Parabola discendente per l’E3? Sony diserterà anche quest’anno…

Playstation Sony Interactive Entertainment

La notizia era nell’aria già da qualche settimana, ma l’attesa conferma è giunta proprio poche ore fa da parte del quartier generale di Sony Interactive Entertainment direttamente al sito GamesIndustry.biz: il colosso giapponese non sarà presente all’E3 del 2020, disertando così l’appuntamento per il secondo anno di fila.

Il comunicato risulta piuttosto criptico nelle sue linee generali, ma suona come una sottesa sentenza nei confronti dell’evento: secondo Sony, infatti, la “visione” dell’E3 non sarebbe in linea con i propri piani per l’anno a venire. In alternativa, essa sarà presente in occasione di altri appuntamenti con lo scopo di annunciare le prossime novità per PlayStation 4 e PlayStation 5. Secondo il rappresentante di Sony:

Il nostro obiettivo è assicurarci che i fan si sentano parte della famiglia PlayStation e abbiano pieno accesso ai loro contenuti preferiti. Abbiamo in serbo una fantastica serie di titoli in arrivo su PlayStation 4 e, in prossimità del lancio di PlayStation 5, ci attendiamo un anno di celebrazione insieme ai nostri fan.

La “diplomazia industriale” dimostrata da Sony nel liquidare l’E3 non è servita a nascondere, agli occhi degli appassionati, l’ennesima conferma dello stato di crisi di quello che era (e in parte continua ad essere) il più importante appuntamento del settore. Non è infatti un mistero per nessuno che nel corso degli ultimi anni i maggiori colossi dell’industria videoludica abbiano dato mostra di voler cercare soluzioni alternative per la propria promozione, possibilmente autonomi rispetto alla concorrenza e svincolati dalla necessità – un tempo indispensabile, oggi molto meno grazie alle piattaforme di streaming – della presenza fisica in un dato luogo e momento. Il fatto che una decisione così drastica da parte di Sony giunga all’inizio di un anno tanto delicato in vista della nuova generazione di console appare particolarmente significativo: una compagnia dominante nel settore può ora permettersi di trattare l’E3 alla stregua di tutti gli altri eventi annuali, sottraendosi di fatto all’imposizione di ritmi e programmazioni esterne ai propri piani.

E visto che si tratta del secondo anno di fila, ciò appare ormai come la regola, e non più come l’eccezione.

 

Ilya Muromets
Che poi, a ben vedere Cutie Honey era tipo la Edwige Fenech dei giapponesi.