Top 3 2016 – I titoli preferiti dai membri della redazione di GeekGamer.it

Top 3 2016 – I titoli preferiti dai membri della redazione di GeekGamer.it

Francesco Vallarelli

World of Final Fantasy (PS Store) – Recensione di GeekGamer.it

Se c’è una cosa che Square-Enix sa fare bene sono i giochi commemorativi sviluppati apposta per essere venduti ai fan di lunga data. World of Final Fantasy si inserisce brillantemente in quel canovaccio già sperimentato di simpatici e divertenti giochi che permettono al giocatore di veder interagire tra di loro personaggi iconici dei più svariati Final Fantasy. Stavolta però non traspare solo una bella operazione di milking di una saga sulla quale ormai si vive di rendita: WOFF è un gioco fatto col cuore, da fan della saga per i fan della saga. Ripropone brillantemente i vecchi combattimenti a turni e restituisce il feel grafico dei Final Fantasy dal primo fino al sesto capitolo. I personaggi, riproposti con un’estetica chibi e deformed allo stremo (che ricorderà tanto, appunto, gli sprite in semi-isometrica dei Final Fantasy fino all’era SNES) sono davvero loro, la loro essenza è trasposta alla perfezione, e interagiscono proprio come farebbero nei loro capitoli di provenienza. Con World of Final Fantasy la narrazione e il continuo proporsi di gag divertentissime e ispirate svetta nei confronti di ogni altra cosa, ed è ampliata da tantissime side quest carinissime sbloccabili collezionando una speciale valuta di gioco. Queste sono miniavventure fantastiche che faranno la felicità di ogni fan della saga, specialmente quelli particolarmente nostalgici. Categoria in cui rientro alla perfezione. A fronte di un Final Fantasy XV per cui avevo aspettative altissime che non si è rivelato propriamente ciò che ho aspettato per 10 anni (e credo che una volta assorbita bene la botta ne scriverò quattro righe in proposito), World of Final Fantasy mi ha divertito ed emozionato come pochi giochi in questo 2016.

Uncharted 4 (PS Store) – Recensione di GeekGamer.it

Io amo i Naughty Dog. Quando penso all’eccellenza videoludica poche software house mi vengono in mente, ma una delle prime è sempre quella dei Cagnacci. Per quanto mi riguarda è dal 2007, anno di uscita del primo Uncharted che non sbagliano mai un colpo. Sin da subito mi sono innamorato di Nate, Sully, Elena e tutto quel pantheon di tombaroli da strapazzo che si son portati al seguito sino all’uscita nel 2016 di Uncharted 4. Un capitolo conclusivo che non solo ripropone le avventure della famiglia Drake in salsa grafica tra le migliori mai viste su qualsiasi piattaforma, ma limando tutti quei (pochi) difetti delle avventure precedenti. Laddove i capitoli che vanno dal primo al terzo peccavano un po’ verso le battute finali, qui tutto è perfetto e la narrazione accompagna degnamente il giocatore fino ai titoli di coda. Ho recensito questo Capolavoro proprio qui su geekgamer, per un’opinione più approfondita vi invito a leggere il mio articolo, nel quale potrete saggiare con più pienezza tutto il bagaglio emozionale che questo gioco mi ha lasciato. So long, Nate!

Tokyo Mirage Sessions #FE  – Recensione di GeekGamer.it

Ah, la Nintendo Difference! Ricordo ancora quando fu coniato questo termine, ai tempi del Gamecube. Non so neanche a chi venne in mente di catalogare il parco giochi Nintendo secondo questa dicitura, forse è una cosa che venne naturale paragonando la line-up della grande N con quella delle competitor allora sul mercato. Nintendo Difference voleva dire “pochi ma buoni”, in riferimento a tutta una serie di giochi che, sebbene pochi rispetto alla concorrenza, la sbaragliava tutta. Questa caratteristica propria della Nintendo è arrivata sino ai giorni d’oggi col parco giochi della Wii U, piccola macchina delle meraviglie tanto capace di sorprendere con giochi first party di una qualità impressionante, quanto bistrattata dal videogiocatore medio. Io stesso ho avuto modo di recuperarla solo di recente, e tra i giochi che mi hanno più divertito c’è sicuramente Tokyo Mirage Session #FE, probabilmente il miglior jrpg dell’ultimo anno per console casalinga. Anche solo l’idea alla base del gioco è una scommessa per pochi, un vero salto nel buio: unire due mondi tanto distanti come quelli di Persona e Fire Emblem, gettando nel calderone una trama che verte interamente sul patinato e folle mondo dello spettacolo di matrice nipponica. Quando mi sono approcciato al gioco l’ho fatto con le dovute riserve, più spinto dalla mia continua e fagocitante fame di Jrpg e dal mio recente acquisto della Wii U che per altro. E, ragazzi, ne sono rimasto folgorato e lo sono tutt’ora. Tokyo Mirage Session #FE, forte della sua cornice prettamente weeabo non si limita solo a soddisfare i palati dei malati di anime e jpop/rock: è un gioco profondo, divertentissimo, con una trama sorprendentemente intrigante e personaggi e “session” che vi rimarranno a lungo in testa anche una volta posato il pad. Tokyo Mirage Session #FE è una sorpresa continua da scoprire e riscoprire, e dopo un’attenta analisi il terzo posto di questo personalissimo podio non poteva che essere riservato al migliore esponente del 2016 della “Nintendo Difference”.

Aggiungo in ogni caso che se non lo avessero già fatto i miei colleghi consiglieri anche Rise of the Tomb Raider e, ovviamente, The Witcher 3 Blood and Wine!

C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.