Top 3 2017 – I titoli preferiti dai membri della redazione di GeekGamer.it

Top 3 2017 – I titoli preferiti dai membri della redazione di GeekGamer.it
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Lorenzo Quadrini

PlayerUnknown’s Battleground (SteamXbox Marketplace)

PUBG è un poco il mio chiodo fisso per questo 2017, ed entra quindi in questa personale top 3. Tutti e tre i videogiochi, pur non essendo in assoluto i migliori dell’anno solare, hanno introdotto delle novità o delle dinamiche di estrema importanza. PlayerUnknown per esempio, sebbene rimanga ancorato ad una struttura tecnica certo non eccezionale (anzi addirittura problematica) e a dei picchi oggettivi di ripetitività, ha imposto un nuovo standard per tutti i survival multiplayer di successo. Ossia attenzione alla community, gameplay che limiti all’osso gli exploit e il metagioco dei fruitori più accaniti e propensi alla “rottura” delle dinamiche previste dagli sviluppatori ed infine un sistema competitivo tanto divertente quanto eterogeneo. Paradossalmente quindi PUBG vince la sfida dei survival online, per antonomasia i prodotti più liberi ed aperti a tendenze autonome, inserendo regole e costrizioni stringenti ma funzionali. Solo il futuro ci dirà se questa ricetta è davvero la migliore per il genere, ma nel frattempo i numeri di vendita parlano chiaro (e anche le tendenze affini dei cloni e dei competitors).

PES 2018 (SteamPs StoreXbox Marketplace)

Di solito il blockbuster calcistico non viene mai inserito nelle liste dei migliori prodotti dell’anno, vuoi per l’oggettiva monotonia del gameplay, vuoi per la nominata di “gioco-panettone” che FIFA e PES si trascinano da anni nelle più strette cerchie di appassionati del medium. Premettendo che questo PES non ha certo rivoluzionato il settore, merita comunque uno sguardo più approfondito il coraggio degli sviluppatori, che hanno finalmente deciso di offrire un software diverso dal diretto concorrente, aperto a meccaniche spiccatamente più arcade e nettamente semplificate. Il gioco fila liscio come l’olio, grazie a una IA di migliorata rispetto alla scorsa edizione, a un motore grafico (il Fox Engine) di tutto rispetto e ad un gameplay finalmente divertente, a volte anche improbabile, ma più che adatto soprattutto per il gioco multiplayer locale. Un acquisto improrogabile per gli amanti del pallone, che sono stufi delle simulazioni esasperate e parossistiche.

They are Billions (Steam)

They are Billions è una delle proposte indie più interessanti degli ultimi tempi. Bisogna mettere subito le mani avanti: solito early access, solita montagna di promesse. Per ora però il team di sviluppo pare mantenere la giusta costanza di lavoro, fornendo un prodotto già pronto per sfide molto interessanti. Qualitativamente il gioco propone un gameplay misto tra il classico RTS e dinamiche survival-zombie molto intriganti e complesse. Al contrario di altri videogames affini dove, una volta superato lo scoglio iniziale o il gap previsto per il livello, si ottiene sempre e comunque una schiacciante vittoria gestionale, They are Billions tiene incollati davanti allo schermo: un passo falso e il nostro accampamento diventerà un nido brulicante di non morti. La mescolanza di generi e il ritmo serrato possono portare il software a diventare un piccolo gioiello del genere. Sperando che non crolli anche lui nel baratro delle eterno incompiute.

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.