Intervista a Swery, director di Deadly Premonition, e Koji Igarashi, produttore di Castlevania

Intervista a Swery, director di Deadly Premonition, e Koji Igarashi, produttore di Castlevania

Durante una recente tavola rotonda, Brandon Sheffield di Necrosoft Games ha avuto la possibilità di discutere con alcune delle principali figure del settore dei videogiochi giapponesi circa lo stato attuale del mercato videoludico del paese.

Il director di D4 e Deadly Premonition, Hidetaka Suehiro, conosciuto anche come Swery o Swery65, di cui trovate la foto in apertura di notizia, è stato il primo a condividere i suoi pensieri, e ha avuto anche alcune parole di avviso per chiunque cerchi fama e fortuna nel Paese del Sol Levante: “La gente in Europa non sa cosa sta succedendo nel mercato giapponese, ma fondamentalmente ecco come stanno andando le cose. Non c’è alcuna garanzia che un gioco venderà bene, anche solo sul territorio nazionale”.

“Le persone prevedono i budget basandosi solo su quello, sulla convinzione che automaticamente il gioco in Giappone andrà forte, e poi realizzano il gioco in base a quel budget. Questa è la situazione in cui ci troviamo ora. Così ci sono alcuni sviluppatori che mirano solo a raggiungere numeri alti in termini di vendite, mentre ce ne sono altri che cercano di usare piattaforme come Steam per cercare di far arrivare il prodotto in tutto il mondo”, ha dichiarato Swery.

Swery ha sostenuto anche di non essere sicuro che le cose cambieranno, ma quando si tratta della sua filosofia aziendale, dice di sperare solo che ci siano persone che continueranno ad essere attratte dai giochi che sviluppa.

Durante l’intervista, Swery è stato anche raggiunto dal produttore di Castlevania Koji Igarashi e dal giornalista Masatoshi Tokuoka. Se siete curiosi di sapere cos’altro hanno dichiarato, trovate l’intervista completa qui.

Antonino
Con il joypad in mano fin da quando aveva 5 anni, ai tempi della PlayStation One, è laureato in Scienze della Comunicazione con specialistica in Editoria. Grande appassionato di cinema, doppiaggio, letteratura e videogiochi, lo chiamano internauta videoludico, o giocatore incallito.