House Party: un’ennesima storia di bigottismo all’americana?

house Party

House Party, un ibrido tra avventura grafica e dating sim prodotto dalla software house indipendente Eek! Games, è stato al centro di un piccolo “caso” che forse non avrà provocato troppi strascichi presso il pubblico generalista, ma che sembra rappresentare l’ennesimo indice della persistenza di una certa discutibile scala di valori presso l’industria culturale americana.

In breve: qualche giorno fa Valve aveva rimosso inaspettatamente House Party da Steam a causa della presenza di contenuti considerati eccessivamente problematici. All’inizio si era creduto che tale “problematicità” risiedesse nel fatto che il titolo prevedeva la possibilità che il giocatore ricattasse alcune ragazze per convincerle a concedergli favori sessuali. Stando alle dichiarazioni degli sviluppatori, invece, si è trattato di un caso un po’ diverso: Valve ha infatti consentito di pubblicare di nuovo House Party a patto che vi fosse introdotta una “modalità censurata” di default, tale da nascondere tutte le nudità precedentemente visibili.

House Party

Queste le “bande nere” ora presenti in House Party. Secondo Bobby Ricci, la didascalia servirebbe a mettere in luce l’ipocrisia della censura,

Gli sviluppatori hanno poi pubblicato immediatamente una patch che permette ai giocatori di rimuovere le censure, dichiarando che l’aut-aut di Valve in proposito era stato perentorio: House Party non avrebbe potuto tornare su Steam se non fossero state coperte tutte le imbarazzanti vergogne. Non si è fatta invece menzione della questione delle molestie descritte nella trama, ma stando a quanto dichiarato da Bobby Ricci nel corso di una conversazione telematica con la redazione di PCGamesN nessuno di Valve si sarebbe lamentato della presenza di tali elementi. Secondo Ricci, infatti, House Party sarebbe connotato da una vena dichiaratamente parodistica, e sarebbe stato progettato per concedere al giocatore una grande dose di libertà, ponendolo poi di fronte alle conseguenze dirette delle proprie azioni.

Non avendo provato questo prodotto, non siamo in grado di valutare quanto di ciò sia vero. Se, insomma, il ricatto e la molestia in House Party siano stati debitamente “tematizzati” in senso narrativo o se rappresentino un semplice pretesto per solleticare le fantasie del giocatore – e, nel secondo caso, in che misura tale “solletico” venga giustificato. La domanda che si pone è invece un’altra: ora che House Party ha coperto con bande nere le nudità inizialmente presenti, è diventato un gioco “meno problematico” secondo gli standard di Valve?

Ciò significherebbe solo una cosa: che nel mondo di Steam non ha alcuna importanza quali siano le premesse alla base del contenuto erotico, l’importante è che esso non sia rappresentato in forma visiva. L’ennesima storiella di doppiopesismo moralistico americano, insomma.

 

 

Ilya Muromets
Storico dell'arte, musicista e sarto dilettante, giocatore compulsivo da ormai svariati decenni. Specialista in cRPG, fantasy europeo e Magic the Gathering. Quando non è alle prese con un videogioco di ruolo occidentale indie (più sono marroni e tristi, più ci si diverte), si nasconde nelle steppe siberiane in attesa di rientrare trionfalmente recando con sé qualche testa di idra come trofeo.