Finalmente un mondo più sicuro! Walmart rimuove i videogiochi “violenti” dagli scaffali…

Call of Duty

La cosiddetta “cultura” statunitense non smette mai di sorprenderci per quel mix ineffabile di ipocrisia pruriginosa e proclami a una presunta “libertà” che si ferma al primo sollevarsi di interessi economici specifici. La notizia dell’ultima ora, riportata da numerosi portali specializzati, è che la catena americana di megastore Walmart pare aver posto un veto alla presenza di videogiochi, film e telefilm le cui copertine richiamano contenuti “violenti”. Tale decisione sarebbe consequenziale alla recentissima strage di sabato scorso a El Paso in texas, ennesimo episodio di mass shooting perpetrato sulla scia di quel suprematismo bianco di cui gli Stati Uniti sembrano essere maestri imbattuti.

Inutile ricordare come l’accusa diretta ai “gruesome and grisly video games” (parole di Donald Trump) non si sia fatta attendere, e abbia rimbalzato ovunque nei media, con risultati spesso tragicomici – si veda l’immagine qui a fianco.

Proprio ieri, il giornalista freelance Kenneth Shepard ha fatto circolare su Twitter una immagine di un documento interno di Walmart, nel quale si dichiarava una sorta di “stato di emergenza” a causa del quale si rendeva necessaria la rimozione di tutto ciò che poteva rimandare a un immaginario di violenza – ivi compresi film, video di caccia e trailer di videogiochi “in particolare su Playstation e Xbox”.

La cosa sarebbe già abbastanza ridicola così, ma c’è di peggio: siccome non ci si permetterebbe mai di limitare la freedom individuale di chicchessia, Walmart ha pensato bene di limitare questa operazione di censura ai soli prodotti d’intrattenimento, continuando nel frattempo a vendere armi e munizioni, come confermato da varie fonti quali USA Today.

Insomma, non c’è alcun problema se i nostri daddies americani possono tranquillamente fare un salto al supermercato vicino e comperarsi un fucile per protect themselves dai latinos che rubano il lavoro. L’importante è che i loro figli non giochino a Call of Duty.

 

Ilya Muromets
Che poi, a ben vedere Cutie Honey era tipo la Edwige Fenech dei giapponesi.