Microsoft tende un agguato a Sony: quale prezzo per la vittoria?

Xbox Series X Microsoft

L’internet era ancora di là dal venire a quei tempi, ma tutti gli addetti ai lavori ricordano molto bene l’effetto valanga ottenuto da Steve Race, responsabile per la commercializzazione della prima Playstation negli Stati Uniti, in occasione della presentazione della nuova console Sony durante la prima edizione dell’E3, nel lontano 1995. Al termine di una lunga carrellata di giochi inuscita e dopo i consueti salamelecchi di rito, Race fu invitato a parlare di fronte al pubblico in attesa, un po’ annoiato; una volta salito sul podio, rivolse davanti a sé uno sguardo indifferente e pronunciò un solo numero: “299”.

Quel “299”, immediatamente applauditissimo dagli astanti, è assurto alla stregua di un classico della pluridecennale e sanguinosa storia della console war: Steve Race stava annunciando l’ingresso a gamba tesa di Sony nel mercato delle console di nuova generazione, con un prodotto che sarebbe costato ben cento dollari in meno del diretto concorrente, il mai dimenticato Saturn di Sega. Come è andata a finire, lo sappiamo tutti.

Alla vigilia (interminabile) del lancio della next generation, mentre tutti sono in attesa di capire di che morte si deve morire, fa sempre sorridere ripensare al “caso 299”, specie ora che cominciano a circolare indiscrezioni particolarmente succulente in merito alla politica aggressiva che Microsoft vorrebbe inaugurare per il lancio della sua Xbox Series X. Fin qui, lo abbiamo detto, le mosse di Microsoft non sono stata brillanti. L’opaco Gameplay Event della settimana scorsa è stato inondato di critiche e, va detto, la pandemia in corso non facilita i lavori di un settore ancora così tanto dipendente da fiere e convention e nel quale la comunicazione deve sempre apparire brillante, fulminea e dinamica.

La battaglia si combatte a colpi di PR, e con mezzo mondo bloccato nelle camerette prevalere non è semplice. Ma a livelli meno transeunti si ragiona anche con il portafoglio in mano, e da questo punto di vista Microsoft sembra avere le idee ben chiare. Stando a Michael Pachter (analista di Wedbush Securities) e a Peter Moore (già executive di EA e della stessa Microsoft), entrambi ospiti venerdì scorso di un podcast a cura di Geoff Keighley on Friday, il colosso statunitense sarebbe intenzionato a mettere in commercio la Xbox Series X a un prezzo inferiore rispetto a quello della PS5 di Sony, anche a costo di compromettere le entrate iniziali.

È stato Pachter a suggerire che Microsoft starebbe aspettando che Sony annunci il costo della sua nuova console, in modo da poter contrattaccare con una cifra più bassa – forse addirittura cento dollari in meno rispetto ai 500 che gli addetti prevedono per PS5. In questa lotta al ribasso – ha dichiarato sempre Pachter – Microsoft potrebbe partire avvantaggiata perché, al netto dei costi dell’hardware, sarebbe in grado di ricavare un profitto maggiore sulla vendita di ciascuna console.

Allo stato attuale, insomma, staremmo assistendo a una sorta di guerriglia di posizione: Sony e Microsoft starebbero ragionando “in perdita”, e questa tattica sembrerebbe di gran lunga più favorevole a Microsoft – soprattutto se si confermeranno le voci di una seconda console in preparazione, finora ancora piuttosto fumose.

L’E3 quest’anno non potrà svolgersi, ma chissà… avremmo forse assistito a un “299” parte seconda?

Ilya Muromets
Storico dell'arte, musicista e sarto dilettante, giocatore compulsivo da ormai svariati decenni. Specialista in cRPG, fantasy europeo e Magic the Gathering. Quando non è alle prese con un videogioco di ruolo occidentale indie (più sono marroni e tristi, più ci si diverte), si nasconde nelle steppe siberiane in attesa di rientrare trionfalmente recando con sé qualche testa di idra come trofeo.