I creatori di Dungeons & Dragons hanno in mente cose…

Dungeons & Dragons: Dark Alliance

La storia dei videogiochi su licenza Dungeons & Dragons è lunga e complessa, e – dobbiamo ammetterlo – non sempre graziata da risultati all’altezza del prestigio del marchio. Senza dover ricordare qui lo scandalo di Pool of Radiance: Ruins of Myth Drannor di Ubisoft (che regalava agli utenti un terrificante bug in grado di cancellare intere cartelle vitali dal sistema operativo) la benedizione D&D ha graziato prodotti di altissima caratura (Baldur’s Gate, Planescape: Torment), nonché titoli letteralmente inapprocciabili come Il Tempio del Male Elementale – lo ricordate?

Insomma, ricevere una licenza Dungeons & Dragons costituisce senza alcun dubbio un riconoscimento prestigioso per una software house, ma anche un rischio non da poco, specie se si considera il tenore dell’esigentissimo pubblico di appassionati. A quanto pare, dopo un lungo periodo di assenza dalla scena videoludica – fatte salve riedizioni ed espansioni dei classici dei primi anni 2000 – il franchise D&D sta per tornare con ben “sette o otto” nuovi giochi – almeno stando alle dichiarazioni del presidente della Wizards of the Coast, Chris Cocks, in una recente intervista.

Il primo di questa nuova serie di titoli sarà quella mirabolante tamarrata di Dark Alliance annunciato la settimana scorsa.

Nel corso dell’intervista, Cocks ha spiegato che il marchio Dungeons & Dragons sarà applicato a giochi di genere diverso, alcuni dei quali sperimenteranno ambientazioni e sistemi di battaglia nuovi. Sebbene siano previste modalità in single player, molta enfasi sarà riposta nella componente multigiocatore che “rappresenta una parte importante del nostro ingrediente segreto”

In attesa di saperne di più, non ci resta che riguardarci il trailer di Dungeons & Dragons: Dark Alliance, che sarà pubblicato nel corso del 2020.

Ilya Muromets
Storico dell'arte, musicista e sarto dilettante, giocatore compulsivo da ormai svariati decenni. Specialista in cRPG, fantasy europeo e Magic the Gathering. Quando non è alle prese con un videogioco di ruolo occidentale indie (più sono marroni e tristi, più ci si diverte), si nasconde nelle steppe siberiane in attesa di rientrare trionfalmente recando con sé qualche testa di idra come trofeo.