i combattimenti assumono spesso un gradevole andamento da rhythm game che scongiura il rischio di eccessive frustrazioni.

In breve: Ender Lilies: Quietus of the Knights si presenta come un ottimo titolo d’esordio per una software house che ci auguriamo di vedere presto all’opera su progetti di più ampia portata. Se siete appassionati del genere – e anche se non lo siete – dateci uno sguardo, a maggior ragione perché l’early access ha già raggiunto uno stadio di pulizia davvero lodevole. O mica starete ancora cercando di far girare Cyberpunk 2077?

Ilya Muromets
Storico dell'arte, musicista e sarto dilettante, giocatore compulsivo da ormai svariati decenni. Specialista in cRPG, fantasy europeo e Magic the Gathering. Quando non è alle prese con un videogioco di ruolo occidentale indie (più sono marroni e tristi, più ci si diverte), si nasconde nelle steppe siberiane in attesa di rientrare trionfalmente recando con sé qualche testa di idra come trofeo.