Top 3 2017 – I titoli preferiti dai membri della redazione di GeekGamer.it

Top 3 2017 – I titoli preferiti dai membri della redazione di GeekGamer.it
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Federico Gadda

The Legend of Zelda: Breath of the Wild (Recensione di GeekGamer.it)

Non avendo giocato a molti titoli di questo 2017, mi sono trovato in difficoltà nel riuscire a stilare una top 3. L’unica certezza era il mio numero uno: l’ultimo capitolo di Zelda. Acquistai il Wii U proprio in previsione di giocare a questo titolo e posso dire di aver fatto bene, nonostante si tratti di una delle console che ho utilizzato meno. Breath of the Wild è la boccata d’aria fresca che tanto serviva sia alla saga di Zelda sia al panorama degli open world. In particolare ho amato la ricerca dei sacrari, eseguita guardando attentamente la mappa e selezionando le aree più interessanti, per poi successivamente esplorarle. Avevo delle aspettative altissime per Breath of the Wild e sono state ampiamente rispettate, risultando un titolo capace di svecchiare la formula della saga e di stabilire un nuovo standard per il genere degli open world.

A Hat in Time (SteamPS StoreXbox MarketplaceRecensione di GeekGamer.it)

Una delle sorprese più piacevoli dell’anno, A Hat in Time è un platform 3D ispirato ai pilastri del genere, che cerca di replicarne le atmosfere. La cosa straordinaria è che il feeling è proprio quello dei platform Nintendo64 e GameCube, soprattutto le influenze di Super Mario Sunshine sono ben visibili, sia per l’atmosfera del primo mondo di gioco che per alcuni stage speciali.
Nonostante il citazionismo e le strizzate d’occhio ad altri platform 3D, A Hat in Time riesce a costruire e mantenere una propria identità per tutto lo scorrere del gioco, risultando sempre originale e mai banale. Il tutto è confezionato da uno stile coloratissimo e da dei controlli impeccabili, anche la telecamera – problema da sempre per il genere – si comporta molto meglio che in altri titoli più blasonati.

Hearthstone: Coboldi & Catacombe

Non si tratta di un gioco nuovo ma piuttosto di un’espansione, in particolare l’ultima dell’anno del Mammut di Hearthstone. Non sono tanto le nuove carte ad avermi conquistato, ma piuttosto l’inedita modalità Dungeon Run che permette di affrontare sfide di difficoltà crescente contro l’I.A. del gioco. Queste sfide sono affrontabili con tutte le classi del gioco e sono ogni volta diverse, in quanto dopo ogni vittoria dovremo scegliere delle nuove carte da inserire nel nostro mazzo, divise tra diverse tipologie. Questa sorta di modalità Roguelike risulta estremamente rigiocabile, anche grazie all’elevato livello di sfida – a volte forse anche punitivo – degli ultimi boss e alla componente casuale che sta alla base della costruzione del mazzo, il quale risulterà ogni volta differente. Un’ottima alternativa sia alle più classiche avventure che alla modalità competitiva, attualmente afflitta da alcuni problemi di bilanciamento e varietà.

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.