Top 3 2016 – I titoli preferiti dai membri della redazione di GeekGamer.it

Top 3 2016 – I titoli preferiti dai membri della redazione di GeekGamer.it

Ilya Muromets

The Count Lucanor (Steam) – Recensione GeekGamer.it

Una delle sorprese indie del 2016, rimasta ancora ingiustamente misconosciuta a molta parte del pubblico. Sulla base di un’impalcatura tecnica e un gameplay minimali ma efficaci, gli sviluppatori spagnoli di Baroque Decay mettono in piedi una misteriosa fiaba gotica che racconta della corruzione e della redenzione di un bambino egoista, e di uno strano patto ratificato con l’incarnazione stessa del Male. Opera colta, sofisticata, capace di raccogliere con sapienza modelli estetici occidentali e orientali, e di amalgamarli in un pot-pourri fascinoso e coinvolgente. Prezioso come una miniatura, assolutamente da provare.

ABZÛ (SteamPS StoreXbox Marketplace) – Recensione GeekGamer.it

Prodotto controverso: c’è chi lo ha adorato con la cecità acritica di un fanboy, e chi ne ha contestato pesantemente l’inconsistenza ludica e l’eccessivo rifarsi al nobile antecedente di Journey. Nella nostra recensione, ci siamo dedicati a lungo nello spiegare le ragioni per le quali crediamo che ABZÛ sia un titolo rimarchevole, i cui pregi trascendono la durata ridotta e le meccaniche forse eccessivamente semplici. Il titolo Giant Squid è riuscito nell’impresa di costruire una rappresentazione perfetta della Natura, veicolandola al giocatore per mezzo di un approccio che pertiene specificatamente al medium videoludico, e che al di fuori di esso non potrebbe sussistere. Meriti sufficienti, riteniamo, per promuoverlo a pieni voti.

Bastard Bonds (Steam) – Recensione GeekGamer.it

Quest’anno ho avuto il piacere di provare cRPG di grandissimo livello (Dragon’s Dogma e l’espansione Blood and Wine su tutti), ma ho deciso di riservare l’ultimo slot a disposizione per questo coraggioso titolo indie, sviluppato praticamente da una sola persona, eppure superiore a tanti blasonati prodotti di prima fascia. Nonostante la pixel-art insistita e un’atmosfera che rimanda a certi classici fantasy dei primi anni ’90, Bastard Bonds rivela uno spirito modernissimo nella sua struttura asciutta e funzionale, e nella capacità di comprendere e rispettare le legittime aspettative del videogiocatore del XXI secolo. Considerata anche la longevità del prodotto, Geremy Walker merita senz’altro di essere premiato.

C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.