The Legend of Zelda: Link’s Awakening – parla il compositore Ryo Nagamatsu

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Il sito web di Nintendo UK ha pubblicato un paio di giorni fa una succosa intervista al compositore e arrangiatore Ryo Nagamatsu, responsabile della colonna sonora di The Legend of Zelda: Link’s Awakening, il cui remake per Nintendo Switch è stato pubblicato una decina di giorni fa.

Tra i molti dettagli interessanti, emergono anche alcune osservazioni sull’identità musicale dei brani d’accompagnamento del titolo, caratterizzati – come afferma da Nagamatsu – da sfumature che li differenziano da quelli prodotti per altri titoli Zelda.

Nei giochi di Zelda usiamo spesso musica orchestrale, e ogni volta abbiamo la tendenza a renderla sempre più drammatica aggiungendo elementi laddove vi sia già un brano originale preesistente. Tuttavia, siccome una grande orchestra non sarebbe stata adatta all’aspetto di questo titolo, ho deciso di giocare per sottrazione. Allo stesso tempo, avevamo bisogno di musica che avesse una certa dose di “ooomph” per un gioco Zelda, quindi ho inizialmente impiegato strumenti a fiato.

La storia e i personaggi che appaiono in Link’s Awakening sono “inusuali” per un titolo Zelda, sicché siamo stati incoraggiati a deviare dagli schemi consueti.

Il vantaggio di suonare una melodia con un solo tipo di strumento è che i cambiamenti espressivi o esecutivi sono pià semplici da percepire perché risultano in cambiamenti più diretti. In questo modo, possiamo rendere meravigliosa la melodia senza distorcerla o rendere gli arrangiamenti più stravaganti. D’altra parte, i vecchi giochi potevano contare solo su pochi strumenti, quindi in un certo senso si tratta di un vero e proprio remake.

Sul sito di Nintendo UK sono disponibili anche dei sample dimostrativi dei brani.

Ilya Muromets
Storico dell'arte, musicista e sarto dilettante, giocatore compulsivo da ormai svariati decenni. Specialista in cRPG, fantasy europeo e Magic the Gathering. Quando non è alle prese con un videogioco di ruolo occidentale indie (più sono marroni e tristi, più ci si diverte), si nasconde nelle steppe siberiane in attesa di rientrare trionfalmente recando con sé qualche testa di idra come trofeo.