Townscaper è il videogioco di cui hai bisogno e non lo sai

Townscaper

Su GeekGamer.it siamo soliti viaggiare lungo binari un po’ più obliqui e sotterranei rispetto alla media del cosiddetto giornalismo videoludico. D’altra parte, i veri tesori si nascondono là dove non li si va a cercare. Mentre sullo sfondo del web in fiamme impazzano le discussioni relative all’ennesimo filmone interattivo AAA, preferiamo segnalarvi piuttosto un delizioso prodottino indipendente, che alla modica cifra di cinque euro scarsi vi trasporterà in una dimensione completamente nuova.

Townscaper è un piccolo building tool procedurale concepito dal talentuosissimo sviluppatore svedese Oskar Stålberg, il quale aveva inaugurato questo progetto in solitaria come semplice esercizio di programmazione. L’enorme curiosità generale suscitata dai video del suo profilo Twitter lo ha finalmente convinto a rendere disponibile il programma su Steam.
Con Townscaper, è possibile cimentarsi nella costruzione di variopinte città marittime per mezzo di una semplicissima interfaccia che opera al di sopra di una griglia irregolare. È sufficiente impiegare il tasto sinistro del mouse per generare una piattaforma e/o un’unità abitativa, e il tasto destro per demolire quanto realizzato. Nient’altro.

Non esiste gameplay vero e proprio: non si guadagnano punti né si vincono premi, non si raggiungono obiettivi quantificabili, non vi sono abitanti da gestire o risorse da consumare. Tutto comincia e si risolve nel semplice atto del costruire.

Considerate queste premesse, Townscaper sembrerebbe ben poca cosa. In realtà, una volta aperto il programma e tentati i primi esperimenti, ci si rende conto di quanto il tool offra una profondità interattiva e una freschezza estetica capaci di far impallidire qualsiasi bombardone multinazionale presente sul mercato. I semplici edifici policromi disegnati dal motore grafico rivelano una straordinaria “croccantezza” tattile, una presenza fisica di grande impatto, oltremodo esaltata dalle animazioni carnose e vagamente cartoonesche che accompagnano ogni atto di creazione e demolizione.

Fonte: https://twitter.com/WurdBendur

La varietà dell’invenzione procedurale è altresì ammirevole: complice l’irregolarità della griglia di partenza, l’affiancamento o la sovrapposizione delle diverse unità finiscono per generare soluzioni sempre differenti. Tra ponti, scalette e torri che sbocciano ovunque come fossero composti di una strana materia organica gommosa, sarà necessaria più di qualche ora di gioco per imparare a prevedere il comportamento della cittadina dopo ogni mossa. Più che con un centro urbano misurato e misurabile, sembra di avere a che fare con una curiosa creatura vivente di mattoni e tegole, che reagisce dispettosamente a qualsiasi nostro tentativo di controllarla.

Il principale segreto di Townscaper, però, sta nella straordinaria qualità atmosferico-narrativa che è in grado di generare agli occhi del giocatore, qualità ancor più sorprendente se consideriamo che il gioco non manifesta mai esplicite intenzionalità diegetiche. Eppure, una volta avviato il programma, è seriamente difficile non restare affascinati da queste piccole costruzioni tanto bizzare e allo stesso tempo tanto familiari, capaci come sono di evocare memorie che restano – al netto delle stilizzazioni – intrinsecamente primigenie e altrettanto inequivocabilmente europee. Le casette di Townscaper sono esattamente quelle che avevate in mente da bambini quando avete tenuto in mano per la prima volta carta e colori e avete provato a disegnare: sono la villetta della nonna in campagna, la calle veneziana, il piccolo faro sul lungomare portoghese, ma anche i villaggi scandinavi, i porti in Normandia e i cavalcavia ottocenteschi in Inghilterra.

Townscaper

Questo palcoscenico collettivo viene corredato da tanti piccoli dettagli che sembrerebbero denunciare inequivocabilmente la presenza di vita: man mano che la città prende forma compaiono cespugli ben potati, cassette della posta, telescopi sulle terrazze, panni stesi ad asciugare, e persino microscopici stivali lasciati con cura fuori dalle porte. Eppure, non si vede mai nessuno. Complice anche l’assenza di colonna sonora – scelta brillantissima, senza dubbio – Townscaper riesce a generare nel giocatore un costante senso di sospensione, l’attesa metafisica di qualcosa che sappiamo non potrà mai avvenire, ma che comunque continuiamo a ricercare. Mano mano che si procede con la costruzione, è quasi impossibile non cedere alla tentazione di domandarci chi mai potrebbe affacciarsi da quelle finestre o passeggiare attraverso quei giardinetti. Senza proferire una sola parola, con il suo piccolo aggeggino a cinque euro su Steam Oskar Stålberg è riuscito a raccontare molto più di quanto non abbia mai fatto Naughty Dog in tutta la sua storia aziendale.
Comperate Townscaper, su. Non ve ne pentirete.

Ilya Muromets
Storico dell'arte, musicista e sarto dilettante, giocatore compulsivo da ormai svariati decenni. Specialista in cRPG, fantasy europeo e Magic the Gathering. Quando non è alle prese con un videogioco di ruolo occidentale indie (più sono marroni e tristi, più ci si diverte), si nasconde nelle steppe siberiane in attesa di rientrare trionfalmente recando con sé qualche testa di idra come trofeo.