Abbiamo davvero ancora bisogno dell’E3?

E3

Lo pensiamo da tempo: l’emergenza Covid-19 di quest’anno non ha fatto che accelerare un processo già in atto da ormai parecchi anni, ma che ci si ostinava a non voler notare troppo nei piani alti dell’informazione per semplici ragioni di convenienza e abitudine. L’industria videoludica che tira, quella dei grandi numeri e delle grandi promozioni, non ha più bisogno di un E3 per raggiungere il proprio pubblico deputato.

Non si tratta di una sorpresa per chiunque abbia dimestichezza con l’attuale panorama del settore, considerati i numerosi segnali provenienti da tutte le principali major. Stavolta però si hanno a disposizione alcuni solidi dati statistici: da poche ore Superdata, noto analyst del mercato, ha diffuso una relazione dalla quale risulta che nessuno degli eventi virtuali organizzati dai maggiori publisher videoludici ha effettivamente sofferto del mancato svolgimento dell’E3 di quest’anno. Al contrario, almeno secondo i dati ricavabili da Twitch, le grandi protagoniste dell’industria hanno potuto godere di un incremento nelle visualizzazioni rispetto a eventi similari tenutisi nel 2019.

Naturalmente, si tratta di informazioni che devono essere analizzate da una prospettiva corretta: questa resta pur sempre l’estate che precede l’arrivo della next gen, e la pandemia ha costretto sia i produttori che i consumatori a ricercare strade alternative per garantire la comunicazione reciproca. Resta il fatto che, ad eccezione del PC Gaming Show, gli show virtuali organizzati dai grandi “attori” del settore hanno riscontrato visualizzazioni considerevolmente superiori rispetto allo scorso anno.

Allo stesso tempo, è chiaro che a soffrire della mancanza di una vetrina centralizzata come quella dell’E3 siano stati i publisher e le software house di minore peso, per i quali gli eventi “in presenza” rimangono (ma per quanto ancora?) un’occasione a cui è difficile rinunciare del tutto.

Cosa dobbiamo aspettarci? Nella relazione di Superdata, si è supposto che nel prossimo futuro le realtà medio-piccole cercheranno sempre più spesso opportunità di partnership con i “big”, e c’è da domandarsi in che misura queste eventuali allenze potranno condizionare la produzione meno allineata e mainstream. D’altra parte, bisognerà molto probabilmente abituarsi all’idea che il modello portato avanti dalle grandi convention come l’E3 costituisca il residuato di un’epoca ormai trascorsa, e che l’industria videoludica dovrà ricercare nuove formule di autopromozione in un contesto sempre più fluido, frammentato e interconnesso.

Ilya Muromets
Storico dell'arte, musicista e sarto dilettante, giocatore compulsivo da ormai svariati decenni. Specialista in cRPG, fantasy europeo e Magic the Gathering. Quando non è alle prese con un videogioco di ruolo occidentale indie (più sono marroni e tristi, più ci si diverte), si nasconde nelle steppe siberiane in attesa di rientrare trionfalmente recando con sé qualche testa di idra come trofeo.